EURISPES, CHI INQUINA DEVE PAGARE. TASSARE CHI PRODUCE PRODOTTI CHE CREANO EMISSIONI

Chi inquina deve pagare: un principio giuridico previsto dai Trattati comunitari che va applicato anche in Italia, dove i danni ambientali e sanitari provocati dall’inquinamento ammontano a quasi 50 miliardi di euro all’anno. La proposta di una tassa sull’inquinamento arriva dal Direttore dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali, Giovambattista Palumbo.
Spiega Palumbo: “La tassazione di tali fattori, oltre a fornire maggiori entrate, porterebbe impatti postivi sia sull’ambiente che sulla salute pubblica. Una soluzione potrebbe consistere nell’introdurre un’imposta che colpisca direttamente quei contribuenti che, tramite la produzione e/o la vendita di prodotti che creano emissioni inquinanti, scaricano sulla collettività delle diseconomie e dei costi, alla cui riparazione è bene che, almeno in parte, contribuiscano. In base ad indicatori scientifici, le attività economiche italiane generano infatti, mediamente, 24 euro di danni, sull’ambiente e sulla salute, ogni 1.000 euro di valore aggiunto prodotto. Basterebbe dunque imporre un’addizionale per coprire i danni provocati, distinguendo l’aliquota a seconda del grado di esternalità negativa generato a discapito della collettività. Intervenire con un razionale sistema di fiscalità ambientale, oltre a entrate molto rilevanti, comporterebbe una sostanziale giustizia redistributiva e un evidente incentivo a buone pratiche di salute pubblica”.
Prosegue Palumbo: “Sarebbe una misura redistributiva. Basti pensare infatti che le famiglie pagano imposte ambientali per circa 25 miliardi a fronte di (soli) 15 miliardi di esternalità negative prodotte. E sarebbe una misura economicamente importante. Solo per fare un esempio, l’estensione della tassa sulle emissioni di SO2 e NOx a tutti i settori contribuenti a tali emissioni, potrebbe portare un incremento del gettito dagli attuali 14 milioni di euro, corrisposti fino ad oggi dalle sole centrali termoelettriche, a circa 10 miliardi di euro. E una tassa ambientale sulle famigerate polveri sottili potrebbe determinare un gettito complessivo, da tutti i settori, di ben 17 miliardi per coprire i relativi costi esterni”.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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