INTERROGAZIONE, FERRAZZI PD SENATO, SU GESTIONE E CONTENIMENTO CINGHIALI

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00767

presentata da

ANDREA FERRAZZI

martedì 16 aprile 2019, seduta n.108

FERRAZZI, TARICCO, MIRABELLI, MESSINA Assuntela, SUDANO, MAGORNO, SBROLLINI, BITI, ROJC, D'ARIENZO, VATTUONE, GRIMANI, BINI, ASTORRE - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

per effetto della la legge n. 221 del 2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2016, è vietata l'immissione di cinghiali su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agri-turistico-venatorie adeguatamente recintate. Nella legge è previsto il divieto di foraggiamento di cinghiali, ad esclusione di quello finalizzato alle attività di controllo;

la legge n. 157 del 1992, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", inserisce la specie cinghiale tra le specie oggetto di prelievo venatorio, stabilendo l'arco temporale massimo di tale prelievo e stabilisce che alle Regioni, attraverso le leggi di recepimento della norma nazionale e i calendari venatori, spetta la regolamentazione del prelievo;

è in costante aumento, in tutte le regioni, il numero degli abbattimenti della specie cinghiale, sia attraverso la modalità della caccia in battuta, sia della caccia in braccata e sia nella tipologia della caccia di selezione;

la legge n. 157 del 1992 dispone, all'art. 1, comma 1, che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale e al comma 2 che l'esercizio dell'attività venatoria è consentito purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole;

la legge, all'articolo 10, comma 8, lettera f), stabilisce che nei piani faunistici venatori approvati dalle Regioni sono ricompresi criteri per la determinazione del risarcimento in favore dei conduttori dei fondi rustici per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e alle opere approntate su fondi vincolati per gli scopi di cui alle lettere a), b), e c);

considerato che:

con sempre maggiore assiduità si registrano incidenti stradali causati dall'attraversamento di animali selvatici con particolare riferimento alla specie cinghiale. L'Osservatorio ASAPS nell'anno 2017 ha registrato 155 incidenti significativi (solo quelli con persone ferite o decedute) col coinvolgimento di animali, nei quali 14 persone sono morte e 205 sono rimaste seriamente ferite. 123 incidenti sono avvenuti di giorno e 32 di notte. 145 sulla rete ordinaria e 10 nelle autostrade. Nei primi 10 mesi del 2018 l'Osservatorio ASAPS ha registrato 118 eventi gravi che hanno causato 10 morti e 155 feriti. L'escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime è il risultato dell'incontrollata proliferazione dei cinghiali presenti in Italia, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città;

negli ultimi 10 anni il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime delle organizzazioni professionali agricole. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è a rischio per il loro proliferare con l'invasione di campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all'anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime;

sono aumentate le richieste di risarcimento danni da parte delle imprese agricole e dei conduttori di fondi agricoli. Per tali incombenze si attinge ai fondi derivanti dalle tasse regionali pagate dai cacciatori, che potrebbero essere meglio utilizzate per la gestione faunistica e ripristino di habitat da parte dei comitati di gestione degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini;

ritenuto che:

le sollecitazioni e le richieste avanzate in sede di 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato di avviare sul tema della presenza e della gestione dei cinghiali una specifica riflessione, scevra da condizionamenti pregiudiziali e fondata su statistiche e dati scientifici, anche attraverso specifiche audizioni delle associazioni, delle organizzazioni e degli enti interessati a tale problematica, sono rimaste inevase, nonostante il largo consenso ottenuto da tale proposta;

tale riflessione sarebbe stata propedeutica alla possibilità di giungere a proposte condivise che tengano unite salvaguardia faunistica, tutela dei territori e rispetto del lavoro agricolo e quindi avviare l'iter di modifica dell'attuale legislazione,

si chiede di sapere il Governo intenda istituire un tavolo di confronto e di lavoro con Regioni e Commissioni parlamentari competenti per valutare l'intera problematica e definire un piano straordinario di contenimento della specie cinghiale, anche attraverso specifiche iniziative legislative.

(3-00767)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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