FIERAGRICOLA, DANESE: 120 ANNI DI INNOVAZIONE. I NUMERI IN SINTESI E I DATI NOMISMA. MARTINA, DANESE, MANTOVANI, SBOARINA

“L’innovazione è da sempre nel dna di Veronafiere. E ancora oggi è leader nel presentare nuove tecnologie nei segmenti produttivi dell’allevamento e della meccanizzazione agricola”. Così il presidente di Veronafiere Maurizio Fanese nel presentare l’edizione 2018 di Fieragricola. L’altro asset di Fieragricola “è quello - spiega ancora Danese - di essere un momento di confronto politico ed economico per creare dialogo e valore aggiunto per le produzioni”. Inoltre Fieragricola si propone come momento di confronto sulla Pac. “Per questo l’edizione sarà aperta proprio con un convegno sulla Pac.

Fin dalla sua nascita, spiega ancora Danese, nel 1898, Fieragricola ha indicato al mondo agricolo la strada dell’innovazione, cercando di dare risposte ai bisogni della società, perché quando parliamo di agricoltura non dobbiamo dimenticare che facciamo riferimento a un settore il cui benessere riguarda tutti noi.
Il terzo millennio è stato finora caratterizzato da profondi mutamenti.

L’Asia è diventata sempre più un punto di riferimento, gli Stati Uniti non sono più gli unici player incontrastati, per quanto ancora fra i grandi produttori anche in agricoltura. l’Europa ha visto la nascita dell’euro e laBrexit.
I cambiamenti climatici sono una delle grandi sfide da affrontare, insieme al diritto all’alimentazione, alla lotta alla fame e agli sprechi alimentari, al contrasto del rischio idrogeologico e del consumo di suolo.
Il futuro del comparto oggi poggia su tre grandi pilastri la specializzazione, la multifunzione e la sostenibilità, nel senso più ampio del termine, che comprende i diversi aspetti economici, sociali e ambientali.

L’agricoltura non potrà più prescindere, in uno scenario ormai globalizzato, da questi elementi che stanno alla base dellaredditività. Perché se le imprese non riescono a fare utili, inevitabilmente chiudono.
Il format della manifestazione, in questa edizione numero 113, è quindi confermato, con un dialogo rivolto a un pubblico professionale, ma ampio: allevatori, agricoltori, cerealicoltori, produttori di energie rinnovabili, imprenditori forestali, agriturismi, dealer di mezzi agricoli, imprese agromeccaniche, agronomi e professionisti.
Fieragricola ha dunque adottato la strada delle filiere verticali, senza perdere la propria natura, che fin da 1898 la accompagna: la trasversalità.

Questo significa poter attrarre un pubblico interessato e offrire una visione ampia di quelle che sono le prospettive e leopportunità di innovazione nei diversi settori.
Fieragricola può giocare un ruolo primario, in uno scenario internazionale che riconosce all’Italia alcune eccellenze, a partire dalle tecnologie innovative della meccanica agricola.
Per questo abbiamo da sempre prestato molta attenzione all’internazionalizzazione. Grazie alla collaborazione tra Veronafiere e la propria rete di delegati, ICE e FederUnacoma e in accordo con le richieste degli espositori, quest’anno sono stati individuati per l’incoming 33 Paesi nel mondo: Germania, Polonia, Ucraina, Turchia, Spagna, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria, Paesi Balcanici, Romania, Moldavia; Etiopia, Ghana, Sud Africa, Mozambico, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Kenya; Vietnam, Tailandia, Corea del Sud; Argentina, Brasile, Cile, Colombia; Iran, Israele, Turkmenistan, Kazakhistan e Uzbekistan.

In particolare, Veronafiere si candida con Fieragricola ad essere un hub anche verso tutta l’area del Mediterraneo e l’Africa, dove l’agricoltura può svolgere un ruolo cruciale per favorire gli insediamenti e l’economia rurali e dove siamo già presenti con due iniziative di settore, in Marocco ed Egitto.
Stiamo inoltre guardando ad altre aree geografiche come il Sudamerica, dove nel 2018 debuttiamo con una manifestazione b2b targata Fieragricola, proprio in Brasile.
Tornando all’appuntamento a Verona, dal 31 gennaio al 3 febbraio, la nuova edizione può considerarsi positiva per l’aumento delle aree espositive richieste da alcuni grandi espositori della meccanica agricola, a conferma di un accresciuto ruolo di attrazione di Fieragricola anche da parte dei top player e di un ritorno di espositori assenti dall’inizio degli anni Duemila.
In totale, alla meccanica agricola sono dedicati sei padiglioni (1, 2, 6 e 7), con il 4 e il 5 confermati per l’agricoltura specializzata del Vigneto e Frutteto, colture che caratterizzano l’agricoltura italiana, ad alto valore aggiunto.

A Fieragricola si troveranno tutte le tecnologie più innovative per ilvigneto, orientando la sostenibilità già dal suolo e dalla coltura. Si potranno trovare strumenti per la precision farming, droni, rilevatori di umidità, ma anche trattori isodiametrici e specializzati.
Fieragricola, grazie anche alla collaborazione con l’Unione Italiana Vini, offre ai visitatori una filiera verticale dove, insieme ai prodotti, è possibile approfondire modelli di gestione del vigneto, dai corsi di potatura ai workshop e convegni, in un settore che contribuisce all’export Made in Italy per 5,5 miliardi di euro all’anno.

Uno dei punti di forza di Fieragricola è poi la dinamicità della manifestazione, assicurata dalle aree esterne (ampliate a 7.500 metri quadrati, di fronte al padiglione 4); è stato confermato il format che prevede la presentazione da parte di esperti di meccanica delle macchine e dei mezzi agricoli. Sfileranno nell’area, in particolare, macchine per l’agricoltura conservativa e finanziabili attraverso i Programmi di sviluppo rurale.
Con due padiglioni (il 9 e il 10) la zootecniaè uno dei comparti che da sempre hanno reso grande Fieragricola. L’edizione 2018 vedrà la presenza di 980 animali, contro i 600 dell’edizione 2016.
Nel padiglione 9 i visitatori potranno trovare tecnologie e prodotti per la zootecnia, l’area Fieragricola Milk, le tecnologie e prodotti per la produzione e le agroenergie; il padiglione 10 sarà invece dedicato alle mostre e ai concorsi animali, agli animali daallevamento e alla genetica.

Fra le novità della zootecnia, il Fieragricola Milk Day (2 febbraio, per favorire il dialogo all’interno della filiera), gli approfondimenti dedicati a suinicoltura, avicoltura e bovini da carne, l’Asta nazionale di bovini da latte di razza Frisona, Bruna e Jersey, e la mostra europea della razza Limousine, una delle principali razze da carne allevate a livello internazionale, che debutta con un numero interessante di animali iscritti.
Confermate anche le due grandi manifestazioni nel ring degli animali: il 17° Open Holstein Dairy Show, dedicato alla razza Holstein (Frisona) e la 50ª Mostra nazionale della razza Bruna.
Per facilitare gli incontri, è stato messo a punto il sistema B2Meet, una piattaforma gratuita di matching online già sperimentata in altre manifestazioni di Veronafiere, che è già attiva, per permettere a tutti i protagonisti dell’evento, espositori, buyer, visitatori italiani ed esteri, di mettersi in contatto e organizzare preventivamente gli appuntamenti nel settore della zootecnia.

Grazie alla collaborazione tra Fieragricola e Ancors, l’Associazione nazionale consulenti e responsabili della sicurezza sul lavoro, i visitatori della rassegna internazionale dell’agricoltura potranno anche conseguire un patentino l’abilitazione alla conduzione dei trattori agricoli e forestali.
In concomitanza a Fieragricola, poi, quest’anno ci saranno altre due manifestazioni del segmento primario.Il padiglione 11 sarà dedicato ad Eurocarne, salone delle carni, incentrato in questa edizione sulle opportunità della filiera corta. Uno spazio sarà invece dedicato a Fruit & Veg Innovation, evento dedicato alle tecnologie innovative nell’ambito dell’ortofrutta.

I NUMERI IN SINTESI DI FIERAGRICOLA 2018
120 anni dalla nascita di Fieragricola (1898-2018)
113ª edizione
Oltre 1.000 espositori e 57mila mq netti (+4,4%). Area dinamica esterna ampliata a 7.500 mq
1.000 animali presenti in esposizione (erano 600 nel 2016)
Oltre 120 convegni organizzati
Delegazioni e buyer internazionali provenienti da 33 Paesi del mondo: Germania, Polonia, Turchia, Spagna, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria, Paesi Balcanici, Romania, Moldavia; Etiopia, Ghana, Sud Africa, Mozambico, Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Kenya; Vietnam, Tailandia, Corea del Sud; Argentina, Brasile, Cile, Colombia; Iran, Israele, Turkmenistan, Kazakhistan, Uzbekistan.
Risultati 2016: oltre 130mila visitatori, con una percentuale di visitatori esteri vicina al 15%
6 padiglioni dedicati alla meccanica, dei quali 2 per le colture specializzate Vigneto e Frutteto
2 padiglioni dedicati alla zootecnia
3 grandi manifestazioni nel ring zootecnico: 17° Open Holstein Show per la razza Frisona, 50ª Mostra nazionale della Bruna, debutto del concorso europeo della Limousine (razza da carne)
Asta dei capi da latte di razza Frisona, Bruna e Jersey
1 convegno inaugurale sulla Pac e l’Agricoltura 4.0, alla presenza del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (31 gennaio)

FIERAGRICOLA, MARTINA: VERONA GUIDA PER NUOVO PRIMARIO. PAC E MULTIFUNZIONALITÀ

martinaVerona porta in dote al paese una storia e una tradizione unica. È un crocevia di esperienze che dice tantissimo all'intero mondo agricolo, si tratta di un territorio fondamentale per l'intero comparto agricolo e agroalimentare. La leadership sostenuta dai numeri e dal lavoro svolto conferma Verona come guida. Cosi, nel corso della presentazione della 113 edizione di fieragricola, il ministro Maurizio Martina.

Fieragricola, ha proseguito Martina, rappresenta in occasione per riflettere sulle nuove tendenze e i bisogni del comparto, vi sono buone notizie come confermato dall'aumento nel settore della presenza di giovani nel biennio '15-'17 e dalla produttività. Ma ci sono anche punti di fragilità, con un lavoro da intensificare, senza interrompere il lavoro faticoso fatto in questi anni. Dobbiamo tenere il settore agricolo e dell'agroalimentare al centro delle scelte pubbliche e sociali del paese, è un pilastro fondamentale.

Molte cose sono state fatte e molte rimangono da fare, come affrontare il grande tema di definizione delle nuove politiche europee, ed abbiamo la necessità di farci trovare pronti verso le prospettive di questa politica agricola comune.

La multifunzionalità è per noi un tema storico, ha aggiunto il ministro, l'Italia ha aperto prospettive anche in Europa ma si tratta di un tema che va ad evolvere e non possiamo permetterci di lasciarlo perdere. La grande sfida è pensare alla multifunzionalità da qui a 10 anni, ed è un tema che tocca anche la questione ambientale e la frontiera cruciale del welfare e delle politiche per la salute e la sanità.

Abbiamo quindi il grande tema del confronto con l'Europa da affrontare, e non possiamo fare a meno di una politica agricola comune perché altrimenti saremmo decisamente più deboli, ha ciclismo Martina. Ed altro tema cruciale è la multifunzionalità, pensando alle nuove tecnologie e frontiere che si stanno aprendo.

FIERAGRICOLA, MANTOVANI: AL PASSO CON I CAMBIAMENTI

La strada dell'innovazione è la strada da perseguire in un'agricoltura in profondo cambiamento, queste le parole di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

Il comparto agricolo sta subendo radicali mutamenti perché l'Asia è ora un importante punto di riferimento, mentre gli USA non rappresentano più l'unico player con cui dialogare. Ci troviamo in uno scenario mondiale molto più ampio, con relazioni che si incrociano tra loro in modo trasversale. Ma anche la stessa Europa è in fase di profondo cambiamento, come dimostra la brexit e di cui non abbiamo ancora compreso la portata e il peso che avrà. D'altra parte i cambiamenti climatici, ha aggiunto Mantovani, rappresentano una delle sfide più importanti, assieme al diritto all'alimentazione, che è un dovere ed una necessità. Queste saranno richieste sempre più forti nel futuro e che ci troveremo a dire affrontare, così come il contrasto agli sprechi alimentari, al consumo del suolo e al dissesto idrogeologico, problemi che interessano il nostro paese da molto vicino.

Specializzazione, multifunzionalità e sostenibilità sono le parole chiave dell'agricoltura. Non possiamo prescindere da questi elementi se vogliamo vincere le sfide che abbiamo di fronte, le aziende devono produrre utili, valori aggiunti oppure l'agricoltura non può reggere.

La pac avrà fondi decrescenti, è un'altra sfida che dobbiamo affrontare in un'agricoltura sempre meno ricca di risorse e che dovrà trovare i fondi in se stessa -ha dichiarato Mantovani.

Fieragricola è un evento trasversale e che guarda all'azienda, puntando a diventare un hub per l'intera area del mediterraneo e per l'Africa. Stiamo guardando anche ad altre aree, ha concluso il direttore generale di Veronafiere, e ad agosto svolgeremo una prima manifestazione fieragricola in Brasile.

FIERAGRICOLA, SBOARINA: COMPARTO AGRICOLO FONDAMENTALE PER NOI

Fieragricola rappresenta una importantissima manifestazione per la città di Verona, il comparto agricolo è fondamentale per noi, perché i 120 anni di Veronafiera e i 113 di fieragricola rappresentano anche la storia di Verona. Così il sindaco di Verona Sboarino nel corso della presentazione dell'edizione 2018 di fieragricola svoltasi quest'oggi a Roma. Le radici della città di Verona sono nel modo agricolo, un'importanza rivestita non solo a livello locale o provinciale, ma che la pone come piattaforma e trampolino nel mondo. Con Fieragricola si è fatto un salto di qualità che ci pone come città internazionale, come dimostrato dal fatto che stiamo aprendo importanti rapporto e canali commerciali con la Cina.

Innovazione e tecnologia sono parole chiave della fiera, ha concluso Sboarino, e siamo estremamente soddisfatti del ritorno di tante case di meccanica che ci pongono in una dimensione internazionale.

AGRICOLTURA (STUDIO FIERAGRICOLA/NOMISMA): CRISI ACCELERA NUOVO PRIMARIO

Circa 180mila imprese in meno, con una decrescita della forza lavoro di quasi l’8%. Ma anche una buona tenuta del valore aggiunto (+3,9%) e un valore medio della produzione per azienda cresciuto dell’88%. È la morfologia della campagna italiana post-crisi ritratta oggi a Roma dallo studio Fieragricola-Nomisma ‘Agricoltura 2007-2017: cosa è cambiato?’ nel corso della conferenza stampa di presentazione della 113ª edizione della rassegna di Veronafiere (31 gennaio – 3 febbraio). Per l’agricoltura la crisi ha fatto da acceleratore nella struttura, nei processi e nella competitività delle imprese agricole italiane, alla stregua di un selezionatore naturale che ha sostanzialmente espulso le aziende più deboli, quelle meno strutturate e organizzate, ma anche chi non è riuscito a intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata. L’uscita dal mercato, in dieci anni, di quasi il 20% delle imprese agricole, in buona parte a conduzione diretta, ha coinciso infatti con diversi salti di qualità: dal valore della produzione, alla crescita (del 58%) della superficie media per azienda, alla produttività che, con 36mila euro per addetto, è oggi quasi il doppio rispetto alla media Ue. Inoltre, fa ben sperare sia l’ulteriore incremento delle aziende a conduzione femminile – oggi al 20% contro una media Ue del 13% – e gli incoraggianti ultimi sviluppi di imprese under 35, a +14% negli ultimi 18 mesi, sebbene l’età media sia ancora molto più alta dei colleghi europei.

«Rispetto ad altri settori, come l’intero manifatturiero o le costruzioni, il nostro primario ha reagito prima alla recessione, cercando di irrobustirsi e innovarsi – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Possiamo dire che oggi siamo a metà del guado: più strutturati ma ancora non abbastanza rispetto ai competitor, più professionali ma in attesa del grande passo digitale e in parziale ripresa sul fronte delle nuove trattrici, più giovani in un comparto ancora tradizionalmente dominato da conduttori in età avanzata. Fieragricola in questo studio ha analizzato il decennio 2007-2017 per capire come procedere verso il definitivo salto di qualità. Non a caso il tema chiave della rassegna sarà dedicato alla nuova Pac e all’agricoltura 4.0».

 

Secondo lo studio Fieragricola-Nomisma negli anni pre e post-crisi è cambiata la struttura, ma anche la congiuntura; una rivoluzione condotta da una domanda che ha ridotto tutti i consumi alimentari (-10,7% in media), con punte legate a prodotti più voluttuari (-13% per vino e alcolici). A fare in parte da contraltare, il boom del biologico – cresciuto nella Gdo del 160% e nei campi del 56% – unitamente alla crescita dei prodotti a marchio (+87%) e all’attività sempre più multifunzionale del settore primario, con l’agriturismo che ha visto crescere del 35% le proprie strutture e con il boom del contoterzismo. Infine, un chiaroscuro legato all’export della nostra materia prima, da record nel 2017 (6,6 miliardi di euro), ma con il massimo storico anche dell’import (12,8 miliardi). Ne consegue un saldo negativo senza precedenti: -6,1miliardi di euro.

 

Per il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: «Nel prossimo futuro i produttori avranno bisogno di nuovi strumenti - finanziari e di gestione del rischio - per combattere volatilità dei prezzi ed effetti nefasti del cambiamento climatico e modelli organizzativi per rafforzare la competitività ed integrare maggiormente la loro posizione nella filiera. Da questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione potranno favorire l’implementazione di modelli produttivi più efficienti».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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