AIUTI UE PROMOZIONE AGROALIMENTARE, DE CASTRO: NEL 2017 SONO CALATI DEL 90%

Sono calati del 90% nel 2017 gli aiuti Ue all’Italia per la promozione di prodotti agroalimentari:

Sono calati del 90% nel 2017 gli aiuti Ue all’Italia per la promozione di prodotti agroalimentari: dall’analisi dei dati a disposizione sono passati – inspiegabilmente - da più di 33 milioni di euro nel 2016, a poco più di 3 milioni quest’anno”. Così, il Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo annuncia le motivazioni che lo hanno portato a presentare un’interrogazione scritta all’Esecutivo Ue, co-firmata e sostenuta in modo trasversale da 37​ ​
europarlamentari italiani.
“I programmi di promozione dei prodotti agroalimentari provenienti dai fondi della Politica Agricola Comune costituiscono uno strumento fondamentale ed una preziosa risorsa per tutti gli Stati membri, ma - denuncia De Castro - dai dati dell’ultimo anno si è registrato un divario geografico senza precedenti risultante da un confronto tra Francia, Spagna e Italia”.
Per il Primo Vice Presidente della Comagri quindi “con l’interrogazione si chiede alla Commissione europea di giustificare questa evidente assenza di bilanciamento, facendo chiarezza sulle modalità in cui vengono applicati i criteri in fase di valutazione”.
Gli europarlamentari firmatari domandano inoltre alla Commissione Ue “di pubblicare i parametri valutativi riguardanti i programmi vincitori, in un’ottica di maggiore trasparenza verso i cittadini e di modo che possano essere sfruttati come modello da tutti gli interessati”.

Allegato
I firmatari dell’interrogazione presentata da De Castro sono:
Paolo De Castro (S&D), Patrizia Toia (S&D), Elisabetta Gardini (PPE), Brando Benifei (S&D), Simona Bonafè (S&D), Mercedes Bresso (S&D), Renata Briano (S&D), Caterina Chinnici (S&D), Salvatore Cicu (PPE), Lara Comi (PPE), Silvia Costa (S&D), Andrea Cozzolino (S&D), Nicola Danti (S&D), Isabella De Monte (S&D), Herbert Dorfmann (PPE), Raffaele Fitto (ECR), Enrico Gasbarra (S&D), Elena Gentile (S&D), Michela Giuffrida (S&D), Cécile Kashetu Kyenge (S&D), Giovanni La Via (PPE), Barbara Matera (PPE), Stefano Maullu (PPE), Luigi Morgano (S&D), Alessia Maria Mosca (S&D), Alessandra Mussolini (PPE), Aldo Patriciello (PPE), Pina Picierno (S&D), Salvatore Domenico Pogliese (PPE), Massimiliano Salini (PPE), David-Maria Sassoli (S&D), Remo Sernagiotto (ECR), Renato Soru (S&D), Daniele Viotti (S&D), Damiano Zoffoli (S&D), Lorenzo Cesa (PPE), Alberto Cirio (PPE)

Qui di seguito AGRICOLAE riporta l'interrogazione in PDF:

Paolo De Castro - WQ Ammissibilità dei programmi di promozione dei prodotti agroalimentari

Per saperne di più:

MADE IN ITALY, ECCO LISTA PROGRAMMI UE APPROVATI PER PROMOZIONE NEL MONDO: ITALIA AL LIVELLO DELLA LITUANIA. SURCLASSATA DA FRANCIA E SPAGNA. UNA CAPORETTO

Seppure a livello ufficioso AGRICOLAE è in grado di anticipare la decisione delle autorità comunitarie riguardo il quadro riepilogativo dei 52 programmi europei di promozione ed informazione sul mercato interno e sui Paesi terzi approvati nell’ambito del Reg. UE n. 1144/2014.

Detto elenco è la risultanza della lista dei programmi proposti dalle organizzazioni europee in adesione dell’avviso comunitario dello scorso aprile approvati dalle autorità comunitarie per il triennio 2018-2020.

 

Il quadro che emerge è negativo per lo Stato italiano che pur rappresentando il primo Paese in Europa a livello di produzioni/denominazioni di qualità registrate porta a casa solo 3 programmi che in termini di peso finanziario pesano quanto i due programmi approvati alla Lituania che pur con tutto il rispetto per le sue produzioni agroalimentari sicuramente, per dimensioni del settore agroalimentare, non può vantare il peso e la tradizione del nostro Paese.

 

Questi i programmi approvati all’Italia:

 

  1. Il programma su un paniere di produzioni tipiche della zona, denominato ITA, proposto dal distretto Agroalimentare di qualità della Valtellina della durata di tre anni da svolgere in Italia, Francia e Germania per un investimento di Euro 1.245.238 ed un finanziamento di euro 871.737 per anno;
  2. Il programma sulla promozione ed informazione sul formaggio PIAVE DOP, denominato PIAVE DOP, proposto dal Consorzio di tutela del formaggio PIAVE DOP della durata di tre anni da svolgere in Italia, Austria e Germania per un investimento di Euro 1.371.700 ed un finanziamento di euro 900.190 per anno;
  3. Il programma sulla promozione ed informazione sulla mortadella BIO, denominato MOCAZC, proposto da Mortadella BIO della durata di tre anni da svolgere in Giappone per un investimento di Euro 1.513.815 ed un finanziamento di euro 1.211.052 per anno.

 

Ma i numeri impietosi della “caporetto” del ministero delle Politiche agricole sono quelli che emergono dal confronto con i nostri competitors europei, la Francia e la Spagna in primis che  portano a casa rispettivamente 16 programmi per 31,5 milioni di euro di finanziamenti comunitari per anno e 9 programmi per 24,8 milioni di euro di finanziamenti per anno e che rispetto ai 115 milioni di euro di finanziamenti comunitari assegnati pesano quasi il 50% dell’intero plafond europeo.

In buona sostanza, la promozione europea nel mondo riguarderà prevalentemente le produzioni francesi e spagnole e di fatto l’Italia è  stata tagliata fuori da questa importantissima partita e dalle fondamentali sinergie che la misura comunitaria è in grado di sviluppare per innalzare il livello di conoscenza sulle produzioni europee nel mondo, della quale beneficeranno soprattutto i produttori francesi e spagnoli.

Buone anche le performances della Grecia che porta a casa 4 programmi per 7,5 milioni di euro di finanziamenti comunitari per anno ed anche il Belgio che con 4 programmi approvati per 3,5 milioni di Euro di finanziamenti comunitari per anno porta a casa risultati migliori di quello italiano.

Tra i 129 programmi esclusi spiccano le esclusioni eccellenti di alcune tra le organizzazioni italiane che pure si erano candidate a realizzare i programmi al pari delle altre organizzazioni europee, tra le quali: la FEDERDOC, il Consorzio di tutela del Prosecco, L’UNAPROA, il Centro Servizi Ortofrutticolo, l’UNAPROL e l’UNIONCAMERE.

Purtroppo l’unica riflessione riguardo i numeri riconduce ancora una volta al peso politico che il dicastero di Martina è in grado di far valere a livello comunitario su questa partita che guarda caso riconduce sempre allo stesso dipartimento cui fa capo la gestione della questione OCM vino che anche in questo caso vede gli operatori italiani, per colpe non proprie, pesantemente in ritardo rispetto ai colleghi dei nostri Paesi principali competitors sui mercati internazionali.

Un quadro che in una situazione di normalità richiederebbe un urgentissimo intervento strutturale interno al Ministero da parte del Ministro Martina che dovrebbe  mettere in atto iniziative per mettere in campo quelle “professionalità” in grado di assicurare quei risultati ed il rispetto che il nostro stato ed i produttori italiani meritano a livello comunitario.

Qui di seguito la tabella:

TABELLA LISTA PROGRAMMI UE APPROVATI

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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