INTERROGAZIONE, DURNWALDER SVP-PATT UV SENATO, SU NORMATIVA DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00273

presentata da

MEINHARD DURNWALDER

giovedì 11 ottobre 2018, seduta n.046

DURNWALDER - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo - Premesso che:

l'articolo 83, comma 3-bis, e l'articolo 91, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e successive modificazioni ed integrazioni, stabiliscono che la documentazione antimafia è sempre prevista nelle ipotesi di concessione di terreni agricoli demaniali che ricadono nell'ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscono di fondi europei per un importo superiore a 5.000 euro;

l'articolo 1, comma 1142, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha introdotto una disciplina transitoria, limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei, innalzando a 25.000 euro la soglia di applicazione della deroga per tutti i contributi erogati fino al 31 dicembre 2018;

considerato che:

a decorrere dal 1° gennaio 2019 scatterà quindi l'obbligo di corredare di documentazione antimafia i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei per importi inferiori a 25.000 euro;

il numero dei soggetti coinvolti (Regioni, centri di assistenza agricola, organismi pagatori) nel sistema dei pagamenti in agricoltura rende molto complicata la procedura;

la documentazione antimafia, in via transitoria e fino al pieno funzionamento del sistema informatizzato ovvero della banca dati nazionale unica, deve essere rilasciata dalle prefetture, ai sensi dell'art. 99-bis del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le quali si troverebbero ad evadere un numero considerevole di domande in pochi mesi (si stima che a decorrere dal 2019 sarebbero circa 500.000 le aziende che dovranno presentare la documentazione) con il rischio di paralizzare il loro lavoro mettendo a rischio i pagamenti a favore degli agricoltori;

AGEA ha dichiarato di non aver ancora completato le procedure informatiche che permetterebbero lo scambio dati con il Ministero dell'interno e l'acquisizione automatica della documentazione antimafia prevista dal comma 3-bis dell'articolo 83 e dal comma 1-bis dell'articolo 91 citati;

il direttore generale di AGEA, dottor Gabriele Papa Pagliardini, ha spiegato che il mancato pagamento degli aiuti PAC nei termini previsti dai regolamenti dell'Unione europea "determinerebbe danni irreversibili per lo Stato, in quanto le spese non riconosciute e finanziate dall'UE permangono a carico dell'Erario";

considerato altresì che, per dare tempo alle prefetture di smaltire le richieste della documentazione antimafia presentate dalle aziende che usufruiscono dei fondi europei per importi superiori a 25.000 euro e per permettere ad AGEA di riorganizzarsi a seguito dell'introduzione delle disposizioni citate, durante l'esame del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018, n. 108, è stato presentato dall'interrogante un emendamento volto a prorogare al 31 dicembre 2019 la disciplina transitoria di cui al comma 1142 citato e che tale emendamento è stato respinto dalla Commissione competente;

tenuto conto che:

lo stesso dottor Papa Pagliardini, nella sua audizione dinanzi alla XIII Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei deputati avvenuta in data 11 luglio 2018, ha sottolineato le problematiche applicative connesse alla normativa antimafia attualmente in vigore auspicando la necessità dell'attivazione delle necessarie iniziative applicative per un'eventuale ulteriore proroga dei tempi di entrata in vigore a pieno regime della nuova normativa; in difetto di tale proroga la non completa realizzazione della piena operatività delle procedure automatizzate riferibili all'acquisizione della documentazione antimafia è suscettibile di compromettere fortemente le attività di erogazione degli aiuti correlati alla politica agricola;

la stessa AGEA, constatato il mancato funzionamento delle procedure automatizzate, starebbe preparando una circolare secondo la quale gli agricoltori dovranno presentare al momento della domanda ulteriore documentazione relativa alla propria iscrizione alla camera di commercio ed ai propri familiari conviventi;

preso atto che la pubblica amministrazione, ai sensi dell'art. 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni, deve acquisire d'ufficio la documentazione attestante atti, fatti, qualità e stati soggettivi necessari per l'istruttoria del procedimento, già in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero quando essi sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni,

si chiede di sapere:

se non sia il caso rivedere la normativa citata, e se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi al fine di una modifica degli articoli 83, comma 3-bis, e 91, comma 1-bis, del codice antimafia ai fini di un'eventuale abrogazione o un'ulteriore proroga dell'entrata in vigore;

se non intenda evitare ulteriori oneri burocratici a carico degli agricoltori applicando i principi di trasparenza previsti dalla vigente normativa e non richiedendo documentazione acquisibile d'ufficio.

(3-00273)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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