INTERROGAZIONE, ORLANDO PD CAMERA, SU SPARGIMENTO FANGHI DI DEPURAZIONE IN AGRICOLTURA

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01762

presentato da

ORLANDO Andrea

testo di

Giovedì 29 novembre 2018, seduta n. 93

ORLANDO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

il decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 recante: «Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze», all'articolo 41, introduce «disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione»;

tale disciplina dichiara di intervenire per superare situazioni di criticità nella gestione dei fanghi di depurazione, nelle more di una revisione organica della normativa di settore. Ed innalza i limiti ai fini dell'utilizzo in agricoltura dei fanghi per gli idrocarburi (C10-C40), per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), per le policlorodibenzodiossine e i policlorodibenzofurani (PCDD/PCDF), per i policlorobifenili (PCB), per Toluene, Selenio, Berillio, Arsenico, Cromo totale e Cromo VI, per i quali i nuovi limiti diventano i seguenti: idrocarburi (C10-C40) ≤ 1.000 (mg/kg tal quale), sommatoria degli IPA elencati nella tabella 1 dell'allegato 5 al titolo V della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ≤ 6 (mg/kg SS), PCDD/PCDF + PCB DL ≤ 25 (ng WHO-TEQ/kg SS), PCB ≤ 0,8 (mg/kg SS), Toluene ≤ 100 (mg/kg SS), Selenio ≤ 10 (mg/kg SS), Berillio ≤ 2 (mg/kg SS), Arsenico < 20 (mg/kg SS), Cromo totale < 200 (mg/kg SS) e Cromo VI < 2 (mg/kg SS). Inoltre per il parametro idrocarburi C10-C40, il limite di 1.000 mg/kg tal quale si intende comunque rispettato se la ricerca dei marker di cancerogenicità fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi della nota L, contenuta nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008;

i livelli massimi di presenza di queste sostanze vengono innalzati drammaticamente, consentendo un più libero spandimento dei fanghi nei campi, anche quelli destinati alla produzione di alimenti;

sino all'approvazione del decreto, lo spandimento di fanghi con questi livelli di sostanze pericolose per la salute umana configurava, se non anche altri, i reati di getto di cose pericolose e di inquinamento ambientale. In vari uffici giudiziari del Paese sono in corso processi per perseguire questi reati, oltre alle attività di indagine delle procure e delle forze dell'ordine;

il fatto che il «decreto Genova» abbia alzato i limiti, potrebbe rendere vani quei processi e quelle indagini, sanando a posteriori i comportamenti criminali di chi ha smaltito illegittimamente fanghi di depurazione, spandendoli nei campi destinati all'agricoltura –:

se il Governo abbia effettuato una valutazione precisa rispetto all'impatto e agli effetti che la sopravvenienza della nuova normativa possa avere sui procedimenti in corso e se, in seguito a tale valutazione, emergessero i rischi evidenziati in premessa, quali iniziative intenda assumere al fine di evitare che le nuove norme in materia di gestione di fanghi pericolosi intervengano a «sanare» le situazioni processuali di soggetti imputati di gravi reati contro l'ambiente e la salute umana.

(4-01762)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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