INTERROGAZIONE CENTINAIO, LN AUT SENATO, SU CANTINE SOAVE E LA VERSA

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08794

presentata da

GIAN MARCO CENTINAIO
giovedì 21 dicembre 2017, seduta n.920

CENTINAIO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

la cantina "La Versa" di Santa Maria della Versa (Pavia), storica realtà vitivinicola dell'Oltrepò Pavese, fondata nel 1905 e simbolo dell'enologia lombarda, a febbraio 2017 è stata acquisita, con un'asta telematica, dopo varie ed animate vicende, per un valore di 4,2 milioni di euro, dalla cordata composta da Terre d'Oltrepò e Cavit;

formalmente la cantina La Versa se l'è aggiudicata la società "Valle della Versa" (newco partecipata da Terre d'Oltrepò e da Cavit con una quota di minoranza) associazione di imprese creata con lo scopo di rilanciare un brand del patrimonio vitivinicolo italiano. Terre D'Oltrepò è una cantina vitivinicola cooperativata dell'Oltrepò Pavese, mentre Cavit è una nota cooperativa trentina che, come è noto agli operatori oltrepadani, controlla commercialmente Terre d'Oltepò, essendo il maggiore acquirente di vini e mosti sfusi;

all'acquisizione de La Versa era interessata anche la Cantina Soave, importante realtà veronese, che, già nei primi giorni di gennaio, aveva presentato un'offerta irrevocabile di acquisto del valore di 4,150 milioni di euro, dopo che il primo bando era andato deserto. Questa offerta avrebbe consentito alla cantina veronese di aggiudicarsi la cantina La Versa, se non si fossero presentati altri contendenti;

successivamente all'offerta della Cantina Soave, infatti, si è fatto avanti il gruppo Terre d'Oltrepò e Cavit. Su queste due offerte, si erano create 2 correnti di pensiero: coloro che consideravano positivo l'arrivo di più offerte per l'acquisizione della Cantina La Versa, dopo la delusione della prima asta che era andata deserta, e coloro che, invece, vedevano nella "riservatezza" con cui veniva condotta l'operazione un rischio di speculazione ai danni della cantina stessa;

ad offuscare la vicenda sembra, come anche riportato da notizie stampa, che si siano verificate delle pressioni durante l'asta di vendita dell'azienda vinicola "La Versa" fatte dal gruppo Terre di Oltrepò, in associazione con il gruppo Cavit, sul curatore fallimentare e sui vertici della cantina sociale di Soave, altro competitor che poi al momento dell'asta ha deciso di non rilanciare, lasciando campo libero alla cordata lombardo-trentina;

da un articolo di stampa si possono leggere delle dichiarazioni del direttore generale di cantina di Soave che ha dichiarato sulla vicenda: "purtroppo secondo me interessi esterni e contrari al territorio Oltrepò con l'operazione La Versa hanno messo una grossa pietra sulla possibilità di rinascita della zona. Ci vuole poco a capire chi ha interesse a continuare ad approvvigionarsi a basso costo. Broni si è prestata", e infine aggiunge "la politica e Martina ci hanno messo del loro";

da un'intervista al ministro Martina rilasciata durante una visita al Canneto Pavese (pubblicata su un articolo di stampa locale il 30 agosto 2016) si evince l'idea programmatica dello stesso sull'Oltrepò. Secondo il ministro: "Terre d'Oltrepò ha una forza incredibile che va sfruttata al meglio. Il compito del Ministero, nei limiti delle sue responsabilità, è quello di aiutare la cantina a superare questo momento difficile." Diverso è il discorso per la cantina "La Versa", alla ricerca di una nuova leadership, infatti, sempre secondo il ministro: "La leadership non dovrà essere extraterritoriale, ma deve esserci una maturazione della classe dirigente in casa";

sembra, infatti, a quanto risulta all'interrogante sempre come riportato da organi di stampa, che nei giorni precedenti alla rinuncia "forzata" di Cantina Soave vi fu un incontro tra il ministro Martina e i vertici di Terre d'Oltrepò oltre che un incontro tra il mondo della cooperazione oltrepadana e nazionale con esponenti del Partito democratico per trovare una soluzione territoriale della vicenda e che La Versa, quindi, rimanesse nella loro sfera di influenza e questo, sembra aver portato, alla discesa in campo della cordata Terre-Cavit, frenando le ambizioni della cantina veronese di Soave, alla quale un consistente numero di ex soci conferitori La Versa, distribuiti nella valle omonima, avevano fatto recapitare una raccolta di firme per sostenere l'acquisto e dare fiducia all'azienda veronese;

per il territorio dell'Oltrepò pavese è strategico che l'impianto della cantina La Versa riparta, indipendentemente da chi abbia vinto la competizione. La cantina La Versa è l'incarnazione di una filosofia che punta a far sì che il mercato del vino concentri maggiormente l'attenzione verso produzioni di alto valore, in quanto si ha bisogno di valore e non di quantità e che le uve vengano remunerate in modo adeguato. Dal rilancio della cantina "La Versa" ci si aspetta un rilancio generale dell'area e del territorio,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non intenda chiarire con la massima urgenza la sua posizione in merito al ruolo assunto nella vicenda e il reale svolgimento dei fatti che hanno visto la cantina Soave fare una prima offerta per aggiudicarsi la cantina La Versa, successivamente non rilanciata, così permettendone l'acquisizione da parte dell'altro concorrente.

(4-08794)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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