FAUNA SELVATICA, ASSESSORE AGRICOLTURA SCRIVE AI PARLAMENTARI LOMBARDI: URGENTE CAMBIARE SUBITO NORME NAZIONALI

"La vigente formulazione sul
contenimento della fauna selvatica risale a un quarto di secolo
fa. Non e' piu' adeguata a rispondere alle attuali esigenze
gestionali di ungulati come capriolo, cervo, daino e in
particolare cinghiale e di altre specie di mammiferi e uccelli
invasive, sia autoctone che alloctone. Deve essere cambiata. In
Lombardia sono in continuo aumento i danni alle produzioni
zoo-agro-forestali e ittiche, problematiche di ordine
igienico-sanitario, impatti sulla circolazione stradale, con
rischi elevati per la stessa incolumita' umana".

Lo ha scritto l'assessore regionale all'Agricoltura,
Alimentazione e Sistemi verdi ai deputati e ai senatori lombardi
in una missiva con cui chiede modifiche legislative nazionali.

"L'attivita' di controllo fatta dagli operatori volontari e'
prevista dalla norma regionale ma non da quella nazionale. Un
vulnus normativo che sta generando problemi di natura legale e
che va risolto. I volontari che fanno un servizio di pubblico
interesse devono poterlo fare in un regime di sicurezza
normativa".

L'attuale formulazione sulla vigilanza venatoria fa riferimento
a un'allocazione delle funzioni in materia di caccia, oggi
totalmente mutata e che ha innescato una serie di problematiche,
tra le quali va annoverata anche l'oggettiva difficolta' nel
coordinamento dell'attivita' di vigilanza tra i diversi livelli
istituzionali (Regioni da un lato e Province/Citta' metropolitane
dall'altro). La modifica di questo articolo si rende, pertanto,
necessaria per assicurare la continuita' dei servizi di vigilanza
faunistico-venatoria presso le Regioni, amministrazioni cui ora
competono tali funzioni.

"Serve chiarire, alla luce della sentenza della corte
costituzionale inerente la legge del Veneto, che le regioni in
seguito alla riforma Del Rio hanno competenze in materia di
vigilanza ittico - venatoria, al fine di garantire stabilita'
agli agenti con la connessa qualifica di Pg e poter programmare
un servizio adeguato di vigilanza necessario anche per il
contenimento della fauna selvatica" ha aggiunto l'assessore.

"Regione Lombardia e' impegnata ad attuare la legge regionale sul
contenimento della fauna, individuando le zone idonee e non
idonee alla presenza del cinghiale. E' un passaggio fondamentale
- ha spiegato il titolare della delega in giunta regionale - per
regolare l'attivita' di controllo e intensificarla nelle zone
dove si riscontrano piu' danni all'agricoltura e piu' rischi per
l'incolumita' umana. Siamo in costante contatto con le
associazioni venatorie e con il mondo agricolo ed entro meta'
giugno la delibera andra' in giunta".

"Chiedo anche l'impegno - ha detto ancora l'assessore - a creare
un fondo straordinario nazionale per il contenimento della
nutria, dedicato a finanziare i piani regionali di contenimento.
C'e' un precedente, ossia il fondo creato per la lotta al
randagismo che in Lombardia ha portato alla soluzione del
problema. Lo stesso meccanismo deve essere replicato per la
nutria". "Lo chiediamo da tempo come Regione Lombardia e lo
ribadiamo ai parlamentari lombardi - ha concluso l'assessore -
affinche' si facciano carico di una istanza diffusa sul
territorio e assolutamente bipartisan". (

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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