INTERROGAZIONE DE POLI, POPOLARE, SU FONDATEZZA MISURE ADOTTATE DA COOPERATIVE PESCA A CHIOGGIA E VENEZIA

Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-04281 presentata da ANTONIO DE POLI, AREA POPOLARE, mercoledì 15 luglio 2015, seduta n.484 per sapere se i Ministri in indirizzo possano intervenire nelle opportune sedi istituzionali dell'Unione europea, affinché sia possibile individuare una soluzione che riconosca la fondatezza e correttezza delle misure adottate dallo Stato italiano negli anni 1994-1996 in favore delle cooperative del comparto ittico operanti a Chioggia e a Venezia.

 

DE POLI - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

 

la profonda crisi economica che ha investito tutti i settori del nostro Paese sta colpendo pesantemente tutto il mondo produttivo, le aziende, i lavoratori e le loro famiglie ed in questo contesto va inquadrata la vicenda relativa agli sgravi contributivi relativi al biennio 1994/96, di cui hanno beneficiato numerose cooperative ittiche di Venezia e Chioggia;

 

lo Stato, quale supporto al difficile territorio lagunare, ne ha riconosciuto e certificato la fragilità intrinseca e strutturale e, per assicurarne la vitalità socioeconomica e consentirne l'accesso al mercato, a parità di condizioni rispetto agli altre aree, ha varato la cosiddetta legge speciale per Venezia e Chioggia (legge del 16 aprile 1973, n. 171), il cui art. 1 così recita: "La salvaguardia di Venezia e della sua laguna è dichiarata problema di preminente interesse nazionale. La Repubblica (…) ne assicura la vitalità socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell'assetto territoriale della Regione";

 

appare evidente, al riguardo, come gli sgravi contributivi così disposti fossero perfettamente coerenti con gli obiettivi della legge speciale per Venezia e Chioggia cui si è fatto riferimento: tutto in funzione di garantire lavoro e socialità in territori caratterizzati, per le fragilità strutturali e le ridotte prospettive occupazionali, in seguito alla progressiva e costante diminuzione della popolazione residente;

 

tuttavia, con provvedimento emesso in data 25 novembre 1999, la Commissione europea ha ritenuto che le agevolazioni contributive riconosciute dallo Stato italiano dovessero essere ricomprese nel genus dei cosiddetti "aiuti di Stato", non consentiti, perché diretti a falsare la concorrenza e ad incidere negativamente sugli scambi comunitari, determinando il concreto pericolo che alle imprese di altri Stati membri venisse impedito, nei fatti, di esportare i loro prodotti;

 

in seguito ad interrogazione con richiesta di risposta scritta E-007179/2015 del 1° luglio 2015 con oggetto "Recupero degli sgravi contributivi concessi alle cooperative di pesca operanti nel territorio insulare di Venezia e di Chioggia", nella risposta di Margrethe Vestager a nome della Commissione si legge: "A norma dell'articolo 14 del regolamento 659/1999 (regolamento di procedura relativo agli aiuti di Stato), le autorità italiane sono tenute ad adottare tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dai beneficiari secondo le procedure previste dalla legge nazionale. In tale contesto, le autorità dello Stato membro sono tenute a identificare i beneficiari e quantificare l'aiuto che deve essere restituito. Ciò comporta la corretta identificazione degli enti che hanno beneficiato del vantaggio e l'eventuale esclusione degli importi dell'aiuto coperti dal regolamento de minimis";

 

dai prospetti di sintesi per le annualità interessate ricavati dai modelli di denuncia contributiva DM10 si evince, però, che le imprese di pesca socie di Coopesca hanno beneficiato individualmente, per il biennio in oggetto, di sgravi contributivi non superiori a 30.000 euro, quindi al di sotto dei limiti dei massimali de minimis previsti dalla normativa comunitaria, visto che il limite del de minimis è rapportabile ad ogni singolo soggetto, anche se il versamento avviene cumulativamente per il tramite della cooperativa,

 

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo possano intervenire nelle opportune sedi istituzionali dell'Unione europea, affinché sia possibile individuare una soluzione che riconosca la fondatezza e correttezza delle misure adottate dallo Stato italiano negli anni 1994-1996 in favore delle cooperative del comparto ittico operanti a Chioggia e a Venezia.

 

(4-04281)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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