INTERROGAZIONE RUVOLO SU ISAPER CHIEDERE SE HA FATTO INVESTIMENTO IN SOCIETA' COINVOLTE NEL FALSO MADE IN ITALY

Camera dei Deputati - Seduta inaugurale XVII legislaturaInterrogazione a risposta orale 3-00613 presentata da Giuseppe Ruvolo, GAL, giovedì 9 gennaio 2014, seduta n.163 al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per chiedere se ISA partecipi o abbia concesso investimenti ad imprese coinvolte nel mondo nella produzione di made in Italy contraffatto, alimentare e non, introducendo fattori di concorrenza sleale per le imprese italiane e pregiudicando gli interessi dei cittadini e dei consumatori.

Qui di seguito Agricolae riporta il testo integrale

- Premesso che:

 

l'agroalimentare made in Italy, che registra un fatturato nazionale superiore ai 266 miliardi di euro, rappresenta oltre il 17 per cento del prodotto interno lordo ed è la leva esclusiva per una competitività "ad alto valore aggiunto";

 

il made in Italy agroalimentare si caratterizza per suoi primati in termini di maggior valore aggiunto per ettaro in Europa, livello di sicurezza e sistema dei controlli degli alimenti, prodotti a denominazione protetta e produzioni biologiche;

 

la crescita costante dell'export testimonia l'indiscutibile ruolo dell'agroalimentare nazionale e del valore attribuito al marchio "Italia", con un territorio ed una produzione ammirati ed imitati nel mondo;

 

in Italia la produzione di carni suine è stimata in 1.299.000 tonnellate all'anno e sono oltre 26.200 gli allevamenti di suini concentrati, prevalentemente, in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Umbria e Sardegna;

 

in Italia, nel 2012, la produzione nazionale di suini è stata stimata in 245.620 tonnellate, le importazioni in 572.987,42 tonnellate ed il consumo di cosce in 734.749,31 tonnellate;

 

i dati relativi alla distribuzione delle importazioni di cosce fresche per Paese di origine riportano percentuali altissime riferite alla provenienza di prodotti dalla Germania e dall'Olanda;

 

sulla base dei dati elaborati dall'Associazione nazionale allevatori di suini risulta che l'Italia nel 2012 ha importato, solo dalla Germania, il 52 per cento di suini vivi e carni suine, per un totale di 535.309 tonnellate;

 

da articoli apparsi sulla stampa europea è emerso che l'efficienza dell'industria della carne suina in Germania è basata su prodotti a basso costo, operai sottopagati, falde acquifere inquinate, tecniche di allevamento non sostenibili e con gravi ripercussioni sulla salute dei consumatori legate all'eccessivo impiego di antibiotici;

 

il gruppo Ferrarini, con un fatturato di oltre 330 milioni di euro e 900 dipendenti, rappresenta una delle maggiori realtà europee nel settore agroalimentare;

 

nel 2010 il gruppo ha registrato un aumento del valore della produzione dell'8,8 per cento dovuto, principalmente, all'incremento delle vendite di prosciutto cotto, di parmigiano reggiano ed altri formaggi DOP ed all'aumento delle vendite degli affettati freschi;

 

l'Istituto sviluppo agroalimentare (ISA SpA) è la società finanziaria, con socio unico il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che promuove e sostiene progetti di sviluppo agroindustriale che comportano, come ricaduta indotta, un miglioramento strutturale dei livelli di reddito dei produttori agricoli;

 

attraverso specifici strumenti di legge, ISA supporta le imprese operanti nella fase di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, zootecnici e silvicoli;

 

ISA ha approvato un intervento ai sensi dell'articolo 2, comma 132, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, a supporto dell'iniziativa "Fabbrica italiana prosciutti" del gruppo Ferrarini;

 

in particolare, scopo dell'iniziativa è la realizzazione di un nuovo complesso industriale destinato ad impiegare, a regime, 10.000 tonnellate di cosce di suino per la produzione di prosciutti cotti e la movimentazione, per la produzione di altre produzioni agroalimentari del gruppo (parmigiano reggiano e salumi prodotti da Vismara), di circa 35.000 tonnellate di prodotti alimentari;

 

l'atteso volume delle produzioni e delle movimentazioni, se confrontato con i dati delle produzioni nazionali e delle importazioni, sembra dimostrare che i prodotti dello stabilimento non possano essere garantiti come di effettiva origine italiana;

 

molti controlli operati nel settore delle carni suine hanno già evidenziato la violazione della disciplina in materia di presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari e condotte poste in essere in maniera ingannevole, fraudolenta e scorretta, allo specifico scopo di far intendere al consumatore che i prodotti acquistati sono di origine e di tradizione italiana;

 

l'usurpazione del marchio made in Italy provoca gravi distorsioni della concorrenza, condiziona il funzionamento del mercato e viola il diritto dei consumatori ad alimenti sicuri, di qualità e di origine certa,

 

si chiede di sapere:

 

se il Ministro in indirizzo non ritenga, contrariamente a quanto deliberato con l'atto di intervento di ISA SpA nel progetto citato, di avviare una più adeguata istruttoria per verificare la coerenza dello stesso con gli indirizzi statutari di ISA rispetto all'attuazione del piano di sviluppo rurale 2007-2013 della Regione Emilia-Romagna, Asse I "Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale";

 

quali controlli vengano effettuati da ISA prima di assicurare il supporto alle imprese o la partecipazione in specifiche iniziative con riferimento agli obiettivi sociali ed alla garanzia di perseguimento di finalità non contrastanti con la tutela e la valorizzazione dei prodotti e delle imprese nazionali;

 

se non ritenga l'intervento della società controllata irragionevole e arbitrario e che, determinando il mancato rispetto dell'obiettivo del rafforzamento della capacità competitiva delle imprese italiane, possa configurare un'ipotesi di responsabilità nella gestione della società medesima;

 

se ISA partecipi o abbia concesso investimenti ad imprese coinvolte nel mondo nella produzione di made in Italy contraffatto, alimentare e non, introducendo fattori di concorrenza sleale per le imprese italiane e pregiudicando gli interessi dei cittadini e dei consumatori.

 

(3-00613)

-RIPRODUZIONE RISERVATA-

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