INTERROGAZIONE BORGHI, PD CAMERA, SU STATO INQUINAMENTO LAGO DI BOLSENA

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06193 presentato da BORGHI Enrico, PD, mercoledì 29 luglio 2015, seduta n. 471 per sapere se non intenda, nel rispetto delle competenze di tutti gli enti territoriali coinvolti, promuovere, per quanto di competenza, uno studio sulla qualità delle acque del lago di Bolsena – monitoraggio di indagine – che relazioni sullo stato di inquinamento generale delle acque provocato sia dalla componente microbiologica sia dalla componente chimica e che attribuisca l'origine dello stesso distintamente alle diverse attività che insistono nel territorio circumlacuale (turismo, agricoltura, altre attività antropiche), anche in vista della prossima scadenza del 31 dicembre 2015, termine entro il quale lo stato ecologico del lago dovrà migliorare da «sufficiente» a «buono»

 

BORGHI e TERROSI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

con la sua superficie di 114 chilometri quadrati, il lago di Bolsena è il più grande lago vulcanico d'Europa e il primo assoluto nella regione Lazio. In base all'applicazione delle direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE – rispettivamente indicate come «direttiva habitat» e «direttiva uccelli» – recepite in Italia dal decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell'8 settembre 1997 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 12 marzo 2003, il lago fa parte dell'elenco dei siti di importanza comunitaria (SIC) e della rete europea di zona di protezione speciale (ZPS) destinate alla conservazione della biodiversità della rete ecologica denominata NATURA 2000;

la rete è nata con lo scopo di preservare gli habitat per i quali i siti sono stati identificati, tenendo in considerazione le esigenze economiche, sociali, culturali e regionali in una ottica di sviluppo sostenibile; essa mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine delle specie che intende salvaguardare e del loro habitat svolgendo un ruolo chiave nella protezione della biodiversità nel territorio dell'Unione europea. Il lago di Bolsena, da questo punto di vista, si contraddistingue per la presenza di ittiofauna diversificata e abbondante e per una ricca avifauna svernante;

con la delibera di giunta del 26 ottobre 2005 n. 913, la regione Lazio ha individuato la provincia di Viterbo quale soggetto deputato alla «Predisposizione delle misure di conservazione per la tutela della ZPS “IT6010055 Lago di Bolsena, Isole Bisentina e Martana” e dei SIC in essa inclusi “(IT6010007) – Lago di Bolsena” e “(IT6010041) – Isole Bisentina e Martana”, attraverso la redazione di specifiche misure di conservazione e del relativo Piano di Gestione»;

purtroppo, da lungo tempo, lo stato di salute del lago di Bolsena desta non poche preoccupazioni;

è noto che la depurazione degli scarichi provenienti dai comuni circumlacuali avviene per il tramite di un collettore di raccolta dei reflui fognari che, unitamente alle 20 stazioni di sollevamento dislocate lungo il tracciato e all'impianto di depurazione ubicato nei pressi del fiume Marta, a circa 3 chilometri dall'incile, sono gestiti dalla società CO.BA.L.B. (comunità bacino lago di Bolsena spa);

i suddetti impianti sono mal funzionanti a causa dei mancati o insufficienti interventi di manutenzione che si protraggono da più anni. Ciò determina una serie di problemi, quali i frequenti sversamenti di liquami fognari nel bacino lacustre; la quantità di questi che non si disperde lungo il tracciato, arriva all'impianto di depurazione ubicato nei pressi del fiume Marta, ma l'attività di depurazione non è efficace visto che lo stesso impianto è ormai al collasso e non più in grado di adempiere alla sua funzione;

è ormai accertato che le tipologie di inquinamento che destano maggiore preoccupazione sono quello di tipo batteriologico, legato alla presenza di enterococchi e colibatteri e quello provocato dall'aumento dei cosiddetti «nutrienti», in particolar modo azoto e fosforo, ambedue connessi alle attività antropiche che si svolgono all'interno del bacino imbrifero;

mentre la prima tipologia può essere risanata eseguendo i necessari interventi a carico degli impianti di depurazione rendendoli funzionanti, l'inquinamento di natura chimica desta maggiori preoccupazioni poiché, anche eliminando le cause dello stesso, necessitano tempi lunghi affinché il sito inquinato ritorni ad uno stato di salubrità accettabile, sempreché non sia stato irrimediabilmente compromesso;

l'azoto e il fosforo possono avere origine agricola, ma sicuramente la loro presenza è imputabile alle sostanze chimiche, quali i detersivi utilizzati per l'igiene umana e per la cura della casa, che giungono al lago con gli sversamenti dei liquami fognari. I suddetti «nutrienti» sono responsabili della esplosione algale, della rarefazione di alcuni bioindicatori e, in generale, dello scadimento della qualità delle acque;

è necessario tenere in debita considerazione il fatto che il bacino del lago di Bolsena ha la caratteristica di essere «a lento ricambio», cioè il tempo necessario a far defluire, attraverso il suo emissario, un volume d'acqua pari al volume del lago, può essere stimato in circa 120 anni. Ciò naturalmente rende il lago estremamente vulnerabile all'inquinamento;

l'ente deputato alla esecuzione delle analisi delle acque del lago di Bolsena che servono anche a definirne la balneabilità, è ARPA Lazio. Dai dati presenti sul sito internet della suddetta Agenzia, si evince che le analisi eseguite sono prevalentemente di natura batteriologica, mentre gli esami relativi alla determinazione dell'indice LTLeco, previsto dal decreto ministeriale ambiente n. 260 del 2010, sembra siano eseguiti solo sui campioni prelevati nella stazione ubicata in comune di Capodimonte;

sarebbe opportuno che Arpa aumenti il numero di siti in cui effettuare i prelievi e le analisi al fine di verificare la presenza di elementi chimici, in particolare azoto e fosforo, che sono notoriamente responsabili dei fenomeni di eutrofizzazione;

come noto il contenuto in arsenico delle acque potabili di molti dei comuni circumlacuali risulta essere al di sopra di quanto previsto dalla normativa vigente. Per superare questo problema il comune di Montefiascone già da tempo adotta la tecnica della miscelazione delle acque che arrivano nelle case dei cittadini, con quelle prelevate dal lago di Bolsena, opportunamente depurate. Tale pratica potrebbe essere utilmente adottata allo stesso scopo da altri comuni che presentano la stessa problematica, solo dopo il ripristino del corretto funzionamento degli impianti di depurazione esistenti e una attenta valutazione degli interventi tecnici che prevedano l'adozione di ulteriori sistemi di depurazione, anche nella realistica prospettiva che i comuni in cui l'acqua potabile presenta valori di arsenico superiori a quelli ammessi dalla normativa vigente decidano di abbassarne il contenuto attraverso la miscelazione con acqua lacuale opportunamente depurata;

risulta che all'inizio di agosto il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, abbia inoltrato ai comuni circumlacuali una lettera avente ad oggetto: «Esposto relativo ad una situazione di criticità ambientale delle acque del lago di Bolsena – Richiesta informazioni» con la quale richiedeva ai sindaci di dettagliare lo stato del bacino lacustre –:

se non intenda, nel rispetto delle competenze di tutti gli enti territoriali coinvolti, promuovere, per quanto di competenza, uno studio sulla qualità delle acque del lago di Bolsena – monitoraggio di indagine – che relazioni sullo stato di inquinamento generale delle acque provocato sia dalla componente microbiologica sia dalla componente chimica e che attribuisca l'origine dello stesso distintamente alle diverse attività che insistono nel territorio circumlacuale (turismo, agricoltura, altre attività antropiche), anche in vista della prossima scadenza del 31 dicembre 2015, termine entro il quale lo stato ecologico del lago dovrà migliorare da «sufficiente» a «buono» (direttiva quadro acque 2000/60/CE). (5-06193)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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