INTERROGAZIONE BERNINI, M5S CAMERA, SU APPLICAZIONE ART.14 SU SICUREZZA LAVORO

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06130 presentato da BERNINI Massimiliano, M5S, giovedì 23 luglio 2015, seduta n. 467 per sapere per quali ragioni non sia stato ancora pienamente applicato l'articolo 14 del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, che prevede la sospensione delle attività a rischio

  MASSIMILIANO BERNINI, BENEDETTI, GAGNARLI, L'ABBATE, DE LORENZIS e TRIPIEDI. —Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
   nella giornata di lunedì 20 luglio 2015, veniva «battuta» dai media una notizia riportante l'ennesimo caso di sfruttamento e di mancata applicazione delle più comuni misure in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro in ambito agricolo, ai sensi del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 e successive modificazioni (testo unico, sulla salute e sicurezza sul lavoro);
   la notizia riguarda il decesso in provincia di Lecce, tra S. Isidoro e Avetrana, di un bracciante agricolo di 47 anni originario del Sudan, a seguito probabilmente delle estreme condizioni di lavoro relative alla raccolta dei pomodori in aperta campagna nonostante i 40 gradi centigradi; a nulla è valso l'intervento dei sanitari del 118;
   a dare l'allarme sono stati gli stessi compagni del deceduto che condividevano le medesime condizioni proibitive di lavoro e la tipologia del contratto stagionale, con una retribuzione assolutamente inadeguata rispetto al livello di rischio dell'attività e al numero di ore di lavoro svolte;
   ai sensi del testo unico, sulla salute e sicurezza sul lavoro, Capo III – gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro sezione I – misure di tutela e obblighi – Articolo 15 – Misure generali di tutela –, tra le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro si prevede: a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro; c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo, e altro;
   all'Articolo 17 – obblighi del datore di lavoro non delegabili – il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, ai fini di garantire la Salute la Sicurezza e l'igiene dei lavori durante le attività, di cui è diretto responsabile in sede penale;
   secondo l'articolo 28 del testo unico la valutazione di tutti i rischi aziendali al fine della loro eliminazione alla fonte, deve essere redatta in un apposito documento periodicamente aggiornato, a disposizione degli organi di vigilanza (ASL);
   sempre nel suddetto articolo, il datore di lavoro deve provvedere alla sistemazione dei luoghi di lavoro che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151(N), quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro e quelli derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, come definiti dall'articolo 89, comma 1, lettera a), del decreto, interessati da attività di scavo;
   la valutazione dei rischi deve adeguarsi al progresso della tecnica ed oggi è possibile valutare gli stress termici a cui sono soggetti i lavoratori attraverso vari modelli, tra questi il PHS MODEL (Predicted Heat Strain index) facilmente applicabili e che forniscono un «allert» qualora le condizioni di lavoro divengano proibitive, e altre indicazioni, quali il numero e la lunghezza delle pause ed il quantitativo di acqua da somministrare ai dipendenti per la reidratazione, aspetti che il datore di lavoro è obbligato a rispettare;
   il settore primario è caratterizzato perlopiù da lavori usuranti e pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, e i controlli da parte degli organi di vigilanza risultano essere assolutamente inadeguati;
   il settore primario italiano è molto sensibile ai fenomeni di «lavoro nero» e
sfruttamento anche minorile, come riportano altri recenti fatti di cronaca inerenti al mercato ortofrutticolo di Guidonia, nonché alle infiltrazioni della criminalità; organizzata al punto che la direzione e investigativa antimafia in una recente conferenza stampa parla espressamente di: «Prezzi ortofrutta gonfiati da patto criminale tra Mallardo e Casalesi»;
   il caporalato è stato inserito tra i reati perseguibili penalmente nel 2011, essendo considerato un «reato spia» di infiltrazioni criminali nel settore agricolo: si stima che il giro d'affari connesso alle agromafie sia compreso tra i 12 e i 17 miliardi di euro, il 5-10 per cento di tutta l'economia mafiosa, per la maggior parte «giocato» tra la contraffazione dei prodotti alimentari e il caporalato;
   l'articolo 14 del testo unico – Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori – prevede, al fine di far cessare il pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui all'articolo 92, comma 1, lettera e), che gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano l'impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto dei Ministero del lavoro e delle politiche sociali, adottato sentito il Ministero dell'interno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano –:
   quali iniziative il Governo stia adottando per fronteggiare il fenomeno dilagante dello sfruttamento di alcune categorie di lavoratori e del caporalato nel settore primario, considerando soprattutto che la più diffusa forma di caporalato è proprio quella che riguarda la manodopera agricola, prevedendo controlli incrociati tra produzione dell'azienda agricola, reale fabbisogno della manodopera e contributi versati;
   per quali ragioni non sia stato ancora pienamente applicato l'articolo 14 del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, che prevede la sospensione delle attività a rischio;
   quali iniziative, anche di natura normativa, intendano assumere al fine di evitare il ripetersi di eventi così tragici nel mondo agricolo, con particolare riguardo al potenziamento degli organi di vigilanza, ASL e ispettorati del lavoro, in modo da rendere capillari i controlli presso le realtà imprenditoriali del mondo agricolo;
   se non si ritenga opportuno assumere urgenti iniziative, anche di carattere normativo, al fine di garantire la tutela della salute sui luoghi di lavoro con particolare riguardo alla fattispecie di cui in premessa asicurando la puntuale applicazione dei modelli di stress termico già previsti dalla normativa vigente. (5-06130)

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