INTERROGAZIONE, INCERTI PD CAMERA, SU DIFESA E RAFFORZAMENTO PAC POST 2020

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00609

presentato da

INCERTI Antonella

testo di

Mercoledì 3 ottobre 2018, seduta n. 55

INCERTI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.— Per sapere – premesso che:

il pacchetto di riforma della politica agricola comune presentato dalla Commissione europea nel mese di giugno 2018 vale 365 miliardi di euro e si struttura su tre proposte di regolamento: una proposta di regolamento volta a strutturare i piani strategici della politica agricola comune; una proposta di regolamento riguardante il finanziamento, la gestione e il monitoraggio della politica agricola comune; una proposta di regolamento relativa all'organizzazione comune di mercato dei prodotti agricoli, organizzazione comune di mercato;

nella riunione del Consiglio Agrifish, svolta il 18 giugno 2018 a Lussemburgo, il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, in qualità di rappresentante dell'Italia, ha espresso una valutazione complessivamente negativa in merito alle proposte legislative della Commissione relative alla riforma della politica agricola comune post 2020;

l'Italia, infatti, si è dichiarata non soddisfatta delle proposte presentate dalla Commissione, in quanto non risultano all'altezza della tutela degli agricoltori sia a causa dei tagli al budget destinato alla politica agricola comune secondo le proposte riguardanti il quadro finanziario pluriennale (QFP) post 2020, sia a causa della mancata tutela da parte delle recenti proposte legislative della Commissione dei settori dell'agricoltura più esposti alla volatilità dei prezzi;

in particolare, i tagli alla politica agricola comune previsti dal nuovo budget europeo vanno a colpire direttamente il sostegno al reddito previsto per gli agricoltori: il 28 per cento del reddito degli agricoltori italiani dipende dal diretto sostegno dell'Unione europea e questa media si alza al 38 per cento nell'Unione europea;

il taglio alla politica agricola comune che viene proposto, inoltre, se si tiene conto dell'inflazione ammonta a circa il 15 per cento in media (- 11 per cento nel primo pilastro e -25 per cento nel secondo), e non al 4-5 per cento come sostiene il Commissario Hogan;

a questo poi si aggiunge il fatto che la proposta di bilancio della Commissione dovrà passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo dove difficilmente la previsione di taglio non sarà aumentata. Perché per quadrare i conti la Commissione ha proposto che le entrate siano accresciute fino a rappresentare l'1,114 per cento del reddito nazionale lordo degli Stati dell'Unione. Un aumento consistente rispetto al presente. Bisogna poi tenere anche conto che, per compensare i minori fondi allo sviluppo rurale e alla politica di coesione, si è proposto di chiedere agli Stati membri un aumento del cofinanziamento nazionale e regionale. Si tratta, ad avviso dell'interrogante, di un modo indiretto di chiedere fondi per finanziare le politiche comunitarie;

sarebbe sufficiente ricordare, poi, che nel 2013 il bilancio settennale fu tagliato, non aumentato. E da questo punto di vista non sembrano esserci le condizioni oggi per una inversione di rotta. Così appare concreto il rischio che sulla politica agricola comune si effettuino ulteriori tagli;

di fronte alla necessità di far quadrare i conti, infine, tutte le politiche saranno ulteriormente passate al vaglio del cosiddetto «valore aggiunto europeo», cioè dell'efficienza e dell'efficacia della spesa. Ed è noto che la politica agricola, che si propone è ancora più centrata sui pagamenti diretti attirando, non senza buone ragioni, pesanti critiche –:

quali iniziative, in ambito europeo, il Ministro interrogato intenda adottare per difendere, rafforzare e migliorare la dotazione finanziaria, il funzionamento e l'efficacia per il sistema agroalimentare italiano della politica agricola comune post-2020. 
(5-00609)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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