GRANDI NUMERI DEL VINITALY MA DALLA POLITICA NEMMENO UN DECRETO PER L’OCCASIONE. MARTINA IL PIU “ASTEMIO”

Il termine 'astemio' deriva dal latino abstemius, da abs "lontano da, senza" e la radice di temetum "bevanda inebriante". Il Vinitaly si è chiuso con numeri importanti. per quattro giorni presenti oltre 4.380 aziende espositrici (130 in più dello scorso anno) da 36 paesi. Aumentati i visitatori stranieri e i nuovi buyer che sono stati presenti alla manifestazione che si tiene ogni anno a Verona per fare il punto della situazione sul mondo del vino. Presente anche la politica con Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Paolo Gentiloni e anche Maurizio Martina ma questa volta non nelle vesti del ministro delle politiche agricole ma come segretario reggente del partito democratico. Ma nonostante la presenza di tutto il gotha della politica italiana nulla è arrivato al settore del vino di quanto gli operatori si aspettavano: decreto Ocm vino, comitato italiano vini, i testi attuativi del testo unico del vino. Questioni aperte da tempo, in alcuni casi da anni, e per le quali ancora non si è trovata alcuna soluzione e al quale non si è dato ancora un punto fermo. Anche perché l'ex ministro, prima di dimettersi, non ha firmato alcuni dei decreti relativi al settore. Che sono poi passati in mano al viceminsitro Andrea Olivero e al ministro ad interim Paolo Gentiloni in un momento difficile dal punto di vista di indirizzo politico. Martina, ironizzando sul mancato accordo a Verona tra i due leader politici Di Maio e Salvini (che mai si sarebbe potuto tenere in quanto istituzionalmente scorretto il giorno dopo l'ultimo incontro al Colle) aveva detto che i due erano "astemi". Dimenticando di aggiungere che il vero astemio è proprio lui, l'ex ministro Mipaaf. Che da quanto si apprende non beve vino. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, notoriamente astemio, non aveva potuto dire di no al brindisi con Luca Zaia nella passata edizione. Ma per il vino italiano, tutto fermo. E gli operatori rimangono in attesa. E per paradosso, mentre Salvini e Di Maio, che pure hanno usato il Vinitaly come passerella, alla fine hanno dovuto parlare di vino e di "imprenditori eroi", a parlare di politica, consultazioni e varie è stato proprio Martina. Sembra dunque che alla fine, il più astemio di tutti (lontano da...il vino) sia l'ex ministro dell'Agricoltura.

Per saperne di più:

Le beghe di palazzo invadono il Vinitaly. La politica irrompe a Verona e ruba la scena a quello che avrebbe dovuto essere il protagonista assoluto dell'ormai classica vetrina internazionale della vitivinicoltura. Insomma si parla più di Di Maio e Salvini che di... vini. Accanto ai giornalisti specializzati è piombata in fiera un'orda di giornalisti politici, richiamati da un possibile siparietto sulla crisi di governo e le prospettive di breve termine. Inevitabile, si dirà, che la politica si ritagli i suoi spazi all'interno di una manifestazione di questa portata che muove grandi interessi economici e che rappresenta un fiore all'occhiello per il lavoro, l'imprenditoria e la fantasia dell'Italia che produce. In realtà ci si sarebbe potuti aspettare una specie di do ut des. Ma la politica con la mano destra prende e presenta una mano sinistra completamente vuota. In pratica cioè cannibalizza la manifestazione veronese senza dare niente in cambio. Infatti, tranne forse alcuni decreti attuativi relativi al Testo unico del Vino attesi già nella passata edizione, (11 sono già in Gazzetta ufficiale, uno è in arrivo, 4 sono in Conferenza Stato Regioni e 7 sono sospesi in attesa delle regole europee) la politica non è riuscita a portare a Verona la soluzione di alcune questioni di fondo chieste a gran voce dalla filiera tutta: come il Comitato Italiano Vino e l'Ocm vino. Anzi: questa invasione di campo rischia di mortificare la visibilità di tanti prodotti e di tanti produttori che - naturalmente e legittimamente - speravano di sfruttare Vinitaly come occasione di promozione di business. E tutto questo non fa bene alla politica. E non aiuta il vino.

Le reazioni:

VINITALY, SALVINI: QUI SI PARLI DI VINO E DI IMPRENDITORI EROI. MI PIACEREBBE MINISTRO DELLA LEGA E COMMISSARIO UE ITALIANOIN ITALIA, IN MANIERA DEMENZIALE, AGRICOLTURA E PESCA CONSIDERATE LE ULTIME RUOTE DEL CARRO. COME SE IN ARABIA NON CONSIDERASSERO IL PETROLIO

Al Vinitaly si parli di vino, la politica si fa nei palazzi. Salvini non ha dubbi a riguardo: "Sono venuto a portare onore a quattromila eroi che, nonostante tasse, burocrazia e contraffazione resistono. Sperando di aiutarli", spiega ad AGRICOLAE. "L'italia è bella ed è la numero uno. Non abbiamo niente da invidiare ai francesi, agli americani, o altri. Se difendiamo, promuoviamo e valorizziamo le nostre produzioni non ce ne è per nessuno", prosegue. Sul tavolo del Mipaaf il ministro ha lasciato molte pratiche inevase, dall'Ocm vino, al Comitato Italiano Vini. "Lo hanno lamentato in tanti qui a Verona - racconta Salvini. -Ma non solo per quanto riguarda il settore del vino, anche per quanto riguarda la suinicoltura, il grano, il latte. Putroppo l'agricoltura e la pesca in Italia, in maniera demenziale, sono considerate le ultime ruote del carro. Come se in Arabia Saudita non considerassero il peso che ha il petrolo nella loro economia. Io sia in italia che a Bruxelles mi adopererò perchè l'agricoltura torni al primo posto. Mi piacerebbe - conclude - avere un ministro dell'agricoltura della Lega e un commsiario all'agrioltura italiano nella prossima Commissione Europea".

VINITALY, DI MAIO: QUI A INCONTRARE I PRODUTTORI AMBASCIATORI DELL’ITALIA NEL MONDO. PRONTI AL LAVORO PER RISOLVERE I PROBLEMICHIUDERE QUANTO PRIMA LA QUESTIONE DEL TESTO UNICO DEL VINO E GIOCARE LA PARTITA DELLA PAC

DI MAIO M5S"L'importanza del Vinitaly sta nel fatto che si uniscono tradizione e innovazione. E' chiaro che quello del vino è un settore che ha bisogno di grande aiuto, il 2017 è stato un anno difficile”. Così ad AGRICOLAE il leader del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio al Vinitaly dove ha incontrato alcuni dei produttori che aveva già incontrato in campagna elettorale. Ha visitato lo stand della Campania, Veneto, Trentino. Per Di Maio occorre riportare l’attenzione al settore: “Mi auguro che si chiuda al più presto la questione del testo unico sul vino per la semplificazione del settore. C'è poi la partita importantissima della politica agricola Ue che si appresta ad affrontare una contrattazione comunitaria della quale dobbiamo essere protagonisti”.

“In campagna elettorale - prosegue - ho conosciuto tante eccellenze che mi hanno fatto conoscere sempre meglio questo settore e ora arrivo qui con la consapevolezza che questi sono i nostri ambasciatori nel mondo: queste persone ci fanno grandi nel mondo e più noi li aiutiamo - conclude - e più l'Italia si fa bella agli occhi del resto del mondo".

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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