FONDI UE, CORTE CONTI: ITALIA DA’ SEMPRE DI PIU’ A STATI MEMBRIAPPORTO ITALIANO A UE AUMENTA DEL 4.9% NEL 2011

ripe wheat at sunset. south UkraineLa Sezione di controllo per gli affari comunitari ed internazionali ha inviato al Parlamento la sua Relazione annuale sui rapporti finanziari con l’Unione europea e sull’utilizzo dei fondi comunitari. In essa vengono esaminati, innanzi tutto, i flussi finanziari tra l’Unione e gli Stati membri, ed in particolare l’Italia. Il dato più significativo che emerge dall’analisi è il notevole incremento dell’apporto del nostro Paese al finanziamento del bilancio comunitario: 16 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% rispetto al 2010. La contribuzione italiana subisce anche l’effetto dell’esito negativo delle procedure di infrazione promosse nei confronti del nostro Paese ( per il 2011 è stata rilevata una cifra di 54,1 milioni, quantificata peraltro soltanto rispetto ad alcune procedure). L’Italia (insieme ad altri Paesi) continua, inoltre, ad accollarsi una quota (nel 2011 è stata di 700 milioni di euro) dei rimborsi al Regno Unito per la correzione degli squilibri di bilancio. A fronte di ciò, il nostro Paese ha ricevuto dall’Unione europea accrediti per 9,3 miliardi di euro, con un aumento dell’ 1,3% rispetto al 2010. Si è perciò notevolmente aggravata la posizione di contributore netto (6,7 miliardi di euro), nella quale l’Italia si trova ormai da tempo.

E’ stato, in secondo luogo, esaminato l’andamento dei programmi riconducibili alla politica di coesione socio-economica, che mira a favorire uno sviluppo equilibrato ed armonioso tra le varie regioni europee, attraverso una serie di interventi facenti capo a tre Obiettivi strategici: Convergenza; Competitività regionale ed occupazione; Cooperazione territoriale. Per quanto riguarda l’Obiettivo Convergenza (43,6 miliardi di euro, suddivisi in parti pressochè uguali tra contributi comunitari e cofinanziamento nazionale, destinati alle Regioni del Sud ed erogati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale/FESR ed il Fondo sociale europeo/FSE), l’esercizio 2011 registra miglioramenti nell’avanzamento finanziario rispetto ai ritardi iniziali, con una accelerazione dell’attuazione per effetto di una serie di iniziative, tra cui l’adozione di un Piano di Azione Coesione che rimodula e riconcentra gli interventi stessi. Cionondimeno, sussistono ancora seri interrogativi sulla capacità delle nostre Amministrazioni, centrali e regionali, di riuscire ad utilizzare tutte le risorse allocate. Anche con riguardo all’Obiettivo “Competitività regionale ed occupazione”, destinato alle altre Regioni (con una dotazione complessiva di 15,8 miliardi di euro, erogati attraverso i due Fondi strutturali sopra citati), si sono registrati incrementi nei livelli di attuazione, più marcati nel FSE rispetto al FESR; ma anche in questo caso si è dovuto modificare l’originario quadro di programmazione per evitare il disimpegno di risorse.

La stessa situazione si è, infine, verificata sia per l‘Obiettivo “Cooperazione territoriale europea” (che raggruppa la cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale e che prevede 2,6 miliardi di euro per i programmi a partecipazione italiana), sia per gli interventi del Fondo europeo per la pesca, che hanno fatto registrare, entrambi, bassi livelli di attuazione in termini di pagamenti. A fronte di ciò, la Sezione di controllo ha ancora una volta auspicato l’impegno di tutti i soggetti interessati affinché si pervenga, alla fine del ciclo di programmazione, al massimo utilizzo delle somme stanziate. Sul piano dei controlli, la relazione ha messo in luce, in via generale, il perdurare di carenze suscettibili di inficiare la corretta attuazione dei programmi e di innescare procedure sanzionatorie a carico dei responsabili.

red/alm

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