INTERROGAZIONE, BELLANOVA PD SENATO, SU CONTRASTO LAVORO IN NERO

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00331

presentata da

TERESA BELLANOVA

lunedì 5 novembre 2018, seduta n.053

BELLANOVA, MARGIOTTA, FEDELI, PITTELLA, SUDANO, FARAONE, VALENTE, BITI, MANCA, ROSSOMANDO, Assuntela MESSINA, CIRINNA', TARICCO, CUCCA, D'ARIENZO, FERRAZZI, GINETTI, GARAVINI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo - Premesso che:

il 22 ottobre 2018 veniva eseguito un provvedimento di "controllo giudiziario delle aziende'' emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena su richiesta della locale Procura diretta nei confronti di cinque società con sede nel modenese, operanti nel settore della lavorazione delle carni. Dopo aver accertato come decine di lavoratori fossero sfruttati, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni degradanti, indagando quattro persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, gli inquirenti grazie alla legge n. 199 del 2016, meglio nota come "legge sul caporalato", hanno potuto emettere un provvedimento di "controllo giudiziario'', che rappresenta un unicum nel panorama italiano, al fine di garantire la continuità aziendale e, quindi, gli stessi lavoratori;

il 24 ottobre 2018 nelle serre di Vittoria (Ragusa) la Polizia di Stato ha condotto una operazione contro lo sfruttamento della manodopera dei braccianti agricoli che ha portato all'arresto di 4 imprenditori e alla denuncia di altri 3 con l'accusa di caporalato;

in sette aziende agricole sono stati riscontrati lavoratori in nero, alloggi abusivi, fatiscenti ed insalubri per i braccianti, violazioni delle norme sulla sicurezza e discariche illegali;

la squadra mobile di Ragusa ha scoperto nelle sette aziende l'impiego di lavoratori in nero di nazionalità per lo più centroafricana richiedenti asilo, romena, tunisina, in minima parte italiana;

inoltre, la Polizia ha accertato l'impiego di minorenni, non dotati di alcun dispositivo di protezione, mentre irrigavano le serre con fertilizzanti tossici per la salute dell'uomo;

la legge n. 199 del 2016, recante le "Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo", è uno strumento che, come evidenziano gli ultimi dati dell'Ispettorato nazionale del lavoro, funziona. E questo ben al di là delle strumentalizzazioni politiche di parte che mirano a discutere la validità o meno della legge;

l'ultimo rapporto annuale dell'Ispettorato nazionale del lavoro evidenzia che sono stati individuati 5.222 lavoratori irregolari durante le ispezioni effettuate nel 2017 e 387 vittime di sfruttamento in agricoltura per mezzo dell'attività di polizia giudiziaria; sono, inoltre, stati emessi 360 provvedimenti di sospensione di attività imprenditoriali, di cui 312 successivamente revocati a seguito di regolarizzazione;

l'entità stimata dei lavoratori che lavorano totalmente in nero in Italia è ancora molto significativa, e tra le più alte in Europa;

uno strumento di particolare utilità in questi anni, accanto alla legge n. 199 del 2016, è stato il protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura "Cura-Legalità-Uscita dal ghetto" sottoscritto il 27 maggio 2016: si tratta di un'importante azione mirata al contrasto al caporalato nel settore agricolo in alcune aree del Paese, ma del quale non si ha più alcuna notizia di rifinanziamento;

appare evidente che per dispiegare completamente la sua efficacia la legge debba essere applicata integralmente, ovvero anche nelle parti relative alla prevenzione e messa in campo di strumenti virtuosi: dal rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità quale strumento di controllo e prevenzione del lavoro nero in agricoltura, al pieno funzionamento della cabina di regia per il monitoraggio dell'andamento del lavoro agricolo, dal piano di interventi per l'accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali, ai tavoli territoriali con il partenariato sociale e datoriale alla messa in campo delle reti di trasporto pubblico-privato,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti e non ritengano di riferire in Parlamento sugli esiti più complessivi prodotti dall'applicazione della legge che, come si evince, non dispiega i suoi effetti solo nel settore agricolo,

quali iniziative abbiano intrapreso perché possano trovare puntuale applicazione ed efficacia anche i punti della legge inerenti alla prevenzione e all'articolazione della rete del lavoro agricolo di qualità, ivi compreso il riallineamento contributivo e se intendano rifinanziare il protocollo "Cura-Legalità-Uscita dal ghetto"' sottoscritto dal precedente Governo Gentiloni;

quali iniziative abbiano intrapreso, precipuamente il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, in accordo con le Regioni e le Prefetture per monitorare l'andamento dei tavoli territoriali e soprattutto la programmazione e realizzazione dei piani di interventi per l'accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali e delle reti di trasporto pubblico-privato.

(3-00331)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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