DL FISCALE, “PACE” SU QUOTE LATTE PER SALVARE ITALIA DA PROCEDURA INFRAZIONE UEOPPORTUNITA PER GLI SPLAFONATORI DI CHIUDERE I CONTI CON IL PASSATO. SENZA CREARE ULTERIORE DEFICIT A ITALIA

Fare “pace” sulle quote latte. Ed evitare una procedura di infrazione certa nei confronti di Bruxelles che metterebbe l’Italia in difficoltà aumentandone il deficit. Soprattutto in un momento come questo. In gioco oltre un miliardo e 300 milioni di euro dei debiti di chi splafonò quando Filippo Maria Pandolfi, nel 1984, scambiò il latte con l’acciaio. Da quanto apprende AGRICOLAE da fonti governative, nella pacificazione fiscale contenuta nel Dl Fiscale, c'è la soluzione dell’affaire quote latte. Non si tratta di una pietra tombale, ma di un’opportunità – per chi vuole chiudere una volta per tutte la pratica – di mettersi in regola, chiudere i conti con il passato e rimettersi in pista. A fronte dello stralcio degli interessi, delle sanzioni accumulate negli anni e del pagamento di una percentuale (che dovrebbe variare tra il 15, il 20 e il 50 per cento a seconda dello stato dell’arte dei procedimenti in atto) dell’imposta originaria.
Una soluzione questa che porrebbe fine ad anni di scontri tra forze politiche ed organizzazioni agricole. Ma non solo: in un contesto di crisi strutturale del comparto latte, potrebbe essere l’unico modo per mettere nelle condizioni i produttori di pagare il proprio debito.
Alternativa: infrazione europea.

Infatti l’Italia ha già pagato il suo debito a Bruxelles. Ma, con recente sentenza, l’Unione europea ha intimato all’Italia di farsi ripagare dai produttori, altrimenti sarebbe aiuto di stato. Con procedura di infrazione sicura. Sostanzialmente, chi ha splafonato rientra in tutto tondo nella pacificazione fiscale perché si ritrova a
fare i conti con cartelle esattoriali esattamente come chi non ha pagato le tasse o chi è passato con il rosso.

Uno dei dispositivi ai quali gli allevatori con prelievo supplementare potrebbero aggrapparsi è quello previsto all'articolo 6 del dl fiscale. Questo articolo consente la definizione agevolata delle controversie tributarie. In pratica, se a fronte di una notifica dell'Agenzia delle entrate, il produttore di latte si è rivolto alla giurisdizione tributaria e c'è stata una pronuncia, anche non definitiva, a favore del ricorrente, la controversia può essere definita con il pagamento di metà del valore, in caso di giudizio di primo grado e del solo 20% in caso di pronuncia di secondo grado.

Sono stati molteplici i tentavi in Italia di mettere la parola fine all’annosa vicenda delle multe per il mancato rispetto delle quote latte. Tutte sono state respinte in passato, per effetto dell’opposizione delle organizzazione professionali agricole italianee per i moniti venuti dall'Unione europea che, peraltro, ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia su tale aspetto. Ora potrebbe riuscirci tramite il collegato al Dl Fiscale all’interno della Manovra che fa leva sulla pacificazione fiscale.

La fine delle quote latte vorrebbe dire anche evitare un ulteriore deficit italiano a causa dell’infrazione europea in un contesto in cui l’Italia è sotto attacco, in particolar modo dalla Germania, di cui il nostro Paese è primo concorrente per quanto riguarda prodotti di eccellenza di tecnologia e innovazione. Oltre all’economia reale
derivante in larga parte proprio dal comparto Primario e Secondario.

Il debito pubblico della Germania è il 64 per cento del suo Pil che si attesta a circa 3.500 miliardi l’anno. Quello italiano è circa il 132 per cento del Pil su 1.700 miliardi di Pil annuo. Ma sono i titoli di Stato tossici su cui cade il paese della Merkel. Secondo i dati che circolano negli uffici economici di Bruxelles, a partire dal Comitato
economico - da quanto apprende AGRICOLAE – i derivati del sistema bancario tedesco (cosiddetti fondi spazzatura) ammonterebbero a circa 75 mila miliardi. Sebbene nel bilancio tedesco ne siano contabilizzati solo 30. Praticamente ammonterebbero a circa 20 volte il Pil tedesco.

Nonostante questo Pierre Moscovici non esclude di chiedere a Tria – nel caso in cui le speigazioni richieste entro lunedì alle 12 da Bruxelles al ministro dell’Economia italiano sui conti della Manovra non fossero sufficienti – di presentare una nuova manovra.

Da qui il braccio di ferro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul ‘condono’ relativo al provvedimento della pacificazione fiscale che non prevede solo lo stralcio delle sanzioni e degli interessi ma anche dell’imposta originaria. D’altronde Salvini lo ha sempre detto

Per saperne di più:

QUOTE LATTE: SALVINI, RIBALTEREMO QUESTA EUROPA DA CIMA A FONDO

"L'Europa che punisce i nostri agricoltori, pescatori, risparmiatori e commercianti e in cambio ci riempie di immigrati è un'Europa che ribalteremo da cima a fondo. Con la Lega al governo, come fu in passato con Luca Zaia ministro, l'agricoltura e la pesca italiana svendute dalla sinistra, saranno difese. A essere multati non saranno gli allevatori ma gli aguzzini di Bruxelles". Così il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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