ELEZIONI, CASELLATI PRESIDENTE DEL SENATO E FICO DELLA CAMERA. CENTRODESTRA RICOMPATTO. TORNA IN PIEDI IPOTESI APPOGGIO RENZIANONAPOLITANO SI COMMUOVE

Roberto Fico, Movimento Cinque Stelle eletto presidente della Camera con  422 voti ed Elisabetta Alberti Casellati, Forza Italia, eletta al Senato con 240 voti. Nel ringraziare i funzionari e i segretari provvisori "magnifici" di Palazzo Madama, Giorgio Napolitano si commuove.

Il primo del Movimento Cinque Stelle, la seconda di Forza Italia. L'accordo era stato fatto fatto dopo lo sgarro di Salvini a Forza Italia ieri sera per mostrare i muscoli a Silvio Berlusconi e acquisire lo status di leader del centrodestra, la quadra è stata trovata su Casellati presidente del Senato e Fico presidente della Camera.

Con il Centrodestra ricomposto torna in piedi l'ipotesi di un appoggio esterno renziano del 'Piano B'  - da quanto apprende AGRICOLAE caldeggiato da Napolitano - (per il bene del paese) – che prevede una fronda renziana del Pd in appoggio al centrodestra. Numeri alla mano per adesso i parlamentari in questione sarebbero 61 pronti a un sostegno esterno in cambio di 5 viceministri e 6 sottosegretari “tecnici” di area dell’ex segretario Pd. Sempre da rumors del Nazareno l’ex segretario starebbe cercando un 'incidente' per creare lo scontro definitivo per la scissione e il conseguente accordo con il centrodestra tanto che all’ultima riunione erano assenti proprio Renzi, insieme a Luca Lotti e Maria Elena Boschi. Nel frattempo il presidente provvisorio del Senato Giorgio Napolitano nel dare il via alla nuova legislatura ha parlato del voto del 4 marzo come un voto di rottura e di contestazione ricordando come occorra “fare leva sull’interesse generale del paese”.

SENATO, CASELLATI: NON DELUDIAMO ELETTORI CHE CI HANNO AFFIDATO LE LORO ASPETTATIVE

"Sono troppi gli italiani che non hanno occupazione, soprattutto tra i giovani e il Mezzogiorno. L'industrai 4.0 cambierà nei prossimi anni il mondo del lavoro garantendo a tutti verità, diritti e dignità e sostenendo chi è rimasto indietro. Così come sarà semrpe più necesaria una politica a sistengno di chi è in difficoltà". Così nel suo discorso Maria Elisabetta Casellati nel suo discorso di insediamento come presidente del Senato. "Così come è importante - ha proseguito - sostenere le imprese a "Marchio Italia". Siamo attraversati da nuovi e dirompenti fenomeni globali che devono vedere il nostro Paese protagonista a partire dall'Unione europea. il nostro ruolo di Paese fondatore ci porta a delineare la via".

Sullo scacchiere internazionale l'Italia "ha un ruolo di primo piano riconosciuta all'unanimità", ha spiegato grazie alle missioni internazionali e a chi si è sacrificato per la propria patria per costruire un mondo migliore e più libero.

"Un grazie anche a tutti i magistrati e agli eroi civili che hanno difeso la legalità".

Per Casellati occorre "restituitre certezze, sicurezze e serenità. Che significa mettere in primo piano le nostre risorse naturali. L'Italia è un caleidoscopico di caratterisctiche artistiche e culturali. Con il nostro patrimonio dobbiamo impegnarci a preservare il territorio. Sarà questo il vero e più importante lascito alle nuove generazioni.

Le elezioni aprono una pagina bianca che a scrivere sono gli elettori e a seguire i parlamentari. Facciamo che le attese che gli elettori ci hanno affidato non siano deluse e che trovino finalmente una risposta adeguata. Viva il Senato viva l'Italia".

CAMERA, FICO: RIPARTIRE DA INDIVIDUO, STOP ILLEGALITA E PRIVILEGI POLITICI. NESSUNA SCORCIATOIA A DIBATTITO PARLAMENTARE

Nessuno si senta emarginato e nessuna tolleranza per l’illegalità. Occorre ripartire dall'individuo. È chiaro Roberto Fico nel suo primo discorso da presidente della Camera.

"Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L'intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura", spiega. “Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella "a cui desidero rivolgere innanzitutto il saluto mio e di quest'aula" è "il garante degli equilibri e dei valori costituzionali, valori che per essere affermati nella nostra Costituzione hanno richiesto il sacrifico di tanti uomini e tante donne". "E' ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica deve essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura" prosegue aggiungendo: "sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia". "E’ dall'individuo che bisogna ripartire. Per questo motivo, voglio concludere con l'auspicio che in quest'Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l'espressione migliore di sé stesso. Sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre il frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni", sottolinea Fico che conclude: "auguri di buon lavoro a tutti noi e coraggio"

"Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura, e la costruzione di rapporti anche all'esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico. Ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle commissioni e nell'aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità". "Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie, né forzature nel dibattito parlamentare"

Era successo:

ELEZIONI, LEGA AL SENATO SPARIGLIA LE CARTE E RISCHIA DI ROMPERE COALIZIONE CENTRODESTRA. IL CAV: SMASCHERATO PROGETTO SALVINI-DI MAIO. AL VIA 18ESIMA LEGISLATURA, DUE FUMATE NERE A MONTECITORIO E PALAZZO MADAMA

Per saperne di più:

GOVERNO, IN PISTA DUE OPZIONI: IL ‘TUTTI DENTRO’ CON GENTILONI PREMIER O L’APPOGGIO ESTERNO DI 61 RENZIANI A CENTRODESTRA. MENTRE FRANCIA E INGHILTERRA GUARDANO. ECCO TUTTI GLI STEP ISTITUZIONALI

Posted by × Pubblicato il 12/03/2018 at 16:08

Tutto in working in progress per il nuovo governo. Da quanto apprende AGRICOLAE due le soluzioni sul tavolo, a seconda degli eventi e delle ‘reazioni’ dei leader politici: una, che sembrerebbe piacere di più a Sergio Mattarella, che vorrebbe un governo “tutti dentro” nel quale ogni partito si rende disponibile a sedersi  allo stesso tavolo – con le rispettive quote – lasciando Paolo Gentiloni premier. Per la felicità delle multinazionali straniere che lo vedono come una ‘garanzia’; La seconda soluzione – che sembrerebbe invece piacere di più a Giorgio Napolitano – vedrebbe 61 parlamentari renziani appoggiare esternamente un governo di CentroDestra in cambio di cinque viceministri e sei sottosegretari ‘tecnici’ provenienti da area ‘dem’.

Tutto questo, nonostante le dichiarazioni dei vari leader di partito, per il bene comune del Paese.

Una soluzione, questa, che si andrebbe a inserire in uno scenario dominato dal rinnovo delle grandi partecipate, da Saipem ad Eni. Sono 79 le società pubbliche in scadenza, per un giro di walzer che riguarda circa 350 poltrone tra Cda e collegi sindacali. Tra le più importanti anche Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie, Gse, Sogei. Non è cosa di poco conto – nel Risiko nazionale e internazionale - tenendo conto dell’interesse in questa partita da parte della Francia e dell’Inghilterra. Due fronti contrapposti, entrambi con gli occhi puntati alle aziende del Belpaese e alle dinamiche geopolitiche.

Ma prima di questo, occorre – necessariamente – percorrere fino in fondo tutto il gioco dell’Oca voluto dai passaggi istituzionali. Compresi i primi ‘giri a vuoto’ dei leader incaricati.

Il 19 marzo i parlamentari (ce ne sono circa 150 del Movimento Cinque Stelle che non hanno mai messo piede in Parlamento) si dovranno registrare con foto, tesserino, nome sui seggi e adempimenti di varia natura. Il 23 marzo ci sarà la prima seduta delle Camere: un prova del nove per testare il ‘sentiment’ politico. Al Senato sarà Giorgio Napolitano a fare da presidente alla prima riunione dell’aula. Alla Camera sarà Roberto Giachetti. Se al Senato la partita sull’elezione si chiuderà presumibilmente nel giro di due giorni, alla Camera la faccenda potrebbe essere più lunga e complessa data la necessità della maggioranza a due terzi seguita poi, in caso, da quella assoluta.

Entro il 25 marzo i parlamentari dovranno poi comunicare al segretario generale della Camera a quale gruppo intendono iscriversi (anche questo passaggio importante per capire la direzione in cui si andrà nel formare il Governo). Gruppi che saranno poi eletti entro il 27 marzo con tanto di presidenti dei gruppi. I’appuntamento successivo – in teoria – sarebbe quello delle dimissioni del Premier, il 29 marzo. Sempre  a condizione che siano stati nel frattempo eletti i presidenti di Camera e Senato.

Se tutto procede nei tempi previsti, il 30 dovrebbe essere la data di partenza per le consultazioni al Colle. Ma soltanto dopo Pasqua, il 3 aprile, le delegazioni incontreranno il presidente della Repubblica.

I primi due giri saranno sicuramente a vuoto. Una volta scelta una delle due ‘opzioni di governo’ (quella del ‘dentro tutti’ gradita a Mattarella o quella dei ’61 renziani di appoggio esterno’ che sembrerebbe piacere di più a Napolitano, ci sarà il giuramento e il primo Consiglio dei ministri. La fiducia dovrà avvenire entro i dieci giorni dal giuramento, quando il governo si presenterà davanti a ciascuna Camera per ottenere, appunto, il voto di fiducia tramite appello nominale.

GOVERNO, LA CARTA NAPOLITANO? 61 ‘RENZIANI’ PRONTI CON IL CENTRODESTRA IN CAMBIO DI 5 VICEMINISTRI E 6 SOTTOSEGRETARI ESTERNI MA DI ‘AREA DEM’

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