INTERPELLANZA, ZOLEZZI M5S CAMERA, SU REVISIONE NORMATIVA SPANDIMENTI E SOVVERTIMENTO CICLI AZOTO E FOSFORO

Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00202

presentato da

ZOLEZZI Alberto

testo di

Mercoledì 5 dicembre 2018, seduta n. 94

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

il ciclo dell'azoto è il primo limite planetario sovvertito a livello mondiale, secondo Steffen, con particolare riguardo all'Italia; l'incremento di nitrati in acqua può provocare scarso sviluppo dei bambini, riduzione della biodiversità e incremento di specie aliene; effetti simili al sovvertimento del ciclo del fosforo, che ha un record mondiale nel nostro Paese;

una falda compromessa è molto difficile da bonificare, contamina velocemente un ecosistema;

la direttiva 2000/60 prevede il rispetto dello stato chimico delle acque superficiali (Scas) in tempi brevi; molte regioni italiane hanno chiesto una proroga dei tempi previsti per raggiungere un buon Scas, fra queste la Lombardia;

l'epidemia di polmonite fra Alto Mantovano e bassa Bresciana, con oltre 868 casi, è un unicum mondiale e non può essere sconnessa da cause ambientali. Vengono sparse in quell'area, solo per la parte bresciana, oltre 360 mila tonnellate di fanghi di depurazione all'anno. Si potrebbe supporre una duplice eziologia, da un lato legata all'eccesso di nutrienti in falda per la presenza di discariche e spandimene agrozootecniti (sedimenti che nutrono germi come la legionella) e, dall'altro, allo spandimento di fanghi al suolo (metalli pesanti e geni di resistenza antibiotica);

la resistenza antibiotica uccide in Italia oltre 10 mila persone ogni anno (Ecdc). Gli spandimenti di vari effluenti sono associati a modifiche del «resistoma», la resistenza agli antibiotici dei germi contenuti in suoli e falde, con possibile effetto sulla salute umana;

nel recente studio cinese di Q.-L. Chen e altri Science of the Total Environment 645 (2018), 1230-1237, e nello studio statunitense di Burch, Environ. Sci. Technol., 2017, si mettono in evidenza lo stimolo all'incremento della resistenza antibiotica per effetto genico nella fillosfera (suolo in cui sono immerse le piante) e il possibile contagio umano dovuto a contaminazione di foglie di ortaggi consumate fresche, dopo spandimento, con un'analisi quantitativa che vede il dimezzamento del rischio mediante il compostaggio e la digestione anaerobica praticata sui fanghi di depurazione rispetto a spandimento diretto di fanghi, letame e struvite. Riduzione del rischio si associa a latenza del raccolto di 6 mesi dallo spandimento. Secondo lo studio di Dengmiao Chenga e altri pubblicato su Journal of Environmental Management la riduzione di antibiotico resistenza si associa a una fase di compostaggio ad elevata temperatura (maggiore di 55 °C, termofilia), pH, ed elevato rapporto C/N per il letame;

i suoli di buona parte dell'Europa Mediterranea sono poveri di carbonio e in progressiva desertificazione;

non sarebbe possibile spandere digestati o reflui liquidi del biometano in molte aree nazionali per falde già compromesse e per la direttiva 2000/60 che impone di non peggiorare lo stato chimico delle acque superficiali, ma si moltiplicano le richieste autorizzative di impianti di gestione di rifiuti organici, in particolare in Pianura Padana, con l'asserita volontà di produrre biometano, nonostante l'assenza di tali rifiuti in loco e con il possibile incremento dei turismo dei rifiuti e un ciclo di vita palesemente negativo in termini di produzione energetica netta;

addirittura si segnalano le prime richieste di autorizzare impianti che non prevedono alcuna fase di compostaggio dei digestati come l'impianto di Revere in provincia di Mantova, che prevede appunto una fase di spandimento (R10) diretta dei digestati (oltre 50 mila tonnellate annue) che arriveranno a temperatura massima di 38 °C in fase digestione anaerobica;

recenti sperimentazioni nazionali stanno mostrando notevoli complessità nella raffinazione e netta filiera del biometano, che sembra proposta come una scappatoia per impianti a biogas periferici, giunti al termine della loro incentivazione;

i fattori del duplice binario patologico, sovvertimento dei cicli geochimici di fosforo e azoto e spandimento di fanghi in zone ristrette con modalità ad alto rischio di stimolo all'antibiotico-resistenza, potrebbero potenziarsi a vicenda in termini ecosistemici, di riduzione della biodiversità e di effetti sulla salute umana;

per quanto riguarda i reflui idrici da strutture ospedaliere si segnalano gli studi di Kaitlyn R. Kelly e altri su Progress in Molecular Biology and Translational Science ove si evidenzia l'abbondanza di antibiotici e geni di resistenza antibiotica nei reflui ospedalieri non depurati –:

se il Governo intenda adottare iniziative per rivedere la normativa sugli spandimenti, con particolare attenzione alla separazione dei reflui idrici da strutture ospedaliere e alla prescrizione di tempistiche minime in agricoltura di raccolto postspandimento di fanghi di depurazione;

se intendano adottare iniziative per limitare la produzione di energia da fonti cosiddette «rinnovabili» in caso di «turismo dei rifiuti», con passaggio interregionale dei rifiuti stessi, anche interfacciandosi con altri Ministeri per «tarare» gli incentivi;

se si intendano adottare iniziative per porre specifici limiti normativi per quanto riguarda gli spandimenti di rifiuti azotati, in particolare in aree caratterizzate da matrici ambientali impattate (superamenti dei PM10 in aria, caratterizzate da stato chimico delle acque superficiali scarso o suoli sensibili ai nitrati), prevedendo perlomeno l'obbligo di compostaggio dei digestati;

se si intendano adottare le iniziative di competenza, anche normative, affinché sia valutata la desertificazione di alcuni suoli nazionali e in particolare la povertà di carbonio in relazione all'esigenza di limitare l'autorizzazione in tali località di impiantistica che determini spandimento di reflui poveri di carbonio come gli impianti a biogas e biometano per gestione di rifiuti organici e «verdi» che vedono alternative gestionali più sostenibili come il compostaggio;

se il Governo intenda adottare ogni iniziativa di competenza per implementare il ruolo della «piattaforma del fosforo» in relazione allo studio del ciclo del fosforo e al recupero dello stesso dagli effluenti civili, industriali e agrozootecnici.

(2-00202) «Zolezzi, D'Arrando, Daga, Deiana, D'Ippolito, Federico, Licatini, Maraia, Alberto Manca, Ricciardi, Rospi, Terzoni, Traversi, Varrica, Vianello, Sarli, Sportiello, Trizzino, Troiano, Leda Volpi, Vignaroli, Massimo Enrico Baroni, Bologna, Lapia, Lorefice, Mammì, Menga, Nappi, Nesci, Provenza, Sapia, Sabrina De Carlo, De Girolamo, De Lorenzis, De Lorenzo, De Toma, Del Grosso, Del Monaco, Del Sesto, Di Sarno, Di Stasio, Dieni, D'Incà, Donno, Dori, D'Orso, D'Uva, Ehm».

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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