INTERROGAZIONE, DE CARLO FDI CAMERA, SU INIZIATIVE A SOSTEGNO ALLEVATORI DI MONTAGNA

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-00890

presentato da

DE CARLO Luca

testo di

Martedì 6 novembre 2018, seduta n. 77

LUCA DE CARLO e CARETTA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

in Italia ben il 47,5 per cento della superficie è montana e il numero di aziende agrarie montane è pari al 31 per cento del totale delle aziende nazionali;

il valore dell'agricoltura montana in Italia ammonta a 9,1 miliardi di euro di cui 6,7 miliardi sugli Appennini e 2,4 miliardi sulle Alpi;

il 53 per cento degli allevamenti si trova in montagna, e la produzione in montagna di latte bovino italiano rappresenta il 17,9 per cento del totale delle produzioni di montagna d'Europa;

il settore lattiero caseario ha già dovuto affrontare negli anni scorsi una pesante crisi e solo nel 2017 si è vista una timida ripresa dei prezzi pagati all'allevatore;

nella provincia di Belluno, provincia tutta montana ad esempio, il numero delle stalle si è praticamente dimezzato in meno di un decennio, passando da 500 alle attuali 250;

nel corso dell'anno il 2018 il prezzo del latte è nuovamente crollato a causa di una sovrapproduzione europea e del calo del prezzo del burro, cui si aggiunge la concorrenza interna di qualche regione italiana che ha aumentato moltissimo la produzione causando una saturazione del mercato;

proprio nella provincia di Belluno il latte è pagato 35 centesimi al litro, a fronte di costi di produzione compresi tra i 45 e i 55 centesimi;

vanno considerati, inoltre, gli ingenti danni subiti dal settore a seguito degli eventi meteorologici degli scorsi giorni;

soprattutto nelle aree di montagna gli agricoltori svolgono un ruolo imprescindibile per il territorio e per l'ambiente: il presidio di montagna, infatti, ha ricadute positive, anche per quanto riguarda l'aspetto idrogeologico, e crea un indotto economico in aree marginali anche sotto il profilo turistico –:

quali siano le iniziative che il Governo intende adottare per supportare concretamente gli allevatori di montagna.

(5-00890)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 7 novembre 2018

nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)

5-00890

Signor Presidente, Onorevoli deputati,

il settore del latte bovino viene sostenuto dalla Politica agricola comune, in particolare attraverso l'articolo 52 del regolamento (UE) n. 1307/2013, che destina specifici contributi ai settori in difficoltà.

Alle vacche da latte è infatti concesso un premio accoppiato in favore di ciascun animale che abbia partorito nell'anno solare di riferimento, a condizione che sia allevato in una stalla il cui latte consegnato possa dimostrare di rispettare almeno due dei seguenti tre parametri igienico-sanitari: a) tenore di cellule somatiche inferiore a 300.000 per ml; b) tenore in carica batterica inferiore a 40.000 per ml (a 30o C); c) una concentrazione in proteine superiore al 3,35 per cento.

Qualora la vacca venga mantenuta per almeno sei mesi in un allevamento montano, l'allevatore ha diritto ad un premio ulteriore.

Inoltre, per il 2019 è stato previsto uno specifico plafond destinato ai soli allevamenti di montagna pari a circa 25 milioni di euro, che consentirà così di salvaguardarne il sostegno anche in caso di diminuzione del numero complessivo dei capi presenti in zone montane, aumentandone il premio unitario.

Come ulteriore aiuto per gli agricoltori delle zone di montagna e quelli delle aree svantaggiate localizzati nei comuni colpiti dal terremoto nel 2016 e 2017 è stata prevista la possibilità di accedere al regime di aiuto nazionale a favore della zootecnia estensiva istituito da questo Ministero con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2018. Il regime di aiuto funziona con le regole del de minimis agricolo, il cui limite è pari a 15.000 euro nell'arco di tre esercizi finanziari.

I richiedenti devono possedere i seguenti requisiti: presenza di prati permanenti ammissibili ubicati in zone montane; i prati permanenti ricadenti nei comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017 sono ammissibili all'aiuto anche se situati in zone svantaggiate; le superfici agricole oggetto dell'aiuto devono risultare a disposizione dell'azienda richiedente alla data della presentazione della domanda di aiuto, essere mantenute in uno stato idoneo al pascolo e, per ciascun ettaro di prato permanente dichiarato nel piano di coltivazione, il carico di bestiame annuo deve essere compreso tra 0,1 e 6 UBA.

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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