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Fotovoltaico, Comagri Senato. non togliere terreno a coltivazione e superare il limite di autoconsumo. Gli interventi di Agrinsieme, Coldiretti, UNCI Agroalimentare e UECOOP.

Si sono svolte quest’oggi in Comagri Senato le audizioni, in videoconferenza, in relazione all’affare assegnato n. 1166 (Problematiche relative allo sviluppo e alla diffusione degli impianti fotovoltaici nelle aree agricole) di rappresentanti di Agrinsieme, Coldiretti, UNCI Agroalimentare e UECOOP.

Di seguito gli interventi:

Donato Rotundo Agrinsieme:

“Il percorso in agricoltura è partito da diversi anni con maggiore sostenibilità e competitività, tanto che oggi il settore costituisce l’8% dell’energia rinnovabile. Dobbiamo proseguire in questo sviluppo, perché la crisi impone di gestire i costi. Gli interventi del PNRR sull’agrisolare e agrivoltaico e comunità energetiche sono importanti. L’agrisolare è il capitolo più importante. Il decreto è stato gestito in maniera positiva, con l’accoglimento di numerose richieste. Rimane in sosteso l’autoconsumo, ma l’articolo 8 del Decreto aiuti, se andrà a buon fine, lascerà spazio alla diversificazione. L’autoconsumo è un aspetto importante, se non sblocchiamo alcune questioni molte azienda andranno in difficoltà vista la stagionalità con cui tante vivono. Guardando gli obiettivi futuri, gli allevamenti dovranno aumentare l’utilizzo di energia elettrica per una maggiore sostenibilità. C’è poi la questione della rimozione dell’amianto, che non sarà facilmente smaltito se si utilizzeranno impianti piccoli, inoltre anche le serre dovranno essere inserite nel decreto. C’è poi il fotovoltaico a terra. Dovremo sicuramente utilizzare tutti i tetti. Il parlamento ha introdotto molte semplificazioni, anche per le aree indonee e servirà una precisa direzione del Ministero della transizione ecologica, privilegiando aree abbandonate o improduttive. Anche sull’agrivoltaico c’è molto interesse, ma anche qui dovremo capire le linee guida che riceveremo”.

Stefano Masini Coldiretti

“Non si sblocca lo stato delle rinnovabili, nel 2021 installato solo 1 Gw. L’impegno normativo ha permesso tuttavia di spiegare molte energie. Negli ultimi 2 anni si contano 6 decreti legge, che mette in difficoltà gli operatori dal punto di vista normativo. Ad esempio il decreto legge Ucraina nell’articolo 7, modifica la normativa la possibilità di installare a 500 metri gli impianti fotovoltaici vicini alle strade. Questo mette a rischio la pianificazione perché c’è il rischio di un risultato negativo delle valutazioni. Coldiretti vuole energia, ma senza perdita di suolo, ma servono interventi parlamentari su alcune priorità. Tra queste ci sono protocolli che abbiamo proposto sul territorio, come quelle partiti in Campania. Vogliamo che siano gli imprenditori agricoli a partecipare alle iniziative di sviluppo produttivo, perché questo riduce la capacità imprenditoriale”.

Gennaro Scognamiglio (Unci) Agroalimentare con il tecnico Stefano Fabbroni

“Siamo favorevoli agli impianti fotovoltaici, ma senza togliere terreno alla coltivazione, anche per la crisi attuale. Ben venga l’innovazione tecnologica, ma senza perdere l’uso per l’agroalimentare”.

Luca D’Apote UECOOP

“Per le cooperative agricole è fondamentale il fotovoltaico. Il costo dell’energia elettrica ha subito un aumento notevole in questi mesi, impattando sui costi di produzione e dei processi di trasformazione. Anche il prossimo trimestre prevede un prezzo simile, per questo serve realizzare impianti di energia rinnovabile. Dobbiamo superare il limite di autoconsumo, così da aumentare la produzione elettrica. La misura è stata introdotta dall’articolo 8 del decreto legge di marzo 2022, così da massimizzare gli interventi trainati dagli interventi di efficientamento energetico, ma anche qui deve essere inclusa una misura per lo smaltimento dell’Eternit. Il gestore deve creare una piattaforma per accogliere le richieste che arriveranno, così da offire risposte tempestive. Dobbiamo accelerare anche lo strumento di semplificazione tra i i50 e i 200 kw di potenza. Dobbiamo poi guardare alle comunità energetiche, che vanno sostenute, soprattutto nelle aree svantaggiate”.