INTERPELLANZA, MAZZETTI FI CAMERA, SU INIZIATIVE E RISORSE PER DANNI INCENDIO MONTE SERRA

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00197

presentato da

MAZZETTI Erica

testo di

Mercoledì 5 dicembre 2018, seduta n. 94

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

nella serata di lunedì 24 settembre 2018, si è sviluppato un incendio protrattosi nei giorni successivi, di grandissime proporzioni sul Monte Serra, la montagna più alta che divide le province di Pisa e di Lucca e che ha prodotto la distruzione di una superficie di circa 1.400 ettari di territorio tra bosco e coltivazioni, nonché centinaia di ettari di oliveti, oltre a un danno economico di oltre 11 milioni di euro almeno per l'agricoltura e i privati;

quattro sono i comuni coinvolti, con conseguenze pesantissime per Calci (832 ettari ricadono nel suo territorio) e per Vicopisano. Più marginale è il danno per Buti, e solo qualche focolaio secondario, isolato, si è registrato per Cascina. Negli stessi giorni un secondo rogo, distinto ma più limitato, ha interessato i vicini comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme. I territori coinvolti alla fine sono dunque in tutto sei;

in data 25 settembre 2018, con decreto del presidente della giunta regionale, è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale prevedendo lo stanziamento di 850 mila euro per i primi interventi;

l'incendio, oltre a mandare in fumo una quantità enorme di ettari tra bosco e ulivi, ha prodotto settecento sfollati nella prima fase e danni per milioni di euro al patrimonio ambientale e paesaggistico;

dodici case sono andate distrutte, per tre milioni e 100 mila euro di danni complessivi. Da qui la necessità di sostenere fin da subito le spese di soccorso e prima somma urgenza e a ristoro dei danni agli immobili privati, di competenza del Governo, dando così risposta a coloro che nell'incendio hanno perso l'abitazione;

centinaia di ettari di uliveti, anche secolari, che dovranno essere ripiantati. Il fuoco, inoltre, ha colpito anche vigneti e castagneti. Si stimano, in oltre 6 milioni di euro, i danni per il solo comparto agricolo;

l'incendio ha avuto pesanti effetti anche sul piano ambientale, per via della perdita di biodiversità, tra animali morti e la distruzione di vastissime aree di bosco e di vegetazione;

inoltre, con questo incendio saranno impedite per anni tutte le attività umane tradizionali, come la raccolta della legna, delle castagne e dei piccoli frutti;

superata l'emergenza occorrerà intervenire rapidamente per far ripartire le attività produttive, anche con interventi straordinari per il reimpianto delle coltivazioni. La Coldiretti ha inoltre sottolineato che «occorrerà inoltre aver presente che oltre ai costi necessari per ripristinare la produzione, andranno aggiunti i danni per le mancate produzioni»; in sostanza «bisognerà tener conto della sopravvivenza delle aziende di questi territori, che vivono di agricoltura»;

sono stati definiti circa 800 ettari di monte a corona della parte andata distrutta, dove la caccia sarà vietata totalmente sino al 31 gennaio 2019, esclusa quella dedita agli ungulati, soprattutto cinghiali;

con specifico riferimento ai danni subìti dal comparto agricolo, il 29 novembre 2018, la Commissione agricoltura della Camera ha approvato la risoluzione conclusiva (n. 8-00008), sottoscritta dai rappresentanti di tutti i Gruppi, con la quale si impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative di competenza per il sostegno finanziario alle imprese agricole danneggiate; per garantire la corretta progettazione e gestione del reimpianto delle colture perse nell'incendio; per tutelare e incentivare la secolare e tradizionale produzione agricola e olivicola dei Monti Pisani, nonché risorsa naturale e rurale qualitativamente elevata del territorio toscano;

da una stima dei danni e del costo di una prima bonifica, si valuta che per ogni ettaro occorrano 5.000 euro;

nonostante che il 10 ottobre 2018 il governatore della Toscana, Enrico Rossi, abbia ufficialmente avanzato al Governo la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per l'incendio sul Monte Pisano, l'Esecutivo non ha ritenuto di riconoscere alcunché;

è indispensabile un efficace intervento per la messa in sicurezza del monte soprattutto con l'inverno e l'aumento delle piogge, posto che con un terreno cotto, privo di vegetazione, con massi in bilico, c'è il rischio di nuove emergenze per le aree sottostanti pedemontane;

è necessario avviare e finanziare interventi per contenere rischi idrogeologici, soprattutto a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane, nonché per il reticolo idraulico e la piena bonifica e ricostruzione sui Monti pisani –:

se non intendano adottare iniziative al fine di sostenere fin da subito le spese di soccorso e di ristoro dei danni agli immobili privati, per quanto di competenza del Governo, dando così un'indispensabile positiva risposta prioritariamente a chi nell'incendio ha perso l'immobile;

se non si ritenga di adottare le iniziative di competenza per sospendere tutti i pagamenti di tributi, contributi e utenze per quei soggetti che sono stati colpiti, siano essi persone fisiche o aziende;

quali iniziative si intendano avviare, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di consentire l'avvio del necessari indispensabili interventi di difesa del suolo e di contenimento dei rischi idrogeologici, soprattutto a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane, nonché per consentire la piena bonifica e ricostruzione sui monti colpiti;

quali e quante siano le risorse che si intende destinare alla riqualificazione e al recupero della suddetta area montana e dei territori di cui in premessa, quale contributo per ricostruire le zone devastate dall'incendio.

(2-00197) «Mazzetti, Cortelazzo, Gagliardi, Giacometto, Labriola, Ruffino, Casino, Bergamini, D'Ettore, Mugnai, Ripani, Silli, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena, Occhiuto, Carrara».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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