INTERROGAZIONE LEGA SU DEFINIZIONE “PRECISA” DELL’EFFETTIVA ORIGINE DEGLI ALIMENTI

Interrogazione a risposta in commissione 5-01742 presentata da Roberto Caon, LEGA, mercoledì 18 dicembre 2013, seduta n. 140 al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per sapere quali determinazioni intenda trasmettere alle autorità di controllo e, in particolare, al Corpo forestale dello Stato, per applicare la definizione precisa dell'effettiva origine degli alimenti, secondo quanto stabilito dall'articolo 4, commi 49 e 49-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sulla tutela del made in Italy

Qui di seguito Agricolae riporta il testo integrale

. — Per sapere – premesso che:

la contraffazione alimentare detta «agropirateria» si distingue in falsificazione degli alimenti ovvero nota come «frode di qualità» dove il prodotto viene modificato con la sostituzione, sottrazione e/o integrazione degli alimenti che lo compongono e falsificazione del marchio ovvero nota come «frode sull'origine» che riguarda la riproduzione abusiva del brevetto secondo il quale l'alimento è prodotto;

una frode alimentare molto diffusa deriva, invece, dalla «falsa indicazione dell'origine per territorio dei prodotti». Sono colpiti, soprattutto, i prodotti italiani a maggior diffusione internazionale a danno ovviamente del made in Italy;

le frodi nel settore agricolo e agroalimentare rappresentano un fenomeno preoccupante e, nonostante l'intensificarsi dei controlli, continuano a svilupparsi in maniera crescente;

il Corpo forestale dello Stato svolge, tra gli altri compiti, anche funzioni di polizia agroalimentare ovvero controllo della filiera agroalimentare con repressione delle frodi alimentari, come la falsificazione dei prodotti che potrebbero causare danni alla salute e controllo del rispetto delle normative comunitarie;

durante un'audizione del capo del Corpo forestale dello Stato svoltasi, il 3 ottobre 2013, presso la Commissione agricoltura della Camera dei deputati sono stati riportati i dati sull'attività svolta, fino al 30 settembre 2013, dal Corpo nell'ambito del settore agroalimentare indicando che sono stati effettuati oltre 4.700 controlli, più di 170 persone sono state denunciate e circa 700 sanzioni amministrative elevate, per un importo complessivo di circa euro 1.900.000, nonché oltre 160 notizie di reato;

chi acquista cibo contraffatto spesso non ne è consapevole perché, a differenza di altre tipologie di prodotti, molti alimenti non sempre sono caratterizzati da un costo notevolmente più basso rispetto a quelli originali. Bisogna, però essere anche consapevoli che i prodotti venduti con l'etichetta made in Italy e con l'effigie della bandiera italiana, non sempre sono lavorati nel nostro Paese ma in aziende che hanno la loro sede in un altro Stato, quindi al di fuori dei requisiti e dei presupposti previsti dalle normative italiane in vigore;

a fronte di 34 miliardi di export agroalimentare italiano si devono fare i conti con oltre 60 miliardi di prodotti che sembrano italiani, ma che in realtà non lo sono. È un mercato potenziale enorme, ma bisogna insistere per difendere i produttori italiani. La forza del sistema agroalimentare italiano si basa non solo sulla qualità, la tradizione e la bontà dei prodotti, ma anche sulla sicurezza alimentare e sui controlli;

sembra che, in data 2 agosto 2013 il presidente di Federalimentari abbia scritto una lettera al Ministro interrogato per chiedere «a nome dell'industria alimentare italiana, nel rispetto della disciplina comunitaria armonizzata, di intervenire sul Corpo forestale dello Stato sospendendo le attività di controllo tuttora in atto che stanno causando, altresì, pesanti ripercussioni mediatiche ingiustamente dannose per chi tanto ha speso per la buona immagine del Paese»;

a parere degli interroganti la missiva inviata dal presidente di Federalimentari al Ministro, chiedendo la sospensione dei controlli a tutela del made in Italy, se fosse vera è un fatto grave;

a parere degli interroganti è ora di scrivere in maniera chiara sulle etichette la provenienza di un prodotto, e ripensare a un modello più trasparente, che lasci la possibilità di scelta al consumatore, libero di acquistare made in Italy o un prodotto agroalimentare, che ha altra provenienza;

il sistema dell'agroalimentare di qualità deve ristrutturarsi profondamente, sposando una etichettatura rigorosa e dotandosi di strumenti di controllo che garantiscano trasparenza e remunerazione adeguata a tutti gli agricoltori che scelgono la strada della qualità –:

quale sia stata la risposta del Ministro alla lettera summenzionata e quali azioni intenda intraprendere al fine di salvaguardare le attività di controllo per la sicurezza e tutela dei prodotti agroalimentari made in Italy;

quali misure di competenza, con specifico riferimento al commercio con l'estero, intenda avviare per prevenire le pratiche fraudolente o ingannevoli ai danni del made in Italy o in grado di trarre in inganno il consumatore;

quali determinazioni intenda trasmettere alle autorità di controllo e, in particolare, al Corpo forestale dello Stato, per applicare la definizione precisa dell'effettiva origine degli alimenti, secondo quanto stabilito dall'articolo 4, commi 49 e 49-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sulla tutela del made in Italy.

(5-01742)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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