INTERROGAZIONE GARAVINI, PD CAMERA, SU MISURA RESTO AL SUD

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18701

presentato da

GARAVINI Laura

testo di

Lunedì 4 dicembre 2017, seduta n. 896

GARAVINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

il decreto-legge n. 91 del 2017, recante Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, convertito dalla legge n. 123 del 2017, contiene disposizioni in favore dell'imprenditoria giovanile del Sud, tra cui rileva la misura denominata «Resto al Sud» e quella relativa al recupero e alla valorizzazione delle terre abbandonate e incolte;

la misura «Resto al Sud» (articolo 1 del decreto-legge) prevede incentivi per i giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, a condizione di taluni requisiti soggettivi per accedervi, tra cui anche la residenza all'estero, al fine di promuovere nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;

per quanto concerne la «Banca delle terre abbandonate o incolte» (articolo 3 del decreto-legge) si prevede che, in via sperimentale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, i comuni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia provvedano a una ricognizione di terreni ed aree di cui sono titolari per poterli assegnare, in concessione o in affitto, a soggetti in età compresa tra i 18 e i 40 anni, successivamente all'emanazione di bandi da parte dei comuni medesimi, nel rispetto dei principi stabiliti dalla norma in esame e dalla legislazione vigente in materia di terre incolte e abbandonate, sia statale che regionale. Lo scopo della misura è quello di un recupero produttivo con la promozione di nuove imprese nel settore agricolo, artigianale, commerciale e turistico-recettivo (con priorità ai progetti di riuso di immobili dismessi che escludano ulteriore consumo di suolo non edificato e a quelli con elevati standard di qualità architettonica e paesaggistica) ma anche quello di salvaguardare gli equilibri idrogeologici e l'ambiente;

la procedura indicata ai commi 16 e 17 dell'articolo 3 del decreto-legge prevede che i comuni trasmettano alle regioni l'elenco dei beni censiti ed assegnati ai fini dell'inserimento nella banca delle terre agricole, stabilendo che coloro che intendano realizzare attività artigianali, commerciali e turistico-ricettive possano usufruire dell'incentivo «Resto al Sud», con estensione anche alle imprese agricole;

nonostante l'ampiezza di definizioni di cui all'articolo 3 del decreto-legge, la disposizione relativa alla banca delle terre abbandonate, a differenza della misura «Resto al Sud», non menziona esplicitamente tra i requisiti soggettivi (se non quelli relativi all'età) anche quello relativo alla residenza all'estero, pur essendo rilevante l'ipotesi che giovani del sud attualmente residenti all'estero (e non solo in Europa) possano essere coinvolti in un tale ambizioso progetto, al fine di incentivare un loro rientro o un loro contributo in attività di valorizzazione di aree abbandonate o incolte, specialmente se in connessione con le loro terre d'origine;

in assenza di una chiara determinazione di legge circa i requisiti dei soggetti beneficiari della misura relativa alla valorizzazione delle terre abbandonate e incolte, demandando agli enti locali in sede di emanazione dei bandi l'interpretazione estensiva o restrittiva di talune definizioni, si rischia di produrre una non corretta o quantomeno non uniforme applicazione della misura nei diversi territori –:

se non ritengano i Ministri interrogati, di concerto e nell'ambito delle proprie competenze, di dover intervenire, mediante iniziative normative o promuovendo l'adozione di linee guida, per definire un'applicazione omogenea ed uniforme, coerente con la ratio della norma, al fine di ricomprendere espressamente anche i residenti all'estero tra i beneficiari della citata misura, analogamente a quanto previsto dalla misura «Resto al Sud», scongiurando l'ipotesi che giovani italiani residenti all'estero possano essere esclusi da progetti di valorizzazione ricadenti nelle proprie terre d'origine.
(4-18701)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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