DECRETO EMERGENZE, ASSALTO AL SISTEMA DELLE DENOMINAZIONI DEL MADE IN ITALY. EMENDAMENTO DISCRIMINA COOPERATIVEMENTRE IL MIPAAFT LAVORA AL TESTO DEL DECRETO DEPUTATO AL RIORDINO CON TUTTI GLI ATTORI DELLA FILIERA, LA CAMERA PRESENTA EMENDAMENTO

Decreto emergenze? Latte sardo, olio pugliese colpito da gelate e xylella e agrumi siciliani? Si, ma tra gli emendamenti presentati in commissione Agricoltura della Camera c'è anche chi ci butta dentro i consorzi di tutela. Con l'obiettivo di modificare i criteri di rappresentanza nei Consigli di amministrazione a favore della parte agricola sganciata dalla cooperazione.

In sostanza si dice che chi fa parte del mondo cooperativo non può far parte della rappresentanza in quota agricola. Mettendo dei principi di esclusione per gli agricoltori che fanno parte della cooperazione. Un cambiamento questo, che andrebbe tutto a favore della Coldiretti - che da anni è in conflitto con le cooperative - che in questo modo potrebbe guadagnare quote nella rappresentanza dei consorzi di tutela. Destrutturando di fatto i consorzi.

Se all'epoca della crisi in Sardegna è stato forte l'attacco da parte di Palazzo Rospigliosi nei confronti del presidente del Pecorino Romano Dop Salvatore Palitta, ora la questione si estende mettendo in discussione tutto il sistema di rappresentanza delle denominazioni di origine del Made in Italy.

Lunedì l'emendamento - di ispirazione Coldiretti - è stato reso inammissibile dalla commissione Agricoltura della Camera ma è stato ripresentato questa mattina con ricorso.

Tutto questo avviene proprio mentre è in working in progress al ministero delle Politiche agricole un tavolo di discussione per mettere a punto il decreto ministeriale sui consorzi analogamente a come già avvenuto per il vino. Decreto deputato proprio a mettere ordine in tal senso.

Da quanto apprende AGRICOLAE questo avrebbe creato malcontento nel mondo agricolo e disagio a via Venti Settembre.

Qui di seguito AGRICOLAE pubblico il testo dell'emendamento:

Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:

Art. 10-bis.
(Disposizioni in materia di consorzi di tutela delle DOP e delle IGP)

  1. Al fine di assicurare una effettiva rappresentanza degli imprenditori agricoli nei consorzi di tutela di cui all'articolo 53, comma 15, della legge 24 aprile 1998, n. 128, come modificato dalla legge 21 dicembre 1999, n. 526 almeno un terzo degli amministratori è nominato tra tali imprenditori che non siano soci di cooperative o di altre forme associative già rappresentate.
2. Le delibere adottate dai consorzi di tutela relative all'approvazione e modifica dei disciplinari di produzione e qualunque altra decisione che riguardi la produzione primaria, ivi compresa l'elaborazione diPag. 161misure dirette a verificare l'efficienza e l'equità nella distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera, nonché quelle per la proposta dei piani di regolazione dell'offerta, devono essere adottate con il voto favorevole della maggioranza degli amministratori nominati ai sensi del precedente comma 1.
3. Coloro che svolgano, in Italia o all'estero, attività di produzione attraverso l'uso di nomi, marchi, simboli, sigilli, figure o quant'altro possa evocare il prodotto contrassegnato con il nome della DOP o IGP, nonché coloro che non garantiscano la separazione spaziale o temporale delle produzioni agroalimentari a denominazione protetta da quelle generiche, non possono essere nominati amministratori dei consorzi di tutela.
4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i consorzi di tutela già riconosciuti sono tenuti ad adeguare lo statuto alle disposizioni di cui al presente articolo. Il mancato adeguamento comporta la revoca del riconoscimento di cui al citato articolo 53, comma 15.
10. 036. Viviani, Bubisutti, Coin, Gastaldi, Golinelli, Liuni, Lo Monte, Lolini.
(Inammissibile)

Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:

Art. 10-bis.
(Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP)

  1. Nei consorzi di tutela di cui all'articolo 53, comma 15, della legge 24 aprile 1998, n. 128, come modificato dalla legge 21 dicembre 1999, n. 526 almeno un terzo degli amministratori è nominato tra gli imprenditori agricoli che non siano soci di cooperative o di altre forme associative già rappresentate.
2. Le delibere adottate dai consorzi di tutela relative all'approvazione e modifica dei disciplinari di produzione e altre decisioni relative alla produzione corrispondente all'oggetto sociale e, in particolare, l'elaborazione di misure dirette a verificare l'equità nella distribuzione di valore aggiunto, sono adottate con il voto favorevole della maggioranza degli amministratori nominati ai sensi del precedente comma 1.
3. L'esercizio dell'attività di produzione in concorrenza con le attività del Consorzio, nonché la mancanza della separazione spaziale o temporale delle produzioni, sono considerati motivi di decadenza dall'esercizio delle cariche sociali.
4. Entro sei mesi dalla entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto i consorzi di tutela già riconosciuti sono tenuti ad adeguare lo statuto alle disposizioni di cui al presente articolo. Il mancato adeguamento comporta la revoca del riconoscimento di cui al citato articolo 53, comma 15.
5. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente articolo sono abrogate le disposizioni incompatibili.
10. 025. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Caon, Fasano, Paolo Russo, Sandra Savino.
(Inammissibile)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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