INTERROGAZIONE, LOMBARDO M5S CAMERA, SU RIPARTIZIONE QUOTE TONNO ROSSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03057

presentato da

LOMBARDO Antonio

testo di

Martedì 11 giugno 2019, seduta n. 188

LOMBARDO, PARENTELA, CHIAZZESE, CASA, PIGNATONE e RAFFA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. — Per sapere – premesso che:

il tonno è a livello mondiale tra le specie ittiche più importanti per volumi commercializzati; la sua pesca è ormai sviluppata su scala industriale: in particolare, nel Mediterraneo, la specie maggiormente diffusa è il tonno rosso (Thunnus thynnus);

la Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi nell'Atlantico (Iccat) ha introdotto il Tac (totale ammissibile di catture) che ha ridotto la produzione mondiale dalle 40.000 tonnellate dichiarate nel 1998 alle 32.000 tonnellate del 1999 fino al 2014, anno in cui la produzione mondiale non sarebbe arrivata a sfiorare le 15.000 tonnellate di cui il 62,7 per cento proveniente dal Mediterraneo e il restante 37,3 per cento dall'Atlantico;

in Italia la ripartizione interna del Tac viene effettuata tra i pescherecci: l'assegnazione delle catture ai natanti abilitati (quota individuale) è calcolata in funzione del sistema di pesca praticato e in proporzione alla dimensione dell'imbarcazione, sulla base di dichiarazioni statistiche comprovanti le catture di tonno effettuate negli anni di riferimento;

il sistema delle quote individuali ha sollevato diverse criticità, causate dai criteri di determinazione dei contingenti di cattura adottati: le percentuali di ripartizione delle catture tra i Paesi produttori dell'Unione europea sono state calcolate sui livelli produttivi del periodo 1993-1995, durante il quale si è registrato un trend negativo. La quota globale è risultata largamente inferiore alla capacità produttiva espressa dalla flotta italiana, pari al 26,75 per cento delle catture complessive di tonno rosso riconosciute annualmente all'Unione europea in sede Iccat. Tale percentuale corrisponde a un livello produttivo pari ad appena il 40 per cento di quelli registrati negli anni 1996-98;

annualmente, in occasione della ripartizione interna del Tac del tonno rosso che l'Europa assegna all'Italia, si registrano sperequazioni a danno dei palangari italiani; esiste, di fatto, un problema legato ai criteri di allocazione delle quote fra i molteplici pretendenti e l'individuazione dei beneficiari cui assegnare la quota;

nel 2009 il Comitato scientifico dell'Iccat (Scrs), in Spagna, assegnava i quantitativi minimi di sostenibilità per ciascun attrezzo usato per la pesca del tonno: in particolare, individuava per i palangari di grandi dimensioni un minino di quota pari a 25 tonnellate, per quelli di medie dimensioni un minimo pari a 5,68 tonnellate e per quelli di piccole dimensioni un minimo non inferiore a 5 tonnellate; tali parametri, riguardanti tutti i sistemi di pesca, vengono immediatamente recepiti a livello europeo – richiamati in apposite raccomandazioni – rimanendo immutati nel tempo;

in Italia tali parametri vengono, ad avviso degli interroganti, illegittimamente disapplicati: nel decreto di ripartizione della quota tonno n. 5595 del 3 aprile 2012, il Ministero avrebbe dovuto applicare le regole imposte dal Comitato scientifico anche ai palangari inferiori ai 24 metri autorizzati alla pesca del tonno rosso con quota inferiore alle 5 tonnellate, ma non lo ha fatto: in tal modo, non è stato garantito il quantitativo minimo per il raggiungimento della sostenibilità economica; il decreto si è limitato ad applicare le citate regole esclusivamente in favore delle tonnare volanti; con la raccomandazione Iccat 16/24, sono stati precisati i quantitativi minimi per ciascun sistema di pesca e, in ragione della lunghezza della nave, tali da garantire il raggiungimento della sostenibilità economica;

sembrerebbe, quindi, che in Italia la norma venga recepita solo sulla carta (decreto direttoriale n. 11778 del 29 maggio 2018), non trovando alcuna applicazione concreta; l'omessa/mancata applicazione dei parametri europei, almeno a far data dal 2012, ha dei risvolti pratici rilevanti in termini di danno per quelle società di armamento che, a quella data, avevano una quota inferiore a 5 tonnellate –:

se il Ministro interrogato, per quanto di competenza, intenda adottare iniziative per adeguare, sin dalla prossima ripartizione, il totale ammissibile di catture individuale delle singole imbarcazioni che, al 2012, non hanno avuto assegnato il minimo contingente di cattura previsto di 5 tonnellate.

(4-03057)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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