GIOVANNI FAVA, IO ASSESSORE “DELL’AGROALIMENTARE”LOMBARDIA ANTICIPA I TEMPI. IDEA GENIALE DI AGRINSIEME

“Ancora una volta la regione Lombardia anticiperà i tempi nelle scelte della politica nazionale. Ho chiesto ed ho ottenuto la delega per l’agroalimentare”. Così il neo assessore all’Agricoltura della Lombardia Giovanni Fava ad AGRICOLAE. “Basta con l’agricoltura vista come un settore marginale fine a se stesso”, spiega. “Occorre omogeneizzare le scelte politiche nella direzione della filiera nel suo complesso”. E la proposta di Agrinsieme di un ministero dell’Agroalimentare “è un’idea geniale”. Molte le cose a cui Fava si trova a dover far fronte: “più delle cose che voglio fare sono quelle che sono costretto a fare”, ironizza spiegando che “ci sono alcune emergenze di assoluta attualità, come il tema dei nitrati che colpisce buona parte della zootecnia lombarda, che è la prima agricoltura del paese e d’Europa”. Su questa questione “bisognerà prendere presto una decisione dato che quasi il 20 per cento delle aziende rischia di trovarsi a produrre fuorilegge”.

Altro tema importante su cui si concentrerà Fava è quello della “grande crisi che stanno vivendo gli impianti di trasformazione e di macellazione”. “Occorre ragionare in termini di filiera, gli unici che non soffrono mai sono i ‘signori’ della Grande distribuzione organizzata”, prosegue. “Che non solo pagano quando vogliono, ma che condizionano spesso anche il livello qualitativo dei prodotti”.

Poi la contraffazione, un tema caro a Giovanni Fava che ha presieduto la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale dell’ultima legislatura: “La contraffazione in senso stretto influisce poco, in termini di usurpazione del marchio. Se invece si considera l’abuso del made in Italy sappiamo che oggi l’export agroalimentare vale 23 miliardi di euro a fronte di un commercio di Italian Sounding stimato in 55 miliardi”. Questo vuol dire che “c’è un mercato che potrebbe davvero essere un potenziale di crescita. La vera battaglia si dovrà concentrare sulla tracciabilità e sull’etichettatura. Tutto ciò che si traduce nel riconoscimento del prodotto”.

Infine le quote latte: “Per fortuna le quote latte spariranno da qui a breve”, spiega. “Rimarrà da gestire tutto il contenzioso del pregresso”. “Io sono un legalitario”, precisa. “Le leggi devono essere rispettate. Ci sono state in passato delle gestioni poco chiare sia da parte delle istituzioni che da parte degli allevatori. Ora è tempo di fare chiarezza una volta per tutte. Spero che durante i cinque anni del mio assessorato non chiuda neppure un’azienda, per chi avrà delle pendenze si studierà un modo per regolarizzare. Ma tutti si dovranno regolarizzare”.

alm

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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