GIANPAOLO VALLARDI: ALZARE REDDITO AGRICOLTORI E FERMARE IMPORT. UE RICONOSCA ECCELLENZE ITALIANEIL PRESIDENTE DELLA COMAGRI SENATO, MADE IN iTALY? IN EUROPA NON SI TRATTA DI CONCORRENZA SLEALE MA DI COMPETIZIONE LEALE

"In questi primi mesi abbiamo cercato di capire pur affrontando temi che sicuramente erano già pregnanti per i fabbisogni agricoli. L'obiettivo condiviso da tutti i senatori è quello di portare avanti delle azioni per alzare il reddito agricolo che, in Italia, non eccelle". Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Giampaolo Vallardi tira le somme su quanto fatto finora e pensa già a quanto occorre fare in futuro, nei prossimi mesi. Il primo tema è quello di alzare il reddito in agricoltura. "Ci siamo accorti che pur partendo da un paese con una biodiversita riconosciuta in tutto il mondo, a causa di politiche sbagliate, si è arrivati a una situazione che ci costringe a importare fino al 70 per cento del nostro fabbisogno. Questo nonostante le potenzialita eccezionali del settore", spiega. "L'agricoltura è sempre stata un punto di forza del nostro paese e ora ci troviamo invece al punto che è diventata quasi un punto di debolezza, al di là di poche eccellenze che non possono sostenere da sole tutto il settore. Dal Prosecco al Parmigiano". Per Vallardi "occorre cominciare con il bloccare tutte le importazioni che non hanno i requisiti riconosciuti dal nostro Paese e che non soddisfano i requisiti igienico sanitari. L'azione del minsitero delle Politiche agricole e del Turismo è già iniziata in tal senso ed è condivisa dalle azioni della Comagri Senato attraverso un controllo sempre più pressante e sempre piu analitico. Anche cambiando le norme se questo sarà necessario".

Poi la tutela del made in italy. "Non basta scrivere 'prodotto in Italia', sappiamo che capita che pomodori provenienti dalla Cina vengano lavorati in Italia", prosegue ancora il presidente della Commissione Agricoltura del Senato. "A Piacenza vengono arati campi di pomodori perché non conviene raccoglierli mentre migliaia di ettari nel meridione non vengono messi a semina perché è più conveniente importare grano maturato sotto la neve in Canada. Tutto questo deve assolutamente cambiare, non sarà semplice ma ci dobbiamo mettere in testa - spiega - che dobbiamo farlo quanto prima se non vogliamo perdere la capacita dei nostri agricoltori di fare un prodotto sano e di qualità". Anche perché in gioco c'è il futuro generazionale del comparto. "Se le nuove generazioni non trovano appetitoso il settore da un panto di vista reddituale perderemo il futuro dell'agricoltura italiana".

Al lavoro, la commissione Agricoltura di Palazzo Madama, sulle piccole produzioni di qualità, un provvedimento che "ci piacerebbe possa essere esteso a livello nazionale". "Stiamo portando avanti audizioni su un provvedimento di cui andiamo fieri e che ha trovato una condivisone trasversale in Comagri, il 728 sulle piccole produzioni", continua ancora Valalrdi. "Ha dato i suoi frutti in Veneto e nel Fruili e vogliamo estenderlo a tutto il Paese. Può essere una delle quattro gambe di un tavolino".

Ma parte della battaglia si fa a Bruxelles. "Occorre lavorare anche per far riconoscere il valore della Dieta mediterranea, patrimonio Unesco che arriva proprio dall'Italia. Dobbiamo far si che l'Europa ci permetta di valorizzare i nostri prodotti con le giuste informazioni, poi sarà il consumatore a scegliere". In questo modo "l'Italian sounding verrà ridotto in maniera drastica". Il presidente della Comagri sottolinea poi in merito alle 'resistenze' da parte di alcuni paesi del nord Europa a riconoscere la qualità dei prodotti Made in Italy: "Non si tratta di concorrenza sleale ma di competizione leale".

Infine su un eventuale marchio made in Italy: "Il ministero ci sta pensando e ne ha anche parlato in commissione. Sicuramente serve, già in piccolo nel disegno di legge sulle piccole produzioni locali è previsto e credo che un marchio a livello nazionale sia cosa buona e saggia". I prossimi apputamenti comagri? "Abbiamo incardianto il problema della Xylella, che occorre affrontare perché è un tema che si sta estendendo a tutta Italia. Un decreto da parte del ministero dovrà arrivare. Poi sicurametne abbiamo la Pac, dove si gioca il futuro di questo Paese e assorbirà parecchio i lavori della Comagri, poi i tartufi, il lavoro giovanile, l'olivicoltura", conclude.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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