INTERROGAZIONE, MOLLAME M5S SENATO, SU COMMISSARIAMENTO DELL’ENCI

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-01422

presentata da

FRANCESCO MOLLAME

martedì 19 marzo 2019, seduta n.099

MOLLAME, ABATE, NATURALE, PUGLIA, AGOSTINELLI, QUARTO, ORTOLANI, GALLICCHIO, PIRRO, ACCOTO, GAUDIANO, FATTORI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. - Premesso che:

sono di competenza dello Stato le funzioni amministrative concernenti l'ordinamento e la tenuta di registri di varietà e di libri genealogici, dei relativi controlli funzionali, quando è richiesta la unicità per tutto il territorio nazionale (art. 71, lett. d), del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616);

ai sensi dell'art. 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, recante "Attuazione della direttiva 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza", i libri genealogici ed i registri anagrafici sono istituiti, "previa approvazione con decreto del Ministro dell'agricoltura e delle foreste, dalle associazioni nazionali di allevatori di specie o di razza, di cui all'art. 1, lettere a) e b), dotate di personalità giuridica ed in possesso dei requisiti stabiliti con provvedimento del Ministro dell'agricoltura e delle foreste. Detti libri genealogici e registri anagrafici sono tenuti dalle menzionate associazioni sulla base di appositi disciplinari, approvati anch'essi con decreto del Ministro dell'agricoltura e delle foreste";

considerato che:

l'Ente nazionale cinofilia italiana (Enci) è un'associazione di allevatori, senza fini di lucro, che ha lo scopo di tutelare le razze canine riconosciute migliorandone e incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi;

per queste finalità l'Enci, sotto la vigilanza del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, cura la tenuta dei libri genealogici e registri anagrafici nel rispetto della normativa vigente, sulla base di appositi disciplinari approvati con decreto del Ministero stesso in armonia con le normative comunitarie con particolare riguardo al citato decreto legislativon. 529, ed emette certificati di origine (pedigree);

il Ministro pro tempore, rispondendo a un'interrogazione parlamentare presentata in data 19 dicembre 2017 su differenti e accertate irregolarità, evidenziava di conoscere un unico caso, del 2016, riguardante il sequestro di 168 cani e 61 certificati di origine (pedigree) Enci contraffatti, a discapito di numerose denunce pervenute a diverse istituzioni e procure della Repubblica, per false dichiarazioni sulla genealogia di cucciolate ed episodi di corruzione di esperti giudici al fine di fornire certificazioni immeritate;

ad oggi non risulta che l'Enci abbia mai provveduto a ritirare e rieditare i certificati alterati, compresi quelli dei discendenti;

l'alterazione, la contraffazione o l'uso indebito del certificato sono perseguiti a norma di legge;

le denunce di diversi cinofili, che hanno dato luogo ad indagini della Procura distrettuale antimafia di Lecce, sono all'attenzione del consiglio direttivo dell'Enci da diverso tempo, senza che lo stesso si preoccupi di chiarire la situazione;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

i soci collettivi (gruppi cinofili e associazioni specializzate) che non accettano il descritto modus operandi sono, fuori dalle previsioni statutarie e a volte oltre i limiti consentiti, commissariati anche ai fini delle imminenti elezioni dei rinnovi degli organi dell'ente, mentre i soci individuali (allevatori) sono soggetti a provvedimenti disciplinari. Per contro, il consiglio direttivo non opera nessun controllo sul comportamento deontologico dei giudici ed esperti, nonostante sia sancito dal decreto ministeriale n. 29064 del 22 dicembre 2010;

detta situazione sta compromettendo il lavoro di moltissimi allevatori ed addestratori che, nel timore di ritorsioni, non osano opporsi alla dirigenza Enci;

il comportamento tenuto dall'Enci potrebbe produrre effetti negativi soprattutto per quelle razze più idonee ad essere utilizzate come cani guida per non vedenti, cani da soccorso o utilizzati nelle terapie assistite da animali da compagnia (pet therapy), con conseguente rischio per la salute e l'incolumità di bambini, anziani e persone con disabilità;

in Italia la tratta dei cuccioli vale 300 milioni di euro (rapporto Zoomafie 2018), sarebbero 8.000 gli animali importati illegalmente ogni settimana spesso accompagnati da documentazione contraffatta e venduti a prezzi che oscillano tra 60 e i 1.200 euro;

considerato infine che, per quanto risulta agli interroganti:

negli anni '90, l'Enci ha acquistato in toto il pacchetto azionario della Skorpio Srl in liquidazione, il cui unico cespite era rappresentato dall'immobile sito a Milano, in viale Corsica;

in particolare la Skorpio Srl era stata messa in liquidazione con la prospettiva di attribuire a Enci, in quanto socio unico, la proprietà dell'immobile eludendo di tal guisa l'onere dell'IVA;

nel gennaio 2018, all'insaputa dei soci individuali e collettivi dell'Enci, è stata revocata la delibera della messa in liquidazione della Skorpio Srl e ne è stato cambiato il nome in Enci Servizi Srl, nonché lo scopo sociale divenuto prestazioni e cessazioni di beni e servizi legati alla cinofilia;

la decisione sarebbe stata presa nel corso di un'assemblea della Skorpio Srl (in assenza del liquidatore) nella quale il presidente dell'Enci, autorizzato da una delibera del consiglio direttivo dell'aprile 2017, sarebbe intervenuto in qualità di rappresentante del socio unico, ossia dell'Enci stesso. Nell'occasione, il presidente dell'Enci si sarebbe autonominato anche presidente della nuova società (Enci Servizi Srl), dalla quale carica riceverà congruo compenso, così come il vicepresidente Enci, a sua volta nominato vicepresidente della nuova società (Enci Servizi Srl);

in base al nuovo statuto, con il consenso dell'attuale presidente dell'Enci, al contempo presidente della Enci Servizi Srl, la nuova società svolgerà tutte le attività precedentemente poste in essere dall'Enci, tranne la tenuta dei libri e dei registri genealogici;

i soci Enci sono tenuti all'oscuro, perché i verbali e le delibere del consiglio direttivo Enci non vengono più pubblicati, e di quanto accaduto non vi è traccia nel bilancio preventivo, che doveva essere pubblicato entro novembre 2018;

ad oggi l'Enci si trova a pagare 200.000 euro all'anno per la locazione dell'immobile, che ospita la propria sede, acquistato a suo tempo per oltre 6 miliardi di lire,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se intenda adottare, con urgenza, le opportune iniziative al fine di procedere al commissariamento dell'Enci o, in alternativa, disporre l'immediato ritiro dei libri genealogici, dei registri anagrafici e della delega per il rilascio dei certificati di origine (pedigree).

(4-01422)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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