DIRETTIVA NITRATI, UE DIFFIDA ITALIA: 3 SETTIMANE DI TEMPO, POI INFRAZIONEGOVERNO ITALIANO DOVRA’ SPIEGARE ALLA COMMISSIONE ENTRO FEBBRAIO

agric strisceItalia è a pieno rischio infrazione europea per aver sospeso la Direttiva nitrati. E ha tre settimane di tempo per spiegare le sue ragioni. Da quanto apprende AGRICOLAE la Commissione Ue ha inviato, venerdì 18 gennaio, una diffida – chiamata in gergo “Pilot” - all’ambasciatore italiano a Bruxelles che poi lo girerà al ministero degli esteri. In pratica si tratta di un atto propedeutico all’eventuale apertura dell’infrazione. Nella lettera l’Unione europea chiede al governo italiano come intende garantire il rispetto della Direttiva nitrati. E dà all’Italia tre settimane di tempo. Il decreto Sviluppo bis sospende di fatto – nella conversione avvenuta in Parlamento – la procedura comunitaria che definisce le limitazioni per quanto riguarda lo spargimento dei reflui, tra cui l’azoto. Il cui limite era stato dimezzato da Bruxelles portandolo a circa 170 chili per ettaro. Se questo dovesse accadere, il rischio sarebbe la sospensione della deroga concessa nel 2011 e di conseguenza la perdita dei contributi Ue legati alla condizionalità.

 

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il Pilot inviato dalla Commissione europea:

Oggetto: Richiesta di informazioni relativa all'applicazione della Direttiva Nitrati in Italia

Si richiama la Vostra attenzione sulla direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, come modificata dal Regolamento 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 settembre 2003 e dal Regolamento n. 1137/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, (di seguito "Direttiva Nitrati"). Alla luce dei recenti sviluppi nella legislazione italiana di cui alla legge n ° 221 del 17 dicembre 2012 "Conversione in Legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 178, recante misure urgenti per ulteriori la Crescita del Paese (Decreto Sviluppo bis)" (pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 18 dicembre 2012) si rendono necessari dei chiarimenti. Invitiamo il Governo Italiano a presentare osservazioni riguardanti i punti sollevati in Allegato I alla presente nota, al fine di consentire l'analisi della situazione in Italia in merito all'applicazione della Direttiva Nitrati e valutare la necessità di ulteriori misure. Qualora le autorità concordino che ci sono carenze nell'applicazione della normativa comunitaria in questione, si invita il Governo Italiano a mettere in atto le misure che si rendono necessarie e a comunicarne alla Commissione tempi e modalità di attuazione entro 3 settimane dalla data di ricezione della presente lettera.

Cordiali saluti,

Michael HAMELL

 

La legge n° 221 of 17 dicembre 2012 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 178, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Decreto Sviluppo bis) (pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2012) prevede al suo articolo 36:

“7-ter. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in conformità all’Accordo concernente l’applicazione della direttiva del Consiglio delle Comunità europee n. 91/676/CEE del 12 dicembre 1991 relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole, procedono all’aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, anche sulla base dei criteri contenuti nel medesimo Accordo. Qualora le regioni e le province autonome, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, non abbiano provveduto ai sensi del precedente periodo, il Governo esercita il potere sostitutivo secondo quanto previsto dall’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

7-quater. Nelle more della attuazione del comma 7-ter, e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nelle zone vulnerabili di nitrati si applicano le disposizioni previste per le zone non vulnerabili”. Con l'articolo 36, comma 7-ter, il Governo richiede alle Regioni di procedere alla revisione delle zone vulnerabili da nitrati entro 90 giorni dall'entrata in vigore della medesima legge (90 giorni a partire dal 19 dicembre 2012) e le informa che, qualora esse non provvedano a tale revisione entro un anno, il Governo eserciterà il potere sostitutivo. Il comma 7-quater dello stesso articolo stabilisce che, nelle more della revisione delle zone vulnerabili e per un periodo massimo di un anno dall'entrata in vigore della legge, le misure in vigore nelle zone non vulnerabili si applicano anche alle zone vulnerabili.

 

Considerato quanto sopra, si prega di chiarire i seguenti aspetti:

1. Le motivazioni per cui l'Italia non ha notificato alla Commissione la legge 221/2012, come richiesto dall'articolo 12 della Direttiva Nitrati.

2. Lo stato di attuazione dell'accordo del 5 Maggio 2011 tra il Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, di cui al comma 7-ter dell'art. 36 della legge 221/2012. In particolare, si prega di chiarire se è stato eseguito lo studio finalizzato all'analisi dell'impatto delle pressioni antropiche sullo stato delle acque superficiali e sotterranee e quali sono i risultati di detto studio. Si chiede inoltre se sia stata valutata l'efficacia dei programmi d'azione e quali sono i risultati di tale analisi.

3. Si prega di chiarire se il comma 7-quater dell'art. 36 della legge 221/2012 è immediatamente applicabile nelle zone vulnerabili su tutto il territorio italiano. In altre parole, si prega di confermare che le misure applicabili in zona non vulnerabile si applicano anche in zona vulnerabile a partire dalla data di entrata in vigore della legge (19 dicembre 2012).

4. Si chiede di precisare quale sarà il regime in vigore alla scadenza del termine di un anno a partire dall'entrata in vigore della legge, in caso la revisione della designazione delle zone vulnerabili non sia stata effettuata entro i termini previsti né dalle Regioni né dal Governo.

5. Si prega di chiarire se il Decreto Ministeriale del 7 Aprile 2006 "Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all'articolo 38 del D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152", pubblicato nella Gazz. Uff. 12 maggio 2006, n. 109 è stato recepito da tutte le Regioni.

6. Si richiede di precisare quali sono le misure applicabili fuori dalle zone vulnerabili in tutte le Regioni dove è stata designata almeno una zona vulnerabile, in merito a:

6.1. Il quantitativo massimo di azoto da effluenti di allevamento che può essere applicato al suolo;

6.2. I periodi di divieto di spandimento dei fertilizzanti chimici e degli effluenti di allevamento;

6.3. Lo stoccaggio degli effluenti di allevamento;

6.4. La limitazione dell'applicazione al terreno di fertilizzanti chimici e degli effluenti di allevamento;

6.5. Le regole in merito all'applicazione di fertilizzanti chimici e degli effluenti di allevamento su terreni in forte pendenza;

6.6. Le regole di applicazione di fertilizzanti chimici e degli effluenti di allevamento su terreni saturi d'acqua, inondati, gelati o innevati;

6.7. Le regole di applicazione di fertilizzanti chimici e degli effluenti di allevamento su terreni adiacenti ai corsi d'acqua.

Altiero Marini

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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