ELEZIONI, CONFAGRI: SILENZIO TOTALE SU TURISMO E AGRICOLTURA

SiccitàL’agriturismo, con 21 mila imprese, 213 mila posti letto, 385 mila posti tavola, 4.000 punti di degustazione e vendita di prodotti tipici, 12 mila attività a carattere sportivo, ricreativo e culturale, ha sensori molto “attenti” ad alcuni dei settori decisivi per la ripresa economica italiana: agricoltura, turismo, cultura, territorio e ambiente. Lo sottolinea una nota di Agriturist (Confagricoltura), denunciando come la campagna elettorale, che ci sta accompagnando verso il voto del 24 e 25 febbraio, sia totalmente priva di proposte concrete per valorizzare le risorse più disponibili e strategiche del nostro Paese.

I partiti - prosegue Agriturist - si confrontano su questioni, generiche e di immediato effetto propagandistico, ignorando che la riduzione del debito pubblico, l’incremento dell’occupazione, la ripresa dei consumi delle famiglie, possono realizzarsi solo attraverso un puntuale sostegno all’economia e alle imprese, generato da competenza, capacità progettuale, sensibilità economica, e soprattutto paziente, concreta, efficace attuazione di quanto programmato.

L’autosufficienza agroalimentare - puntualizza Agriturist - si allontana; si indebolisce, col degrado sistematico del paesaggio e dell’uso del territorio, la possibilità dell’agricoltura di sviluppare le proprie potenzialità nel campo del “Made in Italy” enogastronomico e della partecipazione al sistema turistico. Il turismo soffre di decenni di improvvisazione, di cui è arduo immaginare la fine, con l’assenza di un ministero dedicato, la frammentazione delle politiche regionali e un allarmante ritardo nell’uso appropriato delle moderne tecnologie di promozione. Il patrimonio culturale e ambientale è gestito con logiche antiche, insufficienti al suo mantenimento e tanto meno alla produzione di reddito ed occupazione; soprattutto nelle località “minori” che pure non hanno nulla da invidiare a tante mete turistiche dei Paesi nostri concorrenti sul mercato delle vacanze.

“Le forze politiche - dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - nonostante l’evidente emergenza economica e sociale, battono sempre gli stessi tasti, vecchi, propagandistici, lontani dalla soluzione concreta dei problemi che continuano ad ingessare le risorse di cui il nostro Paese, malgrado tutto, ancora dispone. Prima di votare, vorremmo sapere dalle coalizioni chi sarà il prossimo ministro delle Politiche Agricole, chi il ministro del Turismo, chi quello dell’Ambiente. E quali progetti prioritari intendono realizzare, oltre l’enunciazione scontata di tutto quello che non funziona e che ormai sappiamo tutti”.

com/gan

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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