INTERROGAZIONE BERNINI, M5S CAMERA, SU UCCISIONE LUPI

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18975

presentato da

BERNINI Paolo

testo di

Martedì 9 gennaio 2018, seduta n. 904

PAOLO BERNINI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

media riportano un ulteriore fatto di cronaca gravissimo avvenuto di recente a Radicofani (Si) e che segnala la dimensione del dramma che riguarda l'uccisione di lupi che sta avvenendo indisturbata anche e soprattutto in Toscana;

nello specifico, a Radicofani, due lupi impiccati sono stati legati al cartello di ingresso della città, come già avvenuto in altre circostanze, come ad esempio a Scansano;

pochi giorni fa un ennesimo episodio similare è avvenuto in provincia di Rieti;

già in precedenti interrogazioni l'interrogante ha evidenziato come questa deriva inaccettabile e questo attacco al patrimonio indisponibile dello Stato siano un fenomeno recrudescente, anche a causa di impropri e inadeguati progetti sul territorio che, anziché risolvere le conflittualità, le hanno acuite, favorendo questi episodi macabri ed inaccettabili per un Paese civile;

infatti, si riscontrano episodi di uccisione dei lupi in aumento. Si rammenta che il lupo è patrimonio indisponibile dello Stato (secondo la ratio della legge n. 968 del 27 dicembre 1977 che ha elevato la fauna selvatica da «res nullius» a «res communitatis», cioè «patrimonio indisponibile dello Stato») e si tratta quindi di una specie particolarmente protetta da numerose normative nazionali ed internazionali;

laddove sono state messe in pratica una serie di azioni «con l'uso di appropriati strumenti di prevenzione si riesce a minimizzare il conflitto tra predatori e zootecnia. Per esempio l'amministrazione provinciale di Firenze è impegnata fin dal 2005 in un progetto di prevenzione che ha portato alla riduzione della predazione del 90 per cento» (fonte Dottor Duccio Berzi «Tecniche, strategie e strumenti per la prevenzione dei danni da predatori al patrimonio zootecnico», Centro per lo studio e la documentazione sul lupo);

secondo i dati del progetto «LIFE Medwolf» (LIFE11 NAT/IT/069), realizzato in Toscana, tra le aziende che hanno denunciato danni da predazione da canidi nel 2014, il 98 per cento di queste possiede allevamenti e pascoli non vigilati da pastori, il 57 per cento non ha cani da pastore-guardiania e solo il 41 per cento ha due cani ogni 500 pecore, l'85 per cento non ha recinzioni per prevenire l'attacco da parte di predatori;

il progetto sopraccitato, sulla base del registro ufficiale delle predazioni, riporta che solo lo 0,3 per cento è la reale percentuale del patrimonio zootecnico ovino colpito dalla predazioni nel 2014, nell'ambito territoriale preso in considerazione dall'indagine scientifica;

la presenza del lupo è un inequivocabile segnale positivo per tutto l'ecosistema e per la biodiversità, è quindi un indicatore biologico, in qualità di top predator, di un ambiente ecologicamente sostenibile;

si è registrata la chiara posizione della Commissione europea che nell'aprile 2014 (E-002258-14) ha espresso la sua viva preoccupazione nei confronti degli atti di bracconaggio dei lupi, considerandolo «una minaccia per la salute dell'ambiente naturale, in particolare per il conseguimento degli obiettivi della direttiva "Habitat" e del primo obiettivo della strategia dell'UE per la biodiversità» –:

se e quali iniziative i Ministri intendano assumere per la prevenzione di altri gravi atti di bracconaggio, anche in considerazione della perdita di patrimonio indisponibile dello Stato, e se a tal fine abbiano intenzione di assumere iniziative per ottenere il dovuto risarcimento, nonché per costituirsi parte civile negli eventuali procedimenti penali;

se e quali iniziative intendano assumere i Ministri interrogati in relazione al grave danno causato dall'uccisione di un gran numero di lupi (considerato che gli esemplari rinvenuti rappresentano presumibilmente una minima parte di quelli uccisi realmente), vista la protezione speciale di cui gode la specie e anche alla luce del grave danno all'immagine – nazionale e internazionale – che si determina e del rischio di boicottaggio dei prodotti agricoli che risulterebbe esser stato prospettato da alcune associazioni.
(4-18975)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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