INTERROGAZIONE, RIZZO M5S CAMERA, SU DIFESA E TUTELA SUGHERETE DA DECORTICAZIONE

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-02269

presentato da

RIZZO Gianluca

testo di

Martedì 11 giugno 2019, seduta n. 188

RIZZO, ALAIMO, CHIAZZESE, MARTINCIGLIO, D'ORSO, CASA, LOMBARDO, PIGNATONE, RAFFA, LICATINI e SAITTA. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, al Ministro per il sud. — Per sapere – premesso che:

la riserva naturale orientata del Bosco di Santo Pietro, distante circa 20 chilometri da Caltagirone, è una delle aree verdi più rigogliose ed estese del Calatino. Con una superficie areale di 6.559,38 ettari ricade, da un punto di vista amministrativo, nel comune di Caltagirone;

sito di importanza comunitaria (Sic) e designato quale zona speciale di conservazione (Zsc) della regione biogeografica mediterranea, all'interno della Rete Natura 2000 (cod. ITA070005) ricade sotto la giurisdizione dall'azienda regionale foreste demaniali tramite il piano di gestione «Bosco di Santo Pietro e Sughereta di Niscemi» dal 2010;

come risulta da articoli giornalistici, le guardie venatorie dell'Ente produttori selvaggina di Catania hanno denunciato alla procura di Caltagirone la violenta decorticazione di circa ottanta querce, contestando i reati di furto aggravato, di danneggiamento, di lavori effettuati senza autorizzazione su aree di interesse paesaggistico, di distruzione o deturpazione di bellezze naturali e di habitat protetto;

i militari della stazione dei carabinieri di Caltagirone, successivamente ad un'attività info-investigativa, hanno denunciato un pensionato del posto per furto aggravato e ricettazione, trovando nella sua proprietà circa 520 chilogrammi di corteccia di sughero;

le monumentali sughere del bosco, descritte con ammirazione dai cronisti del passato, sono oggi in gran parte scomparse. Un recente censimento, effettuato dal Fondo siciliano per la natura, ha attestato la presenza, nel solo bosco di Santo Pietro, di circa cento sughere, tra le quali un esemplare di Quercus suber che raggiunge i 6,2 metri, nonché esemplari di Quercus ilex, di quercia spinosa (Quercus coccifera) e di roverella (Quercus pubescens);

nel bosco di Santo Pietro sono stati altresì registrati episodi frequenti di incendi dolosi, bracconaggio, abbandono di rifiuti e gestione non razionale del pascolo, che compromettono attualmente e/o potenzialmente la conservazione degli habitat e delle specie di interesse comunitario presenti nel Sic, anche a causa della scarsa consapevolezza rispetto ai valori ambientali dell'area e della riduzione delle attività di controllo e preservazione –:

se i Ministri interrogati ritengano opportuno, anche attraverso la costituzione di un tavolo tecnico ministeriale, assumere iniziative, anche normative, per migliorare le conoscenze scientifiche sui problemi relativi alla rinnovazione naturale della sughera, migliorare la consapevolezza delle comunità locali rispetto ai valori ambientali delle aree interne ai Sic, nonché incentivare il turismo rurale e naturalistico anche mediante la creazione di una rete di strutture ricettive agrituristiche attraverso il recupero delle numerose strutture (ad esempio masserie) presenti;

se siano a conoscenza del recente episodio di decorticazione selvaggia avvenuto nel bosco di Santo Pietro – Caltagirone;

quali iniziative intendano intraprendere con urgenza, per quanto di competenza, per far fronte alle emergenze naturalistiche presenti nelle sugherete regionali siti di importanza comunitaria, mediante interventi di difesa attiva, sensibilizzazione, rimozione dei fattori di minaccia, monitoraggio e ricerca;

se il Governo ritenga di assumere le iniziative di competenza, anche attraverso il comando carabinieri tutela ambientale (Ccta), per aumentare il livello di sorveglianza all'interno delle sugherete, nonché per implementare i sistemi di videosorveglianza di nuova generazione (per esempio foto-trappole) e favorire l'incremento delle competenze degli operai forestali o la stipula di appositi protocolli d'intesa tra gli enti preposti al controllo ambientale del territorio in cui ricade il sito (guardie forestali, polizia provinciale e guardie venatorie), coinvolgendo anche le associazioni ambientaliste presenti sul territorio;

se i Ministri interrogati reputino di assumere iniziative, anche normative, per convertire gli attuali processi agricoli produttivi che risultano incompatibili con la conservazione degli ecosistemi naturali e semi-naturali presenti, verso forme che, oltre a risultare meno impattanti, possano rappresentare valide alternative di sviluppo economico per i settori in crisi, nonché per invertire la tendenza di rarefazione degli ecosistemi forestali.

(5-02269)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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