INTERROGAZIONE, CADEDDU M5S CAMERA, SU INSERIMENTO NOCE DI MARE IN ELENCO SPECIE ESOTICHE INVASIVE

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01651

presentato da

CADEDDU Luciano

testo di

Giovedì 2 luglio 2020, seduta n. 365

CADEDDU, ALBERTO MANCA, SCANU, MAGLIONE, DEL SESTO e CILLIS. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo si è manifestata in misura sempre maggiore la presenza della «Mnemiopsis leidyi», ctenoforo appartenente alla famiglia Bolinopsidae, comunemente conosciuto come noce di mare, una specie aliena e altamente invasiva, compresa nella lista delle prime 100 specie invasive a livello mondiale;

originaria dell'Atlantico, introdotta con l'acqua di zavorra delle navi cisterna nel Mar Nero, nel Baltico e nel Caspio, con il tempo ha colonizzato anche altri mari fino a raggiungere il Mediterraneo e anche l'Adriatico; in particolare, è stata trovata in diverse lagune italiane come Orbetello, Grado, Marano e le Lagune Oristanesi e la Laguna di Venezia;

è una specie divoratrice di zooplancton, uova e larve delle specie ittiche, pertanto può alterare la catena trofica, riducendo l'abbondanza degli stock ittici; è ermafrodita caratterizzata da un'impressionante capacità riproduttiva; in sole due settimane diventa adulto (un solo individuo può produrre migliaia di uova al giorno) ed è adattabile in tutti gli ambienti a qualsiasi latitudine e a diversa salinità;

le noci di mare sono inoltre dannose per alcuni sistemi di pesca peculiari delle lagune (la pesca lagunare utilizza attrezzi da posta fissi), in quanto ostacolano l'operatività degli attrezzi per occlusione meccanica: essendo gelatinosi gli ctenofori si attaccano alle reti con la conseguente impossibilità di catturare le specie ittiche di interesse commerciale. Inoltre, l'ammasso di ctenofori nelle reti produce bagliori fluorescenti che allontanano i pesci;

oltre alle ripercussioni ecologiche sulle risorse ittiche, dunque, se la noce di mare dovesse continuare a proliferare in maniera così massiva, nell'arco di pochi anni potrebbe causare grossi danni all'economia di tutto il comparto ittico, dalla pesca alla molluschicoltura, com'è successo nel Mar Nero, dove, alla fine degli anni '80, la biomassa ittica diminuì drasticamente da circa 0,9 a 0,3 milioni di tonnellate;

in Italia sono stati avviati monitoraggi e campionamenti su questa particolare specie ma solo a livello regionale, come il progetto «noce di mare», un programma di osservazioni e di ricerca in laguna di Marano e Grado, finanziato dalla regione autonoma Friuli Venezia Giulia. È necessario, però, che il problema, vista la natura estremamente aggressiva della specie, venga affrontato a livello nazionale ed europeo;

il 26 febbraio 2020, la Commissione europea, in risposta all'interrogazione sulla medesima questione (caso E-004283/2019) presentata dall'eurodeputato Ignazio Corrao, ha affermato di essere a conoscenza della comparsa e diffusione della noce di mare nel Mediterraneo e negli altri mari europei, nonché del suo potenziale impatto sugli stock ittici e sugli ecosistemi marini;

il regolamento 1143/2014 stabilisce il quadro dell'Unione europea per intervenire nei confronti delle specie esotiche invasive. In particolare, l'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento descrive i criteri per l'inserimento delle specie nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale e le misure da applicare per farvi fronte. Ad oggi, però, la Mnemiopsis leidyi non è stata proposta per l'inserimento nell'elenco dell'Unione;

la Commissione conclude dicendo che: «Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca potrebbe fornire opportunità per misure a sostegno della protezione e del ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini nell'ambito di attività di pesca sostenibili. Un sostegno finanziario è potenzialmente disponibile anche attraverso il programma dell'UE per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e i fondi della politica di coesione, indipendentemente dall'inserimento della specie nell'elenco dell'Unione» –:

se, in relazione alla gravità del problema esposto, il Governo intenda promuovere degli interventi nazionali finalizzati a definire l'entità del fenomeno descritto in termini di diffusione e di incidenza sulla biodiversità;

se, il Governo ritenga opportuno presentare alla Commissione europea la richiesta di iscrizione della Mnemiopsis leidyi nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale;

quali iniziative il Governo abbia intrapreso o intenda intraprendere per contenere la presenza di questa specie altamente invasiva e per ridurre il danno economico subìto dagli operatori della pesca, anche alla luce delle opportunità proposte dalla suddetta risposta della Commissione europea.

(3-01651)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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