INTERROGAZIONE GUIDESI, LNA CAMERA, SU RACCOLTO DI OLIO DI OLIVA EVO ITALIANO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18901

presentato da

GUIDESI Guido

testo di

Mercoledì 20 dicembre 2017, seduta n. 901

GUIDESI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

il raccolto di olio di oliva EVO italiano per la campagna olearia 2017/2018 risulta essere in calo rispetto alla media produttiva dell'ultimo decennio, mentre quello mondiale ha avuto un incremento rispetto alla campagna precedente;

l'Italia, purtroppo, con la sua produzione non riesce a sopperire al fabbisogno interno e per coprirlo ha bisogno di importare olio prodotto all'estero come Spagna, Grecia e Tunisia (quest'ultima in ottemperanza al regolamento comunitario 1918/2006), con il rischio che alcune aziende, in modo fraudolento, alterino il contenuto delle bottiglie, vendendo l'olio straniero come Made in Italy e, addirittura, confezionando olio di semi adulterato e spacciato come extravergine;

infatti, gli oli di oliva stranieri vengono spesso lavorati con quelli nazionali per acquisire, grazie all'etichetta ed al marchio dell'azienda nazionale, una italianità che permette di metterli in commercio sia sui mercati nazionali, sia su quelli esteri;

anche se la normativa in vigore prevede l'indicazione in etichetta della scritta «miscele di oli EVO comunitari» oppure «miscele di oli EVO non comunitari», questa, spesso, è riportata sul retro della bottiglia con caratteri piccolissimi e, in molti casi, in una posizione che la rende difficilmente visibile;

le continue oscillazioni del mercato, le importazioni da Paesi stranieri e il calo della produzione olearia italiana, anche a causa delle difficili condizioni climatiche, consente all'Italia di essere competitiva, e finisce anche con il disorientare il consumatore nell'individuare un prodotto di qualità;

l'olivicoltura italiana, per essere competitiva a livello mondiale e per poter far fronte al fabbisogno interno, deve dotarsi di piantagioni più moderne, attrezzate e strumenti che sarebbero utili anche per combattere il sempre più crescente fenomeno delle contraffazioni dell'olio;

diversi marchi dell'industria e dell'imbottigliamento italiani, infatti, stanno investendo in oliveti, progettando impianti superintensivi che comprendono varietà sia italiane che internazionali. Questo a dimostrazione che l'industria olearia vuole essere più dinamica e competitiva in campo agricolo e produttivo –:

se il Ministro interrogato intenda intensificare l'attività di controllo e renderla più efficace relativamente all'importazione e alla destinazione degli oli stranieri, comunitari e non, oltre che assumere iniziative in relazione alle tracciabilità e alle indicazioni riportate in etichetta dalle aziende che ne fanno uso e soprattutto abuso, al fine di salvaguardare l’«oro verde» italiano, il mercato e i consumatori;

quali azioni siano state messe in atto fino ad ora per proteggere l'olio italiano dalla concorrenza sleale, dalle speculazioni, dalla mancanza di trasparenza in etichetta, dalle truffe e dagli inganni;

quali siano i controlli attuati per appurare la veridicità degli oli EVO dalla Tunisia e dagli altri Paesi affinché i consumatori possano percepire la reale provenienza di tali oli al momento dell'acquisto;

quanti e quali controlli e sequestri siano stati effettuati nel settore degli oli nelle ultime due campagne, visto che le pratiche fraudolente sono in continuo aumento e rischiano di mettere in difficoltà centinaia di migliaia di produttori con le rispettive famiglie;

quale sia la percentuale di tali sequestri e quali controlli siano stati effettuati negli anni 2015, 2016 e 2017 sulla qualità dell'olio EVO allo scaffale per garantire il consumatore nel momento dell'acquisto;

quali siano le strategie e le azioni concrete che si intendano adottare nelle prossime programmazioni per sostenere l'ovicoltura e per riportare l'Italia ad una produzione di olio EVO per l'autosufficienza e per sostenere l'esportazione di olio EVO italiano;

quante risorse dell'annunciato Piano olivicolo nazionale siano realmente destinate a sostenere i singoli olivicoltori per nuovi impianti.
(4-18901)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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