INNOVATION DAY, RICERCA E INNOVAZIONE PER UNA NUOVA AGRICOLTURA. GLI INTERVENTI DEL MINISTRO PATUANELLI, COLDIRETTI, FILIERA ITALIA E BONIFICHE FERRARESI

I cambiamenti climatici e la nuova organizzazione del lavoro imposta dall’emergenza coronavirus stanno cambiando il modo di fare agricoltura con l’ingresso in campo della tecnologia, dai droni all’informatica, dai rilevamenti satellitari alla blockchain per la tracciabilità dei prodotti e per la garanzia della qualità e dell’origine.

L’agroalimentare 4.0 è al centro del forum on line organizzato da Coldiretti, Bonifiche Ferraresi e Filiera Italia per spiegare il nuovo approccio delle imprese ai temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale

Al centro dell’incontro la firma del manifesto per la nascita del primo polo italiano per l’agroalimentare 4.0 che impegna la filiera tutta italiana dell’innovazione a collaborare per creare un ecosistema nazionale competitivo con il resto del mondo.

 

Vincenzo Gesmundo, Coldiretti

Questa pandemia ha messo in luce tutti i limiti del sistema italiano e di tutti i paesi del mondo. Non c’è un caso Italia ma un problema più vasto che riguarda il nord e il sud del mondo. La pandemia ci lascia a disposizione un preciso ordine di priorità, durante il lockdown il pianeta ha respirato e la natura si è presa una rivincita. Le filiere agroalimentari sono state al centro della vita dei paesi e hanno consentito che si potesse continuare a mangiare. Si è messa la vita del singolo al centro delle politiche di contrasto del corona virus piuttosto che abbandonare i più deboli al loro destino. Oggi abbiamo dunque bisogno di un’agricoltura sempre più sostenibile che concorra alla salute del pianeta. Abbiamo bisogno di un sistema agroalimentare più prossimo ai consumatori e di una scienza che assicuri sulla bontà e sicurezza di ciò che si mangia.

 

Luigi Scordamaglia, Filiera Italia

Non è possibile parlare di innovazione o si futuro nel settore agroalimentare se non in maniera completa e comprendendo l’intera filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione alla logistica. Bisogna innovare e integrare tutte le fasi.

È un momento favorevole e ideale per parlare di innovazione a seguito della presentazione della strategia “farm to fork” della commissione Ue. Una strategia che mette al centro l’innovazione verso un modello agroalimentare poi sano e sostenibile. L’Italia è apripista sulla qualità e il basso impatto ambientale delle produzioni ma se innovare significa stravolgere gli attuali sistemi produttivi e di qualità andando verso modelli artificiali e sintetici allora non è questa l’innovazione di cui abbiamo bisogno.

Il covid ha inoltre spinto ad accelerare verso la digitalizzazione delle matite fabbriche e al controllo remoto. All’innovazione sugli imballaggi e la riduzione degli scarti, sui materiali che aprono a nuove opportunità. L’epidemia ha messo in risalto la dieta mediterranea, che ha sempre più bisogno di una validità scientifica per evidenziare la valenza sulla nostra salute.

C’è un crescente interesse degli investitori internazionali per il settore agroalimentare e l’obiettivo di creare un network che metta insieme aziende, ricercatori e investitori diventa fondamentale.

 

Stefano Patuanelli, ministro dello sviluppo economico

Il tema dell’innovazione è un tema fondamentale per il nostro paese. Gli ultimi due governi hanno dato una grande spinta verso l’innovazione proseguendo con questo governo alla costituzione di un apposito ministero per l’innovazione ed una politica di investimenti atta a favorire una crescita delle start up. Anche durante l’emergenza la spinta non si è fermata e nell’ultimo decreto rilancio si sono rafforzate le misure per le start up che rischiavano di sparire con la crisi.

Abbiamo sottoscritto trenta accordi di innovazione con imprese e regioni per oltre 220 milioni di euro di investimenti nell’area agri food.

Nel decreto rilancio abbiamo previsto anche misure che valgono per tutte le imprese con un piano di 20 miliardi di sostegno. Stiamo lavorando ad un provvedimento che snellisca la burocrazia e seguiremo tutto il dibattito europeo sulla strategia digitale cercando di giocare un ruolo da protagonisti.

C’è bisogno di infrastrutture materiali ma anche immateriali e per questo stiamo accelerando sul progetto della banda ultralarga.

 

Ettore Prandini, Coldiretti

Vogliamo pensare al nostro futuro e per dare grandi opportunità ai nostri imprenditori diventa fondamentale puntare sull’innovazione, gli investimenti e l’agricoltura 4.0. Ed abbiamo chiesto al governo che venga riprodotta anche per i prossimi anni in termini di carattere economico, per far sì che il nostro agroalimentare conosciuto per le eccellenze diventi leader anche nell’innovazione.

Dobbiamo guardare al coinvolgimento significativo dei player che possiamo giocare a livello nazionale, pensiamo a “Leonardo” per ciò che riguarda l’uso dei satelliti.

Abbiamo fatto nostra la battaglia sull’etichettatura, che oggi vinciamo anche in “farm to fork” dove finalmente è chiaro che l’Europa si aprirà ad una forma di etichettatura che valorizzi la storia dei singoli Stati membri e dia evidenza del luogo di origine e provenienza del cibo.

Grazie alla blockchain dovremo esportare ulteriormente in tutto il mondo ciò che facciamo all’interno delle matte imprese.

Tutto ciò ci deve assicurare maggiore competitività per affrontare le sfide del farm to fork e green new deal, e non con risorse sottratte alla pac bensì con nuove risorse che devono essere stanziate.

 

Federico Vecchioni, Bonifiche ferraresi

Questo dell’innovazione è un percorso che il mondo agroindustriale ha intrapreso ormai da alcuni anni. Due i fattori che hanno orientato la capacità competitiva del sistema: le dimensioni economiche e la capacità di introdurre innovazione e tecnologia.

Per molti anni il mondo agricolo e la filiera agroindustriale è stata percepita come un contesto in cui l’innovazione avesse avuto delle applicazioni a fasi alterne. Al contrario ritengo invece che il mondo agricolo abba dato una percezione sottovalutata delle proprie grandi capacità.

In questi ultimi anni l’introduzione da parte di Bonifiche ferraresi di tecnologie avanzate ha dato ampie dimostrazioni delle capacità del tessuto produttivo di sapersi orientare ad una innovazione tecnologica frutto di nuove conoscenze e nuove figure professionali.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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