INTERROGAZIONE MANZO, M5S CAMERA, SU CONTRASTO DEGRADO AMBIENTALE

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01644

presentato da

MANZO Teresa

testo di

Giovedì 15 novembre 2018, seduta n. 84

MANZO, DEL SESTO, DI LAURO, GRIPPA, IOVINO, PARENTELA e VILLANI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il fiume Sarno situato nella regione Campania, nasce alla quota di circa 30 metri sul livello del mare dalle pendici del monte Saro, facente parte del gruppo montuoso del Sant'Angelo-Pizzo d'Alvano ed è il più ricco serbatoio di acqua potabile dell'Italia meridionale; attraversa in forma calma e sinuosa i comuni di Sarno, San Valentino Torio, San Marzano, Striano, Poggiomarino, Pompei, Scafati, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia per sfociare, in direzione della località Sant'Abbondio di Pompei, in mare di fronte allo scoglio «Petra Herculis»; come si legge sul Fondo ambiente italiano «(...) le problematiche del Sarno, causa una elevata pressione antropica con relativo impatto determinato da scarichi domestici (fecali, agricoli, pesticidi, fertilizzanti, eccetera) e industriali, sono tutte relative al suo forte inquinamento (il più alto d'Europa) che si ripercuote nell'intero golfo di Napoli, fino agli anni Sessanta, era un fiume pescoso e termale caratterizzato da ambienti salubri e incontaminati. Nel 1992 il fiume è stato dichiarato ad elevato rischio ambientale ed è iniziato un tortuoso percorso per il disinquinamento: allo scopo si è divisa l'area in tre comprensori:

dell'Alto Sarno con 8 comuni, una popolazione di 69 mila abitanti e una densità di 398 ab/kmq;

del Medio Sarno con 21 comuni, una popolazione di 445 mila abitanti e una densità di 1.430 ab/kmq;

di Foce Sarno con 10 comuni, popolazione di 225 mila abitanti e una densità di 2.338 ab/kmq»;

nonostante per il corso d'acqua in questione siano state stanziate negli ultimi decenni ingenti somme al fine di mitigarne i danni, questi ultimi continuano a tediare la popolazione limitrofa. Basti pensare a come, nei giorni immediatamente trascorsi, a Castellammare di Stabia, i vigili del fuoco sono intervenuti a causa della caduta di un albero su una serra situata proprio a ridosso degli argini del fiume. Le operazioni di messa in sicurezza venivano accompagnate dallo sgomento degli operatori intervenuti a causa della ingente e catastrofica situazione che si annunciava davanti ai loro occhi. È stata riscontrata una vera e propria isola di rifiuti nel tratto di fiume parallelo, a via Ripuaria: bottiglie di plastica, cassette di sughero, tavole di legno, rami d'albero, palloni e tanti altri rifiuti trasportati dal fiume;

non può sottacersi la circostanza che vede il fiume de quo tra i 20 fiumi più inquinati del mondo. Durante i lavori della conferenza sui fiumi meno salubri del pianeta, tenutasi a New York, il Sarno è stato classificato al sesto posto per livello di inquinamento. Basti pensare che nelle sue acque, e in quelle degli affluenti, secondo il Cnr, c'è cadmio, piombo, arsenico e pesticidi. Conseguentemente, secondo diversi ricercatori italiani e stranieri il mix di inquinanti ha provocato nel corso degli anni un aumento, tra gli abitanti del bacino idrografico, di diverse malattie, da quelle cardio-respiratorie a quelle tumorali; gli interventi di interesse nazionale sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito inquinato, alla quantità e alla pericolosità degli inquinanti presenti nel sito, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante al sito inquinato in termini di rischio sanitario, ecologico nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali –:

se il Ministro intenda adottare le iniziative di competenza, anche promuovendo una verifica da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, per acquisire un quadro aggiornato sulla situazione di fondali, canali e sorgenti inquinanti del fiume;

se il Governo non intenda promuovere, per quanto di competenza, un raccordo istituzionale sulla vicenda volto a porre fine, in tempi brevi, al degrado ambientale, con la riqualificazione dell'area interessata, adottando le iniziative di competenza affinché il sito venga qualificato come sito da bonificare di interesse nazionale.
(4-01644)

IN CORSO

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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