DECRETO EMERGENZE E LATTE, AGRICOLTORI E ALLEVATORI: VITTORIA. TUTTI FELICI, COLDIRETTI NO. SOLA IN PIAZZA E NELLE CRITICHEMONDO AGRICOLO E POLITICO HANNO FATTO SQUADRA. CENTINAIO: ACCETTO CRITICHE DA TUTTI MA NON DA CHI FINORA NON HA FATTO NULLA

"Spero che adesso possano finire le polemiche". E' quanto scritto dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Gianmarco Centinaio al termine del tavolo a Palazzo Chigi in cui è stato trasformato - su richiesta di tutte le organizzazioni agricole tranne una - il ddl sulle emergenze in Puglia, Sardegna e Sicilia in decreto legge. Una vera e propria vittoria non tanto per le sigle che hanno manifestato senza bandiere e colori ma per i produttori di olio d'oliva, per gli allevatori di latte ovicaprino e per gli agricoltori siciliani che si sono visti riconoscere delle misure a sostegno al fine di fronteggiare una crisi più o meno ciclica e strutturale che rischia di mettere in ginocchio alcuni dei settori chiave del made in Italy agroalimentare.
Ma le polemiche, nonostante questo, non sono finite, e proseguono, a strascichi. Voci isolate di chi aveva deciso di scendere in piazza isolato. A fronte invece di un'agricoltura senza sigle - ma solo con un giubbotto arancione indosso - che ha deciso di scendere in piazza unita e facendo squadra. Un esempio virtuoso per le forze politiche che si sono adoperate - in risposta - per risolvere il problema senza contrapposizioni o distinzioni di Gruppo.
Ora la Coldiretti - dopo che il decreto emergenze, in corner era diventato per ragioni ancora inspiegate, disegno di legge rischiando di mettere in crisi gli allevatori, gli olivicoltori e gli agrumicoltori - manifesta il proprio disappunto. Dopo la "ri-trasformazione" in decreto legge. Una 'metamorfosi' doppia, dato che era nato come disegno di legge a seguito del vertice tra le Comagri di tutte le forze politiche al Senato, poi divenuto decreto legge per volontà di Centinaio per poi essere trasformato - in maniera imprevista e improvvisa - in disegno di legge.
Scontentando tutti. Tranne forse chi sta subendo un'emorragia di associati - si dice negli ambienti - proprio nei luoghi dove avevano luogo le crisi. "Una scatola vuota, priva di contenuti", dice Prandini in una nota. Facendo "appello al Parlamento". Diversa l'opinione di Confagricoltura, Cia, Copagri, Uci, Flai, Fai, Uila (rimasti dubbiosi solo per la questione lavoro), Fedagri Confcooperative, LegaCoop Agroalimentare, Agci Agrital, Italia Olivicola, Unapol. Ovvero i Gilet Arancioni.
Per quanto riguarda il latte, sul quale si è trovata la quadra al tavolo ristretto di Sassari, Coldiretti fa sapere con una nota che "abbiamo firmato per ultimi con senso di responsabilità un accordo che aumenta del 20% l'acconto sul prezzo del latte consegnato dai pastori rispetto all'inizio del negoziato, con l'obiettivo pero' di arrivare a quotazioni finali di un euro per effetto della griglia di indicizzazione che è stata impostata. Restiamo impegnati per ottenere nuove regole".
Soddisfatta Agrinsieme per "un importante accordo tra le parti per il riconoscimento di 74 centesimi al litro in acconto, cifra che si avvicina a coprire i costi di produzione".
Ora, per quanto concerne invece l'olio, da quanto apprende AGRICOLAE, l'obiettivo dei Gilet Arancioni è ottenere soprattutto da Bruxelles risorse importanti (almeno 500 mln di euro) per far ripartire le aziende del Salento, (Lecce, Brindisi e Taranto), ricadenti nella zona infetta da Xylella e snellire le procedure burocratiche per l'espianto e il reimpianto. Per ricominciare.
Qui di seguito AGRICOLAE pubblica la versione definitiva del decreto Emergenze:
Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il verbale dell'accordo sul prezzo del latte:
La reazione:

DECRETO EMERGENZE E LATTE, CENTINAIO: ACCETTO CRITICHE DA TUTTI MA NON DA CHI FINORA NON HA FATTO NIENTE

"Accetto critiche da TUTTI. Non da chi in questi anni non ha fatto NIENTE per risolvere i problemi". Così il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio su twitter in merito alle critiche mosse sul decreto emergenze e per le soluzioni trovate per risolvere la crisi latte, olio e agrumi.

A manifestare apprezzamento e soddisfazione sono state tutte le organizzazioni agricole tranne una: la Coldiretti (e Unaprol che fa capo alla medesima organizzazione). Che non è scesa in piazza con i Gilet Arancioni - nonostante fosse stata invitata - restando isolata nel chiedere sostegno per i propri associati.

Medesima situazione per quanto riguarda il latte: al tavolo la Coldiretti non voleva firmare l'accordo fino alla fine. Ma la soluzione trovata è stata apprezzata da tutte le altre sigle, dall'industria e dai rappresentanti dei pastori. Che hanno dichiarato che "il risultato è palpabile grazie al governo del cambiamento che per laprima volta ci ha coinvolti". E hanno aggiuto: "le sigle non ne abbiano a male se giochiamo la nostra partita in prima persona".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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