INTERROGAZIONE CATANOSO, FI-PDL CAMERA, SU CERTIFICATI ANTIMAFIA

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12954

presentato da

CATANOSO Basilio

testo di

Mercoledì 20 dicembre 2017, seduta n. 901

CATANOSO e RUSSO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.— Per sapere – premesso che:

il 19 novembre 2017 è entrata in vigore la legge 17 ottobre 2017, n. 161, che contiene «Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al Codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate»;

la norma di cui sopra contiene una disposizione che potrebbe avere effetti devastanti per l'agricoltura italiana;

all'articolo 28 «Acquisizione dell'informazione antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei» si legge: «All'articolo 91 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo il comma 1 è inserito il seguente: 1-bis. L'informazione antimafia è sempre richiesta nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla Politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei»;

la cosiddetta certificazione antimafia, quindi, deve essere presentata per tutte le pratiche che prevedono la concessione di fondi europei;

già si sa che i pagamenti da parte di Agea e degli organismi pagatori sono in cronico ritardo e questa norma, secondo gli interroganti, porterà al blocco di tutto il meccanismo: l'anticipo «Pac» avrebbe dovuto essere pagato entro il 30 novembre, ma ci si è chiesto cosa sarebbe successo dopo il 19;

proprio in virtù del fatto che la lotta alla mafia in tutte le sue articolazioni è sacrosanta e compete a tutti, istituzioni e cittadini, non ci si è resi conto che le prefetture si troveranno di fronte a circa 3 milioni di domande ottenendo proprio l'effetto contrario di quanto ricercato e bloccando tutti gli altri settori economici legati al rilascio di tale certificazione, oltre a quello dell'agricoltura;

un tale compito, cioè definire 3 milioni di certificati antimafia in poche settimane/mesi, è impossibile per una macchina burocratica perfettamente funzionante, e a maggior ragione lo è per la farraginosa e inefficiente burocrazia italiana;

una soluzione che salvi l'agricoltura italiana, qualunque essa sia, anche provvisoria ed in attesa dell'approvazione di una nuova norma che cancelli questo evidente errore giuridico, va ricercata ed attuata: l'alternativa è il caos totale –:

quali iniziative di competenza intenda adottare il Ministro interrogato per risolvere la problematica esposta in premessa.
(5-12954)
(Presentata il 19 dicembre 2017)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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