INTERROGAZIONE DE ROSA, M5S CAMERA, SU UTILIZZO FIUME TICINO PER SITO EXPO

Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06229 presentato da DE ROSA Massimo Felice, M5S, venerdì 31 luglio 2015, seduta n. 473 per sapere se il Governo fosse consapevole, alla luce delle valutazioni tecniche disposte, che l'utilizzo delle acque del Ticino per il sito Expo avrebbe creato una stretta interdipendenza fra i criteri minimi necessari alla sopravvivenza delle attività interconnesse al fiume Ticino ed alla sua biodiversità e le esigenze di produzione delle centrali idroelettriche delle pre-Alpi italiane e del Canton Ticino;

 

DE ROSA, BUSTO, DAGA, TERZONI, MICILLO, MANNINO e ZOLEZZI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il livello del fiume Ticino diminuisce di circa dieci centimetri al giorno, mettendo a rischio le oltre settemila aziende agricole del territorio e le attività che fanno del fiume la loro fonte di sopravvivenza;

la notevole quantità d'acqua usata da Expo2015 per riempire i canali limitrofi e la cosiddetta «lake arena» del sito espositivo hanno notevolmente ridotto la portata del Ticino. Il livello del fiume risulta essere di 3 metri sotto la media, in alcune zone del suo letto l'acqua ha lasciato spazio a secche e cumuli di sabbia così alti da essere quasi impossibili da rimuovere, arrecando gravissimo pregiudizio alle biodiversità presenti nell'area;

il rischio di siccità è ormai una realtà tanto che il consorzio del Ticino ha chiarito che se non si rivedranno le direttive del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ticino dovesse avere scarsa disponibilità d'acqua, la priorità di utilizzo delle acque andrà all'agricoltura, come da normativa, impoverendo significativamente l'allestimento del sito Expo2015, con gravi ricadute di immagine per il nostro Paese;

secondo l'accordo sulla gestione delle acque, raggiunto tramite la decisione presa a Roma dal Comitato istituzionale per la regolazione delle acque del lago e del fiume, nel Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e presieduto dal Ministro Gian Luca Galletti, d'intesa con le regioni interessate (la Lombardia e il Piemonte), si è stabilito di portare la quota massima di gestione del lago Maggiore, precedentemente ridotta dallo stesso Ministero ad 1 metro, fino a quota 1,25 per arrivare a 1,5 metri di livello dell'acqua in cinque anni;

la gestione imposta con il livello di riferimento a 1,25 metri, causando modifiche frequenti dei livelli e delle portate di valle e di livello a monte, porterà rilevanti danni agli ambienti naturali presenti posti sotto tutela oltre ad invalidare 5 anni di sperimentazione del deflusso minimo vitale attuata secondo programmi definiti dalle 2 regioni;

sarebbe invece opportuno il ripristino immediato a 1,5 metri, come avvenuto fino al recente 2013. Per 7 anni è stato mantenuto tale livello senza che fossero evidenziate criticità significative di alcun tipo né idrauliche né di uso del territorio, come invece paventato, superficialmente, dalla Confederazione Svizzera, anzi nel 2012 anno di forte siccità in tutta Italia questo 0,50 metri in più avevano garantito la riserva d'acqua che aveva consentito di soddisfare tutte le esigenze sia agricole che ambientali –:

per quale motivo il Governo non abbia assunto iniziative per valutare in ogni suo aspetto e criticità, preventivamente all'approvazione del progetto del sito dell'Expo2015, il rapporto fra costi e benefici che avrebbe comportato l'utilizzo delle acque del Ticino;

se il Governo fosse consapevole, alla luce delle valutazioni tecniche disposte, che l'utilizzo delle acque del Ticino per il sito Expo avrebbe creato una stretta interdipendenza fra i criteri minimi necessari alla sopravvivenza delle attività interconnesse al fiume Ticino ed alla sua biodiversità e le esigenze di produzione delle centrali idroelettriche delle pre-Alpi italiane e del Canton Ticino;

se, alla luce di quanto sopra esposto, non si ritenga opportuno assumere iniziative per rivedere il livello di 1 metro e 25 sopra lo zero idrometrico del lago Maggiore, deciso dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in accordo con le regioni Lombardia e Piemonte e autorità di bacino, ed innalzarlo immediatamente a 1,5 metri. (5-06229)

 

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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