IN GAZZETTA UFFICIALE IL DL LIQUIDITA. ECCOLO. AGGIUNTA ‘DICHIARAZIONE FISCALE’ PER INCLUDERE SENZA EQUIVOCI ANCHE LE IMPRESE AGRICOLEALL'ARTICOLO 13 LE MISURE ATTUATE ANCHE TRAMITE ISMEA ALLE AZIENDE DEL PRIMARIO

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dl Liquidità. Un provvedimento, diviso in quattro capi, per sostenere le imprese, i lavoratori e le famiglie a fronte dell'emergenza Coronavirus.

Come anticipato da AGRICOLAE, al fine di evitare equivoci e garantire alle imprese agricole - che non presentano bilancio - l'accesso alle misure di liquidità, Palazzo Chigi, in fase della redazione del testo finale ha aggiunto alla lettera C, del comma 2 dell'articolo 1 "25 per cento del fatturatoannuo dell'impresa ovvero della dichiarazione fiscale".

Nella versione approvata in Cdm si leggeva invece:

"25% del fatturato annuo dell'impresa relativi al 2019, come risultante dal bilancio approvato ovvero dai dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio".

Oltre al fatto che al comma 11 dell'articolo 13 è previsto che fino al 31 dicembre 2020, anche le misure per la liquidità alle imprese vengano attuate tramite ISMEA alle aziende agricole.

Qui di seguito AGRICOLAE riporta il PDF con il Dl Liquidità:

DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23 LlQUIDITA’.pdf

Era già stato scritto:

DL LIQUIDITA, IMPRESE AGRICOLE INCLUSE, ECCO DOVE E PERCHE. MA PALAZZO CHIGI AGGIUNGE RIFERIMENTO A CERTIFICAZIONE FISCALE PER EVITARE MISUNDERSTANDING

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Agitazione nel mondo agricolo per una presunta esclusione delle imprese agricole dal Dl Liquidità approvato l'altra sera dal Cdm fiume dovuta alla mancanza di Bilancio delle stesse. Precondizione per poter accedere al prestito e alle garanzie dello Stato.

Ma a un'attenta analisi del testo, si evince che, se le garanzia riguardano le piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione Ue 2003/361/CE, ivi inclusi i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, viene da se che possono essere incluse anche le imprese agricole. Dato che neppure i primi presentano bilancio.

"Gli impegni assunti dalla SACE S.p.A. ai sensi del presente comma non superano l’importo complessivo massimo di 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi sono destinati a supporto di piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE, ivi inclusi i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA", recita infatti la bozza pubblicata da AGRICOLAE.

A rassicurare il mondo agricolo è stato anche il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova che ha dichiarato: "Libero il campo da equivoci di tutte le nature: il settore agricolo è ricompreso, e non potrebbe essere diversamente, nell’iniezione di liquidità che il Decreto garantisce a sostegno di tutto il sistema produttivo ed economico".

La confusione è stata generata dal comma due, lettera C dell'articolo 1 del Capo I del Dl Liquidità, quando parla di 'imprese': "25% del fatturato annuo dell'impresa relativi al 2019, come risultante dal bilancio approvato ovvero dai dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio".

Da quanto apprende AGRICOLAE, per liberare il campo da eventuali futuri equivoci, Palazzo Chigi sta modificando il testo in queste ore per aggiungere, oltre al fatturato, il riferimento alla certificazione fiscale. E si taglia la testa al toro.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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