ELEZIONI, I “CONSIGLI” DI LEGAPESCA AI CANDIDATIVALORIZZARE LA PESCA COME RISORSA DEL PAESE

mareIn vista delle elezioni che porteranno al rinnovo della legislatura, Lega Pesca rivolge ai candidati di tutti i partiti, liste e coalizioni politiche, un appello per impegnarsi a dare adeguata attenzione alla filiera ittica nel programma di governo, per valorizzarla non solo come settore produttivo, ma anche come risorsa ambientale, alimentare e sociale del Paese. Non si tratta di una agenda. Tantomeno di un endorsement per questo o quel partito - precisa Ettore Ianì, presidente dell'Associazione. E' un appello che giunge da un'Associazione autonoma e gelosa della propria autonomia, che vuole continuare a confrontarsi liberamente con tutte le forze politiche, economiche e sociali, pur nella consapevolezza che la politica non è neutrale, né nei confronti del settore, né dell'identità cooperativa. Vogliamo riaccendere il faro sui temi della pesca, perché l'esperienza ci spinge a sostenere che altrimenti si rischierebbe di restare fuori del dibattito elettorale. La crisi in atto (in 10 anni - 40% le catture, - 38% l'occupazione, - 31% la redditività di impresa,+240% i costi di produzione, +53 % il deficit della bilancia commerciale) rende urgente l'impegno a dare una nuova identità alla filiera pesca e acquacoltura italiana, per inserirla a pieno titolo nella programmazione economica generale.

Gli impegni a favore della pesca che Lega Pesca sollecita ai candidati mirano, in particolare a:

· un nuovo, più moderno ed efficace approccio ai problemi della pesca, basato più sulla condivisione che sull'imposizione, e sulla integrazione delle politiche (alimentazione, ambiente, salute, lavoro, turismo etc) per superare la marginalità cui il settore è stato relegato;

· dare centralità alle imprese, cooperative e non, in particolare le piccole e medie imprese, con un Piano di sviluppo dell'imprenditoria ittica che dia sostegno a concentrazioni e fusioni, promuova la multifunzionalità e l'integrazione di filiera, agevoli l'accesso al credito;

· garantire una fiscalità di sostegno tarata sulle peculiarità delle imprese ittiche, traghettando l'attuale regime di imposizione fiscale verso modelli di imposizione forfettaria, come la tonnage tax, e prevedere un nuovo assetto delle previdenza basato su una riforma organica della legge 250/58;

· assicurare una presenza più forte in Europa, per affermare le ragioni e le specificità della pesca mediterranea in vista della riforma della PCP e del suo nuovo strumento finanziario (Feamp);

· riqualificare la spesa pubblica ittica, a fronte di interventi restrittivi che ultimi 10 anni hanno ridotto del 77% gli investimenti per il settore, per restituire redditività alla filiera ittica nazionale;

· garantire un'Amministrazione forte ed efficiente a fianco delle imprese per sostenere il gravoso processo di adeguamento alle normative comunitarie promuovendo la costituzione di una Agenzia di servizi specializzati;

· assicurare un più efficace coordinamento delle competenze Stato/Regioni nelle sedi di confronto istituzionale come la Conferenza Stato/Regioni.

com/neo

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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