INTERROGAZIONE, DI MURO LEGA CAMERA, SU DELIMITAZIONE AREE MARITTIME ITALIA-FRANCIA

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02831

presentato da

DI MURO Flavio

testo di

Lunedì 7 ottobre 2019, seduta n. 233

DI MURO, VIVIANI, ZOFFILI, FORMENTINI, BILLI, COMENCINI, GRIMOLDI, PICCHI e RIBOLLA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

l'Accordo sulla delimitazione delle aree marittime di rispettiva giurisdizione tra la Francia e l'Italia, firmato il 21 marzo 2015 a Caen, non è in vigore in quanto non ratificato dall'Italia;

l'Accordo di Caen, sottoscritto dall'allora Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, è stato osteggiato sin dall'inizio in modo particolare dai pescatori liguri, sardi e toscani che si vedrebbero scippate le risorse ittiche che cadrebbero sotto la giurisdizione francese;

su tale Accordo e sulle sue conseguenze sono stati presentati numerosi atti di sindacato ispettivo, sia alla Camera che al Senato, soprattutto nella scorsa legislatura;

in data 4 febbraio 2016 il Governo all'epoca in carica rispondeva, alla Camera, ad una interrogazione riguardante le circostanze che avevano portato al sequestro di un peschereccio italiano da parte della Francia, riportando come i francesi avessero chiesto scusa perché la dogana francese aveva contestato per errore il mancato rispetto del trattato del 21 marzo 2015, che appunto non era ancora in vigore; nella risposta a tale interrogazione si ricordava inoltre che, da parte italiana, al negoziato avevano partecipato, ognuno per la propria parte di competenza specifica, i Ministeri dell'ambiente per gli aspetti di protezione ambientale, della difesa per gli aspetti di sicurezza, dello sviluppo economico per la piattaforma continentale, delle infrastrutture e trasporti per gli aspetti di navigazione marittima, delle politiche agricole per le questioni legate alla pesca e dei beni culturali per gli aspetti di protezione di tali beni;

il Governo pro tempore, in quella sede, segnalava inoltre come fossero in corso «approfondimenti da parte delle Amministrazioni competenti al termine dei quali sarà effettuata una valutazione globale sull'accordo del 2015, anche ai fini dell'eventuale avvio della procedura di ratifica parlamentare»;

le forze politiche presenti in Parlamento e i Governi che si sono succeduti dal 2015, non hanno proceduto alla presentazione di un provvedimento di ratifica in quanto l'Accordo è profondamente osteggiato dai cittadini italiani che vedono nella sua implementazione un ulteriore cedimento alle pressioni francesi –:

se il Governo sia al corrente dell'esito degli approfondimenti citati in premessa e quali siano le intenzioni al riguardo, nonché gli eventuali nuovi accordi che intende sottoscrivere con la Francia a proposito del confine marittimo con il nostro Paese, anche alla luce dei nuovi assetti creatisi con la nomina del componente italiano alla Commissione europea.

(5-02831)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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