INTERROGAZIONE FALCONE, PD CAMERA, SU CONTRAFFAZIONE AGROALIMENTARE E ATTIVITÀ COMMERCIALI ETNICHE

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19009

presentato da

FALCONE Giovanni

testo di

Mercoledì 17 gennaio 2018, seduta n. 905

FALCONE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

secondo quanto risulta da un articolo, pubblicato il 13 gennaio 2018, dal quotidiano «la Repubblica» edizione di Genova, una donna di origine ecuadoriana, dopo aver mangiato del riso acquistato in un negozio etnico, ha accusato disturbi gastrointestinali e si è presentata all'ospedale Galliera, per essere successivamente dimessa;

la suesposta vicenda, che si aggiunge ad un altro caso analogo verificatosi nei giorni scorsi, desta allarme e preoccupazione, in quanto l'alimento in questione sarebbe stato acquistato nello stesso negozio messo all'indice da una intera famiglia (anche questa sudamericana) che nei giorni precedenti ha avuto gli stessi malori dopo aver mangiato del riso etnico, tanto da interessare i carabinieri del Nas, che hanno provveduto a prelevare dei campioni dell'alimento e a inviarli ai laboratori dell'Arpal e a quelli dell'Istituto zooprofilattico di Torino (competente anche per la Liguria);

l'articolo in precedenza richiamato evidenzia, a tal fine, che nel 2011 riguardo alla questione del riso adulterato si era diffusa la notizia sui media di tutto il mondo che in Cina veniva prodotto falso riso, aggiungendo inoltre che l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, già allora aveva ricostruito la vicenda di questo alimento artificiale e aveva classificato il «Riso con plastica» fra i 13 potenziali rischi emergenti della catena alimentare;

l'interrogante evidenzia, al riguardo, come il fenomeno della contraffazione e dell'adulterazione, nel settore agroalimentare ed in particolare in quello risicolo, rappresenta, com'è noto, nel nostro Paese, un problema di rilevante complessità con conseguenze economiche e sanitarie talvolta significative per i consumatori e per i produttori;

in questo ambito, quello della contraffazione rappresenta infatti un mercato «nero» in continua espansione, che si è evoluto negli ultimi anni, complici anche le nuove tecnologie, a cui si aggiunge un pericoloso e complesso fenomeno transnazionale che incide pesantemente sul settore economico-finanziario e su quello sociale;

l'interrogante rileva, inoltre, come il vigente quadro normativo dei reati agroalimentari permanga obsoleto e debole, principalmente per effetto della disordinata stratificazione di fonti diverse e della inadeguatezza dei rimedi tradizionali rispetto alla dimensione ormai transnazionale della criminalità di settore, nonostante il lodevole lavoro svolto quotidianamente dagli organismi preposti alla vigilanza e all'attività di contrasto all'agro-pirateria;

nello specifico settore risicolo, l'interrogante evidenzia altresì che (l'Italia è il principale produttore di riso a livello europeo) il mercato nazionale è caratterizzato da una percentuale massiccia di riso importato da Paesi asiatici, la cui qualità e dubbia provenienza, non garantiscono adeguati livelli di tutela per la salute e la sicurezza del consumatore;

attuare degli interventi normativi, nonostante le recenti misure adottate anche in ambito comunitario, che evidentemente non risultano sufficienti a contrastare in maniera rigorosa il fenomeno della contraffazione anche nel settore risicolo, risulta pertanto a parere dell'interrogante, urgente e necessario al fine di ristabilire l'ordine e garantire il libero svolgimento delle attività sul mercato agroalimentare e un più elevato livello di tutela della salute pubblici dalle frodi commerciali –:

quali orientamenti il Governo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se, in considerazione del perpetuarsi del fenomeno legato alla contraffazione e all'adulterazione nel settore agroalimentare, che spesso determina effetti nocivi per la salute del consumatore, non convenga della necessità di intervenire in sede comunitaria, al fine di ristabilire i dazi doganali con i Paesi del Sud-est asiatico, per proteggere le produzioni cerealicole italiane;

quali iniziative di competenza il Governo intenda intraprendere, al fine di rafforzare gli interventi di tutela e di repressione in relazione alle attività commerciali etniche presenti nel nostro Paese, che spesso vendono prodotti agroalimentari nocivi per la salute dei consumatori.
(4-19009)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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