INTERROGAZIONE M5S SU PRESENZA DEL LUPO SUL TERRITORIO E RICHIESTA DEROGA UE

Interrogazione a risposta scritta 4-03125 presentata da Chiara Gaganrli, M5S, lunedì 13 gennaio 2014, seduta n. 150 al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per sapere quali sia la posizione del Ministro interrogato in ordine alla determinazione di soglie di sostenibilità di presenza del lupo sul territorio e alle eventuale richiesta a Bruxelles di deroghe alle norme di tutela della specie protetta;

Qui di seguito Agricolae riporta il testo integrale

. — Per sapere – premesso che:

in data 29 maggio 2013, il M5S ha presentato una risoluzione n. 7-00024 in Commissione agricoltura della Camera dei deputati, approvata il 19 giugno 2013, con la quale il Governo si è impegnato ad eseguire una serie di azioni volte ad ottenere un equilibrio tra la tutela di una specie protetta da norme comunitarie e nazionali, quale è il lupo, e la tutela degli interessi degli allevatori;

in data 20 novembre 2013, gli interroganti hanno presentato un primo atto ispettivo (4-02608), al quale non si è avuta ancora risposta, per evidenziare che il Consiglio regionale toscano intendeva discutere della proposta di autorizzare la caccia al lupo, come risoluzione del problema dei danni provocati alla zootecnia regionale, ad oggi fortunatamente non ancora deliberata;

notizie recenti evidenziano che la caccia al lupo ed agli ibridi cane-lupo si è riacutizzata: in Maremma con l'ultima carcassa trovata dalla polizia provinciale nel comune di Manciano, salgono a sei i lupi (o ibridi) uccisi nella zona negli ultimi due mesi. Le carcasse, il più delle volte, sono state lasciate nelle piazze, da Saturnia a Scansano e anche alle porte del capoluogo;

l'abbattimento dei lupi verificatosi nelle ultime settimane in tutto il territorio provinciale è motivo di seria preoccupazione, perché è una pratica illegittima che mette a rischio la sopravvivenza di una specie protetta. Tuttavia, è pur evidente che il recente intensificarsi degli abbattimenti è il segnale preoccupante dell'esasperazione degli allevatori rispetto alla sopravvivenza delle proprie attività produttive;

è stato sostenuto anche da esponenti autorevoli della maggioranza che la strategia d'intervento, già indicata da atti di indirizzo approvati dalle Commissioni parlamentari competenti, richiede che l'Ispra realizzi in tempi rapidi un censimento della popolazione di lupi presente sul territorio nazionale, stabilendo una soglia di sostenibilità della presenza del lupo sui territori e, conseguentemente, chiedere a Bruxelles una eventuale deroga per il contenimento della specie. Solo in base al censimento degli esemplari di lupo geneticamente puro, come è successo in Francia e Spagna, si potrebbe impostare una corretta politica di gestione di questa specie protetta, e si potrebbe procedere altresì ai contenimenti di canidi e ibridi, che spesso sono veri protagonisti delle stragi di pecore che decimano le greggi. Non è più tempo di tentennamenti, né di falsi moralismi;

a parere degli interroganti, tuttavia, tale orientamento non emergerebbe allo stato da atti di indirizzo già approvati. Risulta invece che il Governo si sia impegnato a mettere in campo, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, un piano di indennizzo nazionale per gli agricoltori danneggiati, ad incentivare l'applicazione di metodi ecologici per ridurre i danni, ad incentivare programmi di management ambientale e decise azioni preventive, a partire dalla completa cessazione di qualsiasi attività di ripopolamento a scopo venatorio sul territorio, alla piena attuazione della legge n. 157 del 1992, in particolar modo con riferimento alla gestione faunistica per quanto riguarda l'attuazione dei metodi ecologici, che vengono di consuetudine del tutto ignorati, ed altri impegni in linea con questi citati;

appare evidente che prima di pensare ad una eventuale richiesta di deroga a Bruxelles, nelle more dei risultati del censimento chiesto ad Ispra, si debbano sbloccare le misure per le quali il Governo si è già impegnato e grazie alle quali, anche secondo il presidente di Wwf Italia Dante Caserta, sarebbe certamente possibile poter superare la problematica, nel rispetto di entrambi gli interessi, quelli di tutela della specie protetta e quelli delle attività produttive zootecniche;

secondo il presidente Wwf Italia Caserta: «La vera sfida si gioca sulle scelte e se l'obiettivo è quello di salvaguardare sia gli allevatori sia i lupi, le parole chiave sono prevenzione e corretta gestione dell'allevamento». Il Wwf evidenzia infatti, in linea con la risoluzione sopracitata, la necessità di avviare l'adozione di strumenti anti-predazione, di indennizzi per gli allevatori colpiti, di fare un monitoraggio e una registrazione dei danni, così come una corretta gestione del randagismo che preveda anche l'allontanamento degli ibridi selvatici che minacciano il lupo –:

quali sia la posizione del Ministro interrogato in ordine alla determinazione di soglie di sostenibilità di presenza del lupo sul territorio e alle eventuale richiesta a Bruxelles di deroghe alle norme di tutela della specie protetta;

cosa intenda fare, nell'ambito delle sue prerogative, per dare concreta attuazione agli impegni presi con la risoluzione sopracitata, in particolare in riferimento alle azioni condivise anche dal Presidente di Wwf Italia Dante Caserta. (4-03125)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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