INTERROGAZIONE PILI, MISTO CAMERA, SU CONTRASTO MARCHI FINTI MADE IN ITALYCOME ACCADUTO PER IL PECORINO SARDO

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT-SENATEAtto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06147
presentato da PILI Mauro, MISTO CAMERA, giovedì 23 luglio 2015, seduta n. 467 su marchi su finto made in Italy in particolare del Pecorino sardo e per sapere se il Governo non intenda assumere urgentemente iniziative per far revocare queste registrazioni di marchi;
se il Governo non intenda proporre iniziative, anche normative e in sede comunitaria, al fine di evitare il ripetersi di questi gravissimi fatti;
se non intenda assumere iniziative per evitare in ogni modo questo pericolo per le produzioni Dop della Sardegna e non solo
PILI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
con un sostanziale «blitz» della società americana Dinicola è stato messo a segno un vero e proprio attacco Usa- Europa al pecorino sardo;
nei giorni scorsi è stato autorizzato un marchio comunitario per l'utilizzo etichetta formaggi Dop;
si tratta sostanzialmente di una decisione che secondo i consorzi apre le porte ai falsi nella produzione di formaggi;
i consorzi per la tutela delle produzioni Dop sono in rivolta per la mancata tutela del marchio Dop;
si tratta ad avviso dell'interrogante di un vero e proprio attacco al pecorino sardo e non solo, attacco a doppia firma, USA e Europa, un colpo letale alla principale produzione lattiero casearia della Sardegna;
l'Europa non solo non tutela i marchi Dop nel settore lattiero caseario, ma con un «blitz» dell'ufficio per l'armonizzazione del mercato interno e dell'ufficio italiano marchi e brevetti è stata praticamente sottratta al pecorino sardo l'esclusiva sulla commercializzazione del prodotto;
con una formula di marchio comunitario e marchio italiano è stato di fatto consentito a quella che appare all'interrogante una «società ombrello» americana di mettere le mani sulle produzioni del pecorino sardo e non solo;
si tratta di una vera e propria privazione di esclusiva maturata negli uffici di registrazione marchi nei quali è stata condotta l'operazione;
con questa operazione «giocata» nel silenzio della burocrazia europea, e non solo, si mette a rischio una partita fondamentale per il pecorino sardo e la tutela dei prodotti a denominazione d'origine;
tutto questo avviene in quella che appare all'interrogante la sostanziale inerzia della politica sarda e di quella nazionale;
una produzione straordinariamente importante come quella del pecorino sardo (romano) viene praticamente danneggiata con una vera e propria falla comunitaria nel sistema dei marchi e brevetti;
il timore è che dietro il «marchio ombrello» aziendale Usa «Di Nicola» possano essere commercializzati formaggi con l'indicazione nell'etichetta di denominazioni geografiche italiane: dal Gorgonzola al Pecorino Sardo Romano, ma anche al Parmesan, all'Asiago e alla Mozzarella;
si tratta di un disastro economico perché questi marchi Dop, con un'operazione nefasta, perdono l'esclusiva sulle loro produzioni;
è di fatto il via libera ufficiale a un mercato poco trasparente;
si tratta di una decisione di una gravità inaudita avvenuta nel silenzio generale e nella consueta assenza del Governo nazionale e di quello regionale;
è urgente un'immediata revoca di quella registrazione e il ripristino dell'esclusività dei marchi Dop del pecorino sardo (romano);
si rischia un danno per miliardi di euro al sistema produttivo sardo e non solo;
con questa operazione secondo l'interrogante non solo non si tutela il marchio, ma si assesta un colpo durissimo al principio di prodotto esclusivo e tutelato;
anziché tutelare il marchio, esso viene dilapidato con registrazioni che, secondo l'interrogante, sono suscettibili di danneggiare prodotti Dop e Igp;
come detto gli uffici europei interessati hanno di fatto registrato un'etichetta che fa capo a una società Usa denominata DiNicola che potrà commercializzare quei prodotti non come Dop ma utilizzando, l'etichetta con il nome del Dop;
un'operazione gravissima che ad avviso dell'interrogante sostanzialmente consentirà di registrare nuovamente come marchi nomi che in Europa sono già protetti con il sistema delle denominazioni d'origine;
il rischio è evidente: l'utilizzo di indicazioni geografiche come termini di specifica in un marchio generale portando a considerare Gorgonzola, Romano e Asiago nomi generici con la conseguenza che saranno considerati nomi comuni e quindi non soggetti a tutela né come indicazioni geografiche né come marchio d'impresa;
l'operazione è stata compiuta tra gli Stati Uniti e Bruxelles proprio perché, a giudizio dell'interrogante, i produttori Usa di formaggi e salumi non vogliono la «gabbia» del prodotto Dop italiano;
si tratta di un'operazione che i Consorzi Dop made in Italy cercano di contrastare in tutte le sedi;
su questa operazione si gioca l'economia di un sistema decisivo per l'economia della Sardegna e l'assenza delle istituzioni nazionali e regionali è gravissima;
per questa ragione secondo l'interrogante deve essere immediatamente convocato un vertice tra il Governo e i responsabili dei consorzi Dop che su questo hanno già presentato ricorso alla Commissione europea e al Ministro;
il danno che si rischia sul mercato americano potrebbe essere letale per il settore lattiero caseario della Sardegna e non solo –:
se il Governo non intenda assumere urgentemente iniziative per far revocare queste registrazioni di marchi;
se il Governo non intenda proporre iniziative, anche normative e in sede comunitaria, al fine di evitare il ripetersi di questi gravissimi fatti;
se non intenda assumere iniziative per evitare in ogni modo questo pericolo per le produzioni Dop della Sardegna e non solo. (5-06147)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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