INTERROGAZIONE, AGOSTINELLI M5S SENATO, SU PROVVEDIMENTI ATTI A SOSTENERE MODELLO BIO

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00245

presentata da 

DONATELLA AGOSTINELLI 
mercoledì 3 ottobre 2018, seduta n.043

AGOSTINELLI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo - Premesso che:

secondo il Rapporto 2018 "Cambia la Terra", promosso da FederBio, con il sostegno di Legambiente, Wwf, Lipu e ISDE, la quasi totalità delle sovvenzioni europee e nazionali va all'agricoltura convenzionale, che utilizza pesticidi, diserbanti e fertilizzanti sintetici;

per i dati elaborati dall'Ufficio studi della Camera dei deputati, su un totale di fondi europei e italiani di circa 62,5 miliardi, al biologico ne vanno solo 1,8 pari al 2,9 per cento delle risorse;

studi e ricerche internazionali dimostrano che l'uso dei pesticidi comporta costi socio-sanitari, per la contaminazione delle acque, per il degrado del suolo e per la perdita della biodiversità naturale. La ricerca Pimentel 2005 valuta questi costi per gli USA in circa 10 miliardi di dollari l'anno;

secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), nel mondo si registrano oltre 26 milioni di casi di avvelenamento da pesticidi all'anno e 258.000 decessi. Uno studio europeo del 2015 ha poi valutato che l'esposizione prenatale a organofosfati (composti base di molti pesticidi ed erbicidi) fa perdere ogni anno 13 milioni di punti di quoziente intellettivo e provoca 59.300 casi di ritardo mentale, con un costo annuo valutabile tra i 146 e i 194 miliardi di euro;

l'agricoltura chimica richiede poi maggiori quantità di energia e particolarmente di idrocarburi: secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute nel 2011, i sistemi di agricoltura biologica utilizzano il 45 per cento in meno di energia rispetto a quelli convenzionali e producono il 40 per cento in meno di gas serra rispetto all'agricoltura basata su metodi convenzionali; 

secondo il quinto rapporto dell'Intergovernmental panel on climate change, "le anomalie climatiche potranno provocare una riduzione della produttività agricola su scala globale compresa tra il 9 e il 21%, da qui al 2050". Viceversa, è ormai un fatto appurato che l'agricoltura biologica è un importante strumento per la lotta ai cambiamenti climatici, dato il ruolo fondamentale che riveste nel sequestrare anidride carbonica dall'ambiente e nel restituire la fertilità ai suoli combattendo attivamente fenomeni come la desertificazione, l'erosione dei suoli e l'effetto serra ("greenreport", del 10 settembre 2018);

uno studio USA del 2014 ("Environmental and Economic Costs of the Application of Pesticides") ha valutato in 284 milioni di dollari l'anno il solo danno diretto dell'uso dei pesticidi per la scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori. Lo sterminio di altri insetti e dei parassiti predatori naturali degli insetti e degli organismi dannosi costa invece, complessivamente, 520 milioni di dollari l'anno, considerando anche la spesa del ricorso a trattamenti fitosanitari;

a parere dell'interrogante appare quindi evidente che il sistema contributivo comunitario e italiano, privilegiando l'agricoltura industriale che fa uso di pesticidi, stia applicando all'inverso la regola "chi inquina paga";

gli agricoltori biologici sono penalizzati da altri costi, come quelli per la certificazione iniziale e per il mantenimento. Va poi considerata la maggior incidenza del costo del lavoro nei campi bio, dato che per raggiungere l'obiettivo di ridare fertilità alla terra occorre più lavoro rispetto a dove si usa la chimica, con un maggior costo stimato nel 30 per cento,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, visto che l'attuale sistema premia l'agricoltura che sostiene scelte ad alto impatto ambientale e sanitario, non ritenga di prendere provvedimenti, e quali, per cambiare la destinazione di una significativa quota di risorse pubbliche al fine di sostenere un modello agricolo più sicuro, più sano e più equo. 

(3-00245)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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