INTERROGAZIONE CARRA, PD CAMERA, SU SICCITA FIUME PO

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06184 presentato da CARRA Marco, PD, mercoledì 29 luglio 2015, seduta n. 471 per sapere se e quali iniziative il Governo intenda assumere per monitorare con la massima attenzione l'evoluzione dello stato di siccità del più importante fiume italiano e quali misure intenda eventualmente varare per il comparto agricolo e tutti i segmenti di economia territoriale del Po.

 

CARRA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

la prolungata assenza di pioggia sta determinando una condizione di siccità per il fiume Po paragonabile a quella dell'anno 2003;

il livello del fiume scende inesorabilmente di 5-6 centimetri al giorno;

il 15 luglio 2015 a Borgoforte il fiume era tre metri e 2 centimetri sotto lo zero idrometrico, la quota normale di riferimento, e nel 2003 toccò il record di –370 centimetri, a Boretto, la quota è sprofondata a –367 centimetri;

la situazione è grave anche a valle in quanto a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara la portata del fiume si è ridotta a 424 metri cubi al secondo e sulla scorta di quanto accaduto 12 anni fa è noto che quando la portata scende al di sotto dei 400 metri cubi al secondo allora sorge il problema della risalita del cuneo salino dell'Adriatico;

la navigazione, è sospesa su tutta l'asta fluviale in quanto i fondali sono a rischio di spiaggiamento e la situazione più critica è nel tratto fra Ostiglia e Caposotto dove vi è solo un metro d'acqua e ben peggiore è la situazione nel Ferrarese dove in tre punti i fondali misurano appena 70 centimetri;

al momento la centrale termoelettrica di Ostiglia resta in funzione, ma si sta monitorando l'andamento del fiume e stesso discorso vale per i consorzi di bonifica che sono in preallarme;

la cabina di regia dell'autorità di bacino si è riunita per chiedere aiuto ai consorzi dei bacini montani e dei laghi, in particolare del lago Maggiore e quello di Como, per far scendere più acqua nel fiume;

nel 2003 intervenne il Governo, attraverso la protezione civile, per obbligare bacini e laghi a rilasciare flussi maggiori;

particolarmente colpita è l'agricoltura con colture a rischio come ortaggi, frutta, meloni e pomodori, così come sono in grandi difficoltà le coltivazioni di mais necessarie per l'alimentazione degli animali che hanno bisogno di una adeguata irrigazione e per le quali si prospetta un crollo dei raccolti;

particolarmente critica è la situazione per gli allevamenti e la produzione di latte perché con il caldo le mucche arrivano a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi ed a causa dello stress producono in media un 15 per cento in meno di latte –:

se e quali iniziative il Governo intenda assumere per monitorare con la massima attenzione l'evoluzione dello stato di siccità del più importante fiume italiano e quali misure intenda eventualmente varare per il comparto agricolo e tutti i segmenti di economia territoriale del Po. (5-06184)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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