GOVERNO, PALLA PASSA A MATTARELLA

Ancora nulla per la quadra di governo. Dopo l'ennesimo 'tira e molla', tra Salvini, Di Maio e Berlusconi con il Pd in mezzo, il presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ripassa la palla a Mattarella: "sono convinta che il presidente della Repubblica saprà individuare il percorso migliore da indicare".

Tornano in pista -per il bene del Paese - le due opzioni: il 'tutti dentro' fatto da un governo di tecnici che include componenti appartenenti a diverse aree; e il governo di CentroDestra con appoggio esterno di Renzi.

Nel secondo caso potrebbe generare la risposta di blocco di quello che rimane del Pd con il Movimento Cinque Stelle.

Era stato scritto:

GOVERNO, IN PISTA DUE OPZIONI: IL ‘TUTTI DENTRO’ CON GENTILONI PREMIER O L’APPOGGIO ESTERNO DI RENZIANI RESPONSABILI A CENTRODESTRA. MENTRE FRANCIA E INGHILTERRA GUARDANO. ECCO TUTTI GLI STEP ISTITUZIONALI

Tutto in working in progress per il nuovo governo. Da quanto apprende AGRICOLAE due le soluzioni sul tavolo, a seconda degli eventi e delle ‘reazioni’ dei leader politici: una, che sembrerebbe piacere di più a Sergio Mattarella, che vorrebbe un governo “tutti dentro” nel quale ogni partito si rende disponibile a sedersi  allo stesso tavolo – con le rispettive quote – lasciando Paolo Gentiloni premier. Per la felicità delle multinazionali straniere che lo vedono come una ‘garanzia’; La seconda soluzione – che sembrerebbe invece piacere di più a Giorgio Napolitano – vedrebbe 61 parlamentari renziani appoggiare esternamente un governo di CentroDestra in cambio di cinque viceministri e sei sottosegretari ‘tecnici’ provenienti da area ‘dem’.

Tutto questo, nonostante le dichiarazioni dei vari leader di partito, per il bene comune del Paese.

Una soluzione, questa, che si andrebbe a inserire in uno scenario dominato dal rinnovo delle grandi partecipate, da Saipem ad Eni. Sono 79 le società pubbliche in scadenza, per un giro di walzer che riguarda circa 350 poltrone tra Cda e collegi sindacali. Tra le più importanti anche Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie, Gse, Sogei. Non è cosa di poco conto – nel Risiko nazionale e internazionale - tenendo conto dell’interesse in questa partita da parte della Francia e dell’Inghilterra. Due fronti contrapposti, entrambi con gli occhi puntati alle aziende del Belpaese e alle dinamiche geopolitiche.

Ma prima di questo, occorre – necessariamente – percorrere fino in fondo tutto il gioco dell’Oca voluto dai passaggi istituzionali. Compresi i primi ‘giri a vuoto’ dei leader incaricati.

Il 19 marzo i parlamentari (ce ne sono circa 150 del Movimento Cinque Stelle che non hanno mai messo piede in Parlamento) si dovranno registrare con foto, tesserino, nome sui seggi e adempimenti di varia natura. Il 23 marzo ci sarà la prima seduta delle Camere: un prova del nove per testare il ‘sentiment’ politico. Al Senato sarà Giorgio Napolitano a fare da presidente alla prima riunione dell’aula. Alla Camera sarà Roberto Giachetti. Se al Senato la partita sull’elezione si chiuderà presumibilmente nel giro di due giorni, alla Camera la faccenda potrebbe essere più lunga e complessa data la necessità della maggioranza a due terzi seguita poi, in caso, da quella assoluta.

Entro il 25 marzo i parlamentari dovranno poi comunicare al segretario generale della Camera a quale gruppo intendono iscriversi (anche questo passaggio importante per capire la direzione in cui si andrà nel formare il Governo). Gruppi che saranno poi eletti entro il 27 marzo con tanto di presidenti dei gruppi. I’appuntamento successivo – in teoria – sarebbe quello delle dimissioni del Premier, il 29 marzo. Sempre  a condizione che siano stati nel frattempo eletti i presidenti di Camera e Senato.

Se tutto procede nei tempi previsti, il 30 dovrebbe essere la data di partenza per le consultazioni al Colle. Ma soltanto dopo Pasqua, il 3 aprile, le delegazioni incontreranno il presidente della Repubblica.

I primi due giri saranno sicuramente a vuoto. Una volta scelta una delle due ‘opzioni di governo’ (quella del ‘dentro tutti’ gradita a Mattarella o quella dei ’61 renziani di appoggio esterno’ che sembrerebbe piacere di più a Napolitano, ci sarà il giuramento e il primo Consiglio dei ministri. La fiducia dovrà avvenire entro i dieci giorni dal giuramento, quando il governo si presenterà davanti a ciascuna Camera per ottenere, appunto, il voto di fiducia tramite appello nominale.

GOVERNO, SI PROFILA CENTRODESTRA CON 40 PARLAMENTARI RENZIANI IN APPOGGIO ESTERNO. RENZI POTREBBE PASSARE AL MISTO IN ATTESA DI FORMARE NUOVO PARTITO IN ATTESA DELLE REGIONALI DEL 29 APRILE

A un mese dalle elezioni sono iniziate le consultazioni. I presidenti di Camera e Senato sono stati al Colle per dare il via all'iter che vedrà i vari leader salire al Quirinale per verificare le possibilità di governo. Luigi Di Maio si dice pronto per fare un "contratto" di governo - al fine di portare a termine alcuni punti - con la Lega di Matteo Salvini oppure con il Partito Democratico, attualmente, di Martina. A condizione che non ci sia Berlusconi da una parte o Renzi dall'altra.

Da quanto apprende AGRICOLAE però da fonti del Quirinale, sembrerebbe che l'ipotesi più accreditata sia quella di un accordo del CentroDestra con Matteo Renzi, che darebbe un appoggio esterno con 40 parlamentari (non più 61 come si era previsto fino a qualche giorno fa) in cambio di tre ministri tecnici (non più 5 viceministri e 6 sottosegretari come concordato tre settimane fa).

Un'operazione che porterebbe - sempre da quanto si apprende - l'ex segretario Pd a transitare prima nel Gruppo Misto (al Senato dove è stato eletto, per regolamento, è obbligatorio) per poi formare un partito suo.

Il governo 'tutti dentro' sembrerebbe sempre più lontano per lascaire quindi spazio all'ipotesi che sembrerebbe avere il placet di Giorgio Napolitano.

Rimane l'incognita relativa alla tempistica: infatti non è escluso che si aspetti le elezioni in Molise il prossimo 22 aprile e in Friuli Venezia Giulia il prossimo 29 aprile per avere contezza sulle nuove dinamiche di voto con la Lega e il Movimento Cinque Stelle in ascesa (la prima intorno al 19% e il secondo tra il 32,66-34%) e il Pd e Forza Italia in calo.

Per saperne di più:

GOVERNO, IN PISTA DUE OPZIONI: IL ‘TUTTI DENTRO’ CON GENTILONI PREMIER O L’APPOGGIO ESTERNO DI 61 RENZIANI A CENTRODESTRA. MENTRE FRANCIA E INGHILTERRA GUARDANO. ECCO TUTTI GLI STEP ISTITUZIONALI

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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