DI FRANCO POGGIANTI: QUEGLI IRRIDUCIBILI BUCANIERI DEL LATTEL'EUROPA HA DECISO DI FARCI PAGARE TUTTO A CARO PREZZO

-6In questo nostro singolare paese, oltre alla madre dei cretini, ad essere sempre incinta è principalmente la madre dei furbi. Solo che quest’ultima ha la tendenza a fare parti gemellari.

Chi volesse una prova di questa asserzione non deve far altro che prendere in esame la storiaccia ormai trentennale delle quote latte.

Fin dal suo inizio (esattamente nel 1984) una nutrita pattuglia di allevatori decise che non voleva pagare le multe, accampando ragioni che, almeno all’inizio avevano qualche fondamento. Di proroga in proroga, con l’acquiescenza di molti dei governi (e dei ministri agricoli), avvenne che le sanzioni finirono per essere pagati coi soldi della fiscalità generale, con il danaro, cioè delle tasse di tutti i cittadini, anche di quelli che un vacca non l’avevano mai vista da vicino. Questo determinò una situazione di iniquità a tutto svantaggio dei contribuenti e, in particolare degli allevatori onesti, quelli che si erano mantenuti nell’ambito delle quote assegnate e – in caso di splafonamento – avevano correttamente sborsato il dovuto di tasca loro.

La schiera dei bucanieri del latte, tuttavia, col passare degli anni si assottigliò: molti dei furbi, cioè, capirono che l’illegalità non poteva durare in eterno e, con essa, la concorrenza sleale nei confronti dei molti produttori in regola.

Restò una pattuglia di irriducibili (5 o 600 persone) che, protervamente, di pagare non ne volevano sapere. Trovarono la sponda di un partito politico, la Lega, e di un ministro, Zaia, che cercarono di lasciare le cose come stavano, mettendo a punto una serie inammissibile di rinvii, di riduzioni. E trovarono anche l’acquiescenza di qualche organizzazione professionale. Intanto l’Erario continuava a pagare per loro.

Poi, un bel giorno i nodi sono venuti al pettine: l’unione europea ha detto basta ed ha aperto, a carico dell’Italia, una procedura di infrazione.

Ora siamo ad una fase successiva. L’Europa ha deciso di farci pagare a caro prezzo, la consolidata tendenza al perdonismo e al condonismo e ha detto chiaro e forte che quei soldi (più di un miliardo di euro) i seicento li devono tirare fuori. E di tasca loro. E che la vicenda non può e non deve finire a tarallucci e vino.

Il ministro Martina ha preso la posizione giusta: facciamola finita – ha detto- con la copertura delle illegalità. Chi ha fatto il peccato faccia la penitenza. E questa (ora lo dicono tutte le organizzazioni degli agricoltori, anche quelle che all’inizio sembravano fioche) è cosa buona e giusta.

Speriamo che ai buoni propositi seguano atti conseguenti.

E’ tempo che almeno in questo settore, la mamma dei furbi e dei furbissimi, la smetta finalmente di procreare.

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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